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Iter Siculum

Francamente speravo che il mio studio su D’Annunzio (post precedente) suscitasse più interesse nei lettori, benché sia pienamente cosciente di non aver detto nulla di eccezionale. Può darsi che il periodo pasquale non sia il più adatto per proporre argomenti culturali, e così torno con questo articolo a parlare di una mia esperienza personale, cioè il viaggio in Sicilia compiuto durante questi pochi giorni di vacanza.
La mia ammirazione per la Sicilia è cosa nota e dura da gran tempo; già c’ero stato più volte ed in varie zone dell’isola, benché non la conoscessi tutta, e così mi è maturata l’idea di tornarvi in questi giorni di Pasqua. Sapevo che sarebbe stato impegnativo, soprattutto perché dalla Toscana il viaggio è lungo e faticoso, tanto più che io e mia moglie abbiamo deciso di compierlo in auto, il che significa impegnare almeno 9-10 ore in tutto. Da questo punto di vista ho avuto però una piacevole sorpresa: l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, un tempo famigerata per i numerosi disagi che l’automobilista vi incontrava (code lunghissime, cantieri aperti, deviazioni ecc.), è stata invece oggi sistemata molto bene ed è scorrevole e veloce per tutta la sua lunghezza. Che bello, finalmente qualcosa di positivo in questo Paese dove si dice che tutto vada a rovescio! Il problema maggiore si è tuttavia incontrato a Villa San Giovanni, nel prendere il traghetto: qui la sorpresa è stata invece amara, sia perché abbiamo dovuto fare una lunghissima fila ed attendere circa un’ora prima di imbarcarci, sia per il prezzo altissimo della traversata, ben 38 euro (che diventano 76 se consideriamo il ritorno) solo per un passaggio navale di 20 minuti circa. A me sembra una vergogna, che non dovrebbe essere permessa a nessuno; è vero che si trattava di una compagnia privata, ma anche con le Ferrovie dello Stato, a quanto mi hanno riferito, il risparmio sarebbe stato molto esiguo. Comunque sia, il passaggio dello Stretto ha sempre qualcosa di magico, per un classicista come me: pare di rivedere la nave di Ulisse che passa tra Scilla e Cariddi, il profondo azzurro del mare riproduce la fantastica atmosfera di tanti secoli fa.
Sbarcati a Messina, altra difficoltà per uscire dal porto, in un ambiente inquinato dagli scarichi dei camion e delle auto che ci precedevano. Finalmente, dopo una serie di semafori, riusciamo ad imboccare l’autostrada per Catania, dov’era la nostra destinazione, un villaggio turistico sul mare. Abbiamo notato subito che la maniera di guidare degli automobilisti siciliani è un po’ diversa dalla nostra: rispettano poco le precedenze, ti entrano all’improvviso in strada, ma sono altrettanto disposti a farti passare se vedono che ne hai necessità e stai aspettando. Le persone del luogo poi, sono gentilissime e ben disposte a dare indicazioni al povero turista che magari, nonostante la presenza del navigatore satellitare, si trova indeciso sulla direzione da prendere a causa della scarsa presenza dei cartelli indicatori. Per quanto attiene alla viabilità, ciò che mi ha colpito in Sicilia è la presenza di strade diversissime tra loro, perché accanto a vicoli o stradine strette e invase dalle erbacce troviamo arterie molto grandi e veloci, oltretutto con un ottimo fondo stradale, e la stessa strada si trasforma in poco spazio: la S.S. 114 Orientale Sicula, ad esempio, in alcuni punti è stretta e malagevole, in altri è addirittura a quattro corsie e non ha nulla da invidiare alle autostrade.
Già ho accennato alla gentilezza dei siciliani ed alla loro disponibilità ad aiutare il turista in difficoltà; a ciò vorrei aggiungere anche una notevole affabilità e cortesia nei rapporti umani in genere, che sempre ci ha messo a nostro agio. Purtroppo però ho dovuto registrare anche qualcosa di spiacevole che dipende, oltre che dall’inerzia delle amministrazioni locali, anche dalla mancanza di senso civico degli abitanti: alla periferia di molti centri urbani si notano sulla strada cartacce, rifiuti ed anche mucchi di immondizia – potenzialmente pericolosi per la salute – che nessuno si cura di rimuovere e che deturpano un paesaggio che invece, per le sue caratteristiche naturali, è ovunque stupendo. Dispiace veramente che una terra così bella, non dappertutto ma in alcune località sì, sia tenuta così male; oltre alle strade, infatti, debbo accennare anche ai parchi archeologici, dove, nonostante la presenza di molti addetti e custodi, i reperti sono letteralmente invasi da erbacce che nessuno taglia, e dove mancano del tutto cartelli e indicazioni circa i singoli monumenti esposti. Abbiamo visitato il sito di Akrai a Palazzolo Acreide, una località bella e suggestiva, dove però purtroppo il parco archeologico è praticamente lasciato a se stesso e totalmente trascurato. Peccato, mi spiace doverlo dire ma è così.
In pochi giorni non abbiamo potuto visitare moltissimi luoghi, ma quelli che abbiamo visto ci sono piaciuti moltissimo, a parte i problemi accennati sopra. La figura maestosa dell’Etna, che col suo fumare di continuo ci avverte del suo stato di veglia, ci ha accompagnato per l’intera vacanza. Molto suggestive sono state le cerimonie del venerdì santo a Enna, dove le 15 confraternite sfilano nei costumi tradizionali portando in processione i simboli religiosi; quella città, inoltre, conserva un aspetto di mistero che richiama le cerimonie antiche dei riti della dea Demetra, e nelle sue campagne pare ancora di vedere aprirsi la terra e comparire il re degli inferi, Ade, che rapisce la bella Persefone. Altrettanto splendida è la città di Siracusa, che ho visitato anche altre due volte, con il suo parco archeologico e con la suggestiva isola di Ortigia. Non meno attraenti per il visitatore sono le località marine, dalla mondana Taormina alla scogliera dei Ciclopi di Aci Castello e Aci Trezza, dove ai ricordi della mitologia greca si mescola la suggestione del paesaggio che Verga riprodusse nei suoi Malavoglia, uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana.
La mia ammirazione per la Sicilia, come del resto per tutto il Meridione d’Italia, si è ancor più accresciuta dopo questa breve vacanza, faticosa per il viaggio ma riposante e gratificante per la mente, la quale ogni tanto ha bisogno di staccarsi dalla “routine” quotidiana fatta di problemi scolastici e familiari. Dal punto di vista dei paesaggi naturali ed anche dei monumenti costruiti dagli uomini ritengo che la Sicilia sia tra le regioni più belle e suggestive del mondo; magari di ciò dovrebbero tener maggior conto, le amministrazioni regionali, provinciali e comunali, facendo qualche sforzo in più per armonizzare i segni della presenza umana con l’incanto suscitato dalla natura. Tenere pulito il proprio ambiente è uno dei compiti più importanti di chi amministra un territorio, è un segno di civiltà che non possiamo trascurare, soprattutto laddove il turismo è un elemento fondamentale per l’economia e la vita stessa dei cittadini.

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