Archivi tag: toghe rosse

Gli italiani e il potere

Esaminando un po’ il dibattito politico degli ultimi vent’anni ed i vari settori della società, mi sono confermato in un’idea che già da tempo avevo maturato: che cioè gli italiani, intendendo con questo termine l’opinione pubblica prevalente, sono allergici al potere, qualunque esso sia ed in qualunque forma esso si presenti. Mi pare di accorgermi che chiunque vinca le elezioni, conquisti la maggioranza e formi così un governo, va incontro inesorabilmente ad attacchi serrati che provengono da ogni parte e che si estendono, complice la televisione e gli altri mezzi di informazione, ad un numero sempre più ampio di persone. Si tratta di una diffidenza innata, un’avversione preconcetta verso chiunque abbia in mano le leve di un qualsiasi potere, e con ciò mi riferisco non soltanto a quello politico, ma a qualunque forma di autorità: negli uffici si odia il capufficio, nella scuola si critica il dirigente, nei reparti ospedalieri i medici contestano il primario e così via, e non soltanto per invidia ma anche per un diffusissimo pregiudizio secondo cui chi detiene un ruolo dirigenziale deve essere per forza disonesto, deve essere arrivato in quella posizione per occulti favori e non per merito, per chissà quali trame che ha macchinato alle spalle dei poveri mortali. Forse questa naturale avversione degli italiani per chi li governa (o possiede un qualsiasi altro potere) ha origini secolari, deriva dalla sottomissione che il nostro Paese ha patito per secoli dalle potenze straniere, la cui amministrazione era giudicata sempre negativamente perché rappresentava un qualcosa venuto da fuori, che non poteva curare l’interesse dei sudditi. Spagna, Francia, Austria ci hanno dominato per mezzo millennio, e se anche adesso sono passati oltre 150 anni dall’unità d’Italia, una naturale avversione per il potere è rimasta nel DNA dei nostri concittadini.
Rimanendo all’ambito politico, mi accorgo che chiunque ottenga una maggioranza ed un governo è subito esposto alle critiche, agli insulti ed anche alla persecuzione degli avversari; ed è questo un fenomeno peculiare dell’italiano, perché all’estero, pur essendovi ovviamente un dibattito critico ed un’opposizione spesso molto accesa, manca però la demonizzazione e la delegittimazione dell’avversario che invece, purtroppo, sono di casa qui da noi: in Germania la Merkel è la cancelliera di tutti i tedeschi, anche di quelli che non approvano la sua politica, e negli Stati Uniti Obama è il presidente di tutti gli americani, anche di quelli che non hanno votato per lui. E da noi invece? Prendiamo il caso di Silvio Berlusconi, più volte Presidente del Consiglio legittimamente eletto da libere elezioni. Orbene, dal momento che è entrato in politica e si è affermato come leader carismatico della sua parte, dalle file avversarie è partita una valanga di fango che l’ha investito in tutti i modi, con accuse del tutto infondate o almeno non dimostrate, che andavano dall’appartenenza alla mafia all’evasione fiscale e persino allo sfruttamento della prostituzione minorile, un’imputazione assurda e completamente falsa, utile soltanto ad eliminare dalla scena politica un avversario che non si riusciva a vincere con il metodo democratico delle libere elezioni. Ricorrere alla magistratura per rovinare un avversario politico, con giudici chiaramente di parte dediti in tutto e per tutto a voler dimostrare il falso, è un comportamento indegno di un Paese civile e soprattutto di una democrazia. E che le accuse fossero false e strumentali è dimostrato dal fatto che, non appena Berlusconi si è eclissato dalla scena politica, sono cessati tutti i processi, gli insulti e le persecuzioni contro di lui. Mi pare che tutto ciò dimostri chiaramente che tutta la campagna di odio scatenata dai politici, dai giornalisti e dai magistrati di sinistra aveva una matrice puramente ideologica, senza alcun rispetto non solo della persona, ma del voto dei cittadini.
Chi sale al potere si trova inevitabilmente sotto il tiro incrociato degli avversari, i quali non rifuggono dall’impiegare metodi non ortodossi e spesso incivili pur di abbattere il “nemico”; e chi ha un minimo di spirito democratico non può che inorridire di fronte a tanta falsità e tanta volgarità. Quel che ha subito Berlusconi anni addietro, infatti, lo sta subendo oggi Renzi, contestato a destra e manca con argomenti spesso ridicoli, che evidenziano soltanto il fatto che l’opinione pubblica italiana non sopporta chi ha in mano il potere, chiunque esso sia. Si è cominciato col rinfacciare a Renzi di non essere stato eletto dal popolo, ed è un’accusa assurda perché la Costituzione non dice affatto che ogni governo debba passare attraverso le elezioni: durante la prima repubblica, nello spazio di cinque anni quanto deve durare una legislatura, si succedevano anche sei-sette governi e tutti, a eccezione forse del primo. mancavano della legittimazione popolare. Ma fosse soltanto questo! C’è molto di peggio: qualunque iniziativa abbia preso l’attuale governo, altro non ha ottenuto che scatenare critiche e insulti; eppure a me sembra che qualcosa di positivo sia stato fatto, a cominciare dagli 80 euro ai lavoratori dipendenti, che non sono affatto una “miseria” come gli avversari dicono, ma possono aver contribuito sensibilmente ai bilanci familiari. E lo stesso si potrebbe dire per molti altri provvedimenti che, pur non essendo perfetti, hanno comunque portato qualche effetto benefico sull’economia e sulla vita dei cittadini. E invece l’italiano medio, certo sobillato da forze eversive e qualunquiste come i seguaci del comico Grillo, non riconosce nulla, non approva nulla; anzi, si forma e si cementa l’idea che i politici siano tutti ladri, mafiosi e corrotti, e nessuno riesce a eliminare questa stupida generalizzazione cui solo gli ignoranti e i disinformati possono prestare fede. Il problema, purtroppo, è che gli ignoranti, i disinformati e i cafoni sono moltissimi, milioni di individui che per la loro pochezza mentale non dovrebbero neanche votare, ed invece purtroppo votano e si lasciano condizionare dallo sfascismo dei ridicoli demagoghi (ignoranti e disinformati pure loro) del Movimento Cinque Stelle, i quali cavalcano la tigre dell’ignoranza popolare per intorbidire le acque e per diffondere idee del tutto errate. Che vi siano politici corrotti è vero, ma non è certamente vero che tutti lo siano; che il governo possa sbagliare è vero, ma non è certamente vero che sbagli ogni cosa, per cui sia legittimo dire sempre di no a tutto senza neanche conoscere l’argomento di cui si parla; che poi l’Italia sia stata rovinata dai politici e sia ridotta alla miseria a me non pare, perché vedo che il livello di vita delle persone è più o meno lo stesso di alcuni anni fa, e se pure non lo fosse la colpa non è certo di chi ha governato gli ultimi due anni. E poi l’essere onesti, ammesso e non concesso che i “grillini” lo siano, non è sufficiente per assumersi responsabilità di governo; dico anzi che è inutile essere onesti quando si è incompetenti e incapaci, come si è chiaramente evidenziato in tutte le situazioni in cui i Cinque Stelle hanno amministrato o dovuto prendere iniziative. Chi è corrotto fa anzitutto gli interessi suoi, ma può fare anche quelli altrui; chi è incapace non fa del bene a nessuno, né a se stesso né ad altri.

4 commenti

Archiviato in Attualità