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Raggiunte le 200.000 visite al blog!

Da cinque anni a questa parte, da quando cioè esiste il mio blog, le visite giornalieri sono andate via via aumentando, e così oggi siamo arrivati al traguardo delle 200.000 visualizzazioni. So bene che in confronto a siti celebri o a pagine di famosi personaggi pubblici questo numero è poco significativo, ma per me lo è, perché sono partito dal nulla e non ho purtroppo quella notorietà che da sempre ho desiderato. In questo lasso di tempo mi sono occupato di vari argomenti, tra cui primeggia ovviamente la scuola, non solo perché io sono un docente, ma perché ho fatto del mio lavoro un autentico scopo di vita. Il blog deve però servire anche ad esprimere le idee personali di chi lo gestisce, anche quando sono poco allineate con il pensiero comune di cui ho parlato nel post precedente a questo; so infatti che molti non sono d’accordo con quanto io dico e affermo circa la necessità di essere onesti e mantenere certi importanti ideali non solo a livello personale ma anche in funzione della collettività. Da questo punto di vista io sono nazionalista e orgoglioso di essere italiano; continuo a credere nella Patria come ad un valore importante e ritengo auspicabile che il nostro Paese riconquisti quell’indipendenza e quella sovranità che è costata tanto sangue al nostro popolo e che oggi rischia di essere annullata dai burocrati e dai banchieri di Bruxelles e di Berlino. L’unione europea è certamente un progetto lodevole, ma ogni stato dovrebbe esser libero di tutelare i suoi confini e di avere una propria moneta, perché quando si mettono in mano agli stranieri le leve della propria economia si finisce per divenire sudditi dei Paesi più ricchi e potenti. Questo mio sentimento nazionalistico, certo obsoleto a giudizio di molti, si estende a tutti i campi del sociale; per quello che mi concerne direttamente, cioè il settore dell’istruzione, ho sempre detto e ribadito che la nostra scuola, nonostante le varie indagini e statistiche che si fondano sugli orribili test a crocetta, non è inferiore a nessun’altra, così come la nostra università: i nostri laureati e diplomati sono tra i migliori del mondo, ma purtroppo la mancanza di lavoro e di adeguata retribuzione li spinge spesso a cercare fortuna all’estero, dove giovano alle economie altrui; ed è questo un problema che mi sta a cuore perché, oltretutto, mi tocca molto da vicino.
Questo blog si è spesso occupato anche di fatti di cronaca, di costume, di politica, ed io non ho mai rinunciato ad esporre sinceramente i miei punti di vista, anche a costo di suscitare polemiche e critiche, perché credo che la schiettezza e la sincerità siano tra le qualità migliori che possa avere una persona, sebbene molto spesso provochino antipatie e inimicizie, perché nessuno ama sentirsi dire cose che non approva o che lo toccano personalmente. In base a tal principio io mi sono permesso di andare contro il pensiero comune e la mentalità ormai diffusa nel nostro Paese e propinataci dalla televisione; ho detto di non essere d’accordo con questa indiscriminata invasione di migranti che provoca problemi di ogni genere e mette in pericolo la nostra sicurezza; ho detto di non approvare certe idee oggi così in voga come le cosiddette “famiglie arcobaleno” o il ritorno prepotente di un femminismo deteriore che vede la donna sempre più lontana da quello che è il suo più bel ruolo naturale, quello di essere madre: la denatalità del nostro Paese, un male sociale che diventa sempre più grave, è infatti spesso dovuto all’egoismo di persone che mettono al primo e unico posto nella loro vita la carriera e l’attività lavorativa, evitando talvolta la maternità per non fare sacrifici o non rovinarsi le vacanze. Mi sono opposto e mi opporrò all’immoralità crescente, all’egoismo dilagante, al materialismo che travolge letteralmente la nostra società, fondata ormai quasi soltanto sui valori economici e dove i veri sentimenti hanno sempre meno cittadinanza.
Il mio è un blog alternativo, diverso da altri e spesso opposto al pensiero comune. Anche per questo mi aspetterei un numero maggiore di commenti ai singoli post, che invece sono pochissimi: in certe giornate ho avuto anche 300 e più visualizzazioni e nessun commento. Visto il livello di litigiosità che c’è oggi sui social network, e visto anche che le mie idee spesso cozzano con quelle della maggioranza delle persone, sarebbe logico che arrivassero più commenti, magari critici, magari indignati. E invece arriva poco o nulla, cosa che mi rammarica perché le persone come me preferiscono essere avversate, ostacolate e talvolta persino insultate piuttosto che essere ignorate. L’indifferenza, a mio giudizio, è il peggiore in assoluto tra tutti i rapporti sociali, ed un blog non può andare avanti a lungo se diventa una voce nel deserto, se nessuno risponde ed accende un dibattito. La discussione è sempre meglio del silenzio, il dialogo vivace sempre preferibile all’incomunicabilità.

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Il mio blog nel 2017

Ormai questo mio blog esiste dal febbraio 2012, cioè da quasi cinque anni. In tutto questo tempo la sua visibilità è aumentata nettamente, perché si è passati dalle 30/40 visite al giorno (in media) dei primi anni alle 150/200 di oggi, con forti rallentamenti però nei periodi delle ferie estive ed in quello delle feste natalizie. Ciò nonostante non posso essere contento di come vanno le cose, non solo perché mi aspettavo una maggiore diffusione e conoscenza del mio blog, ma anche e soprattutto per i commenti: molti articoli, infatti, ne sono rimasti del tutto privi ed altri ne hanno avuti comunque pochissimi. Sembra che i lettori si limitino ad uno sguardo frettoloso sugli argomenti che tratto, ai quali evidentemente non sono abbastanza interessati o non vi si sentono abbastanza coinvolti, visto che ci sono periodi in cui registro circa 200 ingressi al giorno sul blog senza che mi arrivi nessun commento. Quale può essere la ragione di ciò? Me lo sono chiesto più volte, anche tenendo conto del fatto che altri blog, che trattano argomenti molto più futili o sono semplici diari personali, ricevono molti più commenti del mio; forse quindi debbo pensare che il popolo di internet, nella sua maggioranza, abbia bisogno di leggere banalità per condividere un’opinione, mentre le riflessioni di ordine politico, letterario o comunque culturale non interessino quasi a nessuno. E’ una conclusione molto triste, questa, ma viene spontaneo di pensarla, visto che di spiegazioni alternative non riesco a trovarne.
Le prospettive per il futuro, con queste premesse, non sono molto allettanti, e non so quindi per quanto tempo ancora continuerò a tenere ed aggiornare questo blog, un’attività che comunque richiede tempo e fatica; e quando si prende qualche iniziativa bisogna avere un motivo per cui il gioco valga la candela, altrimenti è meglio chiuderla. Basandomi su queste considerazioni, tuttavia, ho deciso di continuare ancora un po’ con il blog, diciamo per il nuovo anno 2017, dopo di che deciderò se chiuderlo o proseguire ancora. Nel corso dell’anno nuovo, pertanto, continuerò ad aggiornarlo con una cadenza all’incirca settimanale, tenendo conto anche degli impegni di lavoro. Gli argomenti saranno ancora quelli che ho trattato fino ad oggi, perché di quelli mi intendo e suscitano il mio interesse; giudico perciò inutile e dannoso avventurarmi in questioni di cui non ho competenza solo per avere più lettori o più commenti.
Le questioni scolastiche saranno ancora al centro del mio blog, perché alla scuola ho dedicato tutta la mia vita professionale; e mi sembra giusto farlo più che mai adesso, quando cioè sono entrato nell’ultima fase della mia attività di docente, destinata a chiudersi con il pensionamento il 31 agosto del 2018. Proprio in questo periodo, avvicinandomi al momento in cui dovrò lasciare la scuola, sento la necessità di mettere la mia esperienza a disposizione dei lettori, in particolare di chi come me vive la meravigliosa esperienza dell’insegnamento: molte cose ho ancora da dire, molte opinioni da esprimere sia a livello individuale che in generale sulle condizioni del nostro sistema educativo e delle politiche scolastiche del nostro Ministero. Continuo a pensare che chi vive da quasi quarant’anni la realtà scolastica possa ancora dire qualcosa che sia utile ai colleghi più giovani, se vogliono servirsene. Ciò non esclude ovviamente che il blog possa e debba trattare anche altri argomenti: la politica del nostro Paese ad esempio, sempre più deludente e tuttavia da non trascurare, perché tutto ciò che noi vediamo ed operiamo in società è politica o dipende da essa. Oltre a ciò, riprenderò anche a parlare di arte, di musica e di letteratura in particolare, con osservazioni e recensioni sui classici e sugli autori a me più cari. Sotto questo profilo sono particolarmente dispiaciuto del fatto che sono stati proprio questi contributi ad avere meno lettori e meno commenti: l’ultimo post infatti, del 27 dicembre scorso, parlava di Dante e del modo con cui egli tratta alcune figure di donne incontrate nella Divina Commedia. A me sembrava e sembra di straordinario interesse, eppure nessuno fino ad oggi lo ha commentato e pochissimi lo hanno letto. Per dare ragione di questa trascuratezza ho dato la colpa alle feste natalizie, che hanno certamente distratto l’attenzione dei pochi frequentatori di questo blog; e questa mi è parsa la spiegazione più probabile e più accettabile, piuttosto che indicarne un’altra che non voglio dire per non perdere del tutto la speranza, da me sempre nutrita, che la cultura interessi ancora a qualcuno, in questi nostri tempi sempre più segnati dall’ignoranza e dall’analfabetismo di ritorno.

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