Benpensanti e complottisti

L’emergenza coronavirus che stiamo vivendo in questi tempi ha messo in evidenza un’ulteriore distinzione tra le innumerevoli da sempre esistenti nella società (c’è chi preferisce il mare e chi la montagna, chi i cani e chi i gatti, chi la pasta lunga e chi quella corta ecc.), suddividendo i cittadini – e specialmente quelli che seguono i social come Facebook – tra benpensanti e complottisti. Non che questa distinzione non ci fosse anche prima, se è vero che tante persone hanno dubitato del fatto che veramente gli americani siano sbarcati sulla Luna nel 1969 e tante altre continuano a dubitare che il papa Luciani (Giovanni Paolo I) sia morto di morte naturale dopo soli 33 giorni di pontificato; ma adesso, con tutte le conseguenze nefaste dell’epidemia di Covid-19, e soprattutto in seguito ai provvedimenti tanto autoritari quanto vani e inefficaci promulgati da questo governo dell’inciucio, il problema si è ampliato a dismisura. La grande maggioranza degli italiani, condizionata dal clima di terrore che la televisione ha diffuso intorno alle conseguenze del virus, ha approvato senza batter ciglio lo stracciamento della Costituzione e delle più elementari libertà dei cittadini, ed è quindi ascrivibile alla categoria dei “benpensanti”, quella cioè che il vocabolario Zingarelli della lingua italiana definisce come “chi segue la mentalità e le opinioni politiche e sociali dominanti”. Costoro non soltanto hanno approvato l’azione del governo e non hanno mosso critiche persino quando sono state compiute azioni di violenza poliziesca da regime nazista, come le persone multate per essere usciti 100 metri da casa o genitori sanzionati per essere andati in macchina a sottoporre ad una visita medica la figlia, una bambina malata di leucemia; non soltanto questo, ma si sono fatti anche delatori denunciando altri cittadini (come nella Germania Est della Stasi) e hanno ricoperto di insulti chiunque cercava di ragionare in modo diverso. Anch’io, durante una fila al supermercato all’inizio del “lockdown”, mi dovette subire l’assalto di una megera solo perché avevo detto che le misure del governo mi sembravano eccessive. Costei mi urlò anche: “E pensare che lei è professore…”, come se l’aver studiato dovesse significare accettare tutto ciò che viene imposto dall’alto e non cercare di ragionare con la propria testa.
I benpensanti, sostenitori di questo governo di cui non vedono (o fingono di non vedere ) le nefandezze, definiscono “complottisti” coloro che, anziché accettare passivamente quanto viene ufficialmente comunicato, si pongono dei problemi e cercano di ragionare (visto che è dimostrato che talora i complotti ci sono veramente dietro le notizie ufficiali) e sono convinti che la verità vada ricercata e non accettata senza contestazione solo perché “l’ha detto la televisione”, come mi disse quella signora al supermercato. Spesso la verità è scomoda per chi detiene il potere, per cui è meglio nasconderla e sfruttare la crisi presente per corroborare la propria posizione e poter continuare a mantenerla. Gli studi servono appunto a questo, a ragionare in modo autonomo e non lasciarsi condizionare dalle “opinioni politiche e sociali dominanti”, come dice lo Zingarelli. Così io non ho remore a dichiararmi “complottista” e ad affermare che non ho condiviso fin dall’inizio l’azione di questo governo, giudicandola antidemocratica e persino illegale (visto che il Parlamento è stato bypassato), e che non condivido neanche adesso (nella cosiddetta “fase 2”) il clima che viene creato intorno al virus e le minacce rivolte ai cittadini come fossero bambini dell’asilo. Oggi il ministro Boccia, un figuro che farebbe meglio a tornarsene alle elementari, ha proclamato con l’arroganza del potere che se i cittadini non si comportano bene (cioè come vogliono loro!) sono pronti a non autorizzare gli spostamenti tra regioni e a tornare a restrizioni ancora più dure. Non sa, il poveretto, che così agendo distruggerebbe il turismo – che non può riprendersi fin quando è vietato spostarsi da una regione all’altra – e tante altre categorie produttive. Ma a lui che importa? Non ha mai lavorato in vita sua e riceve ugualmente, come tutti i damerini dell’avvocatucolo Giuseppi, uno stipendio tanto lauto quanto immeritato.
Per queste mie posizioni a favore delle libertà personali e opposte a questo inqualificabile governo ho ricevuto e ricevo molti insulti, ma non mi importa affatto: a tutti i costi io continuerò per sempre a dire quel che penso, almeno finché il regime cino-sovietico mi permetterà di farlo. Ora però, per tornare al tema centrale, mi pongo alcune domande, da quel pazzo complottista che sono. E’ innegabile, perché lo dicono le statistiche e i numeri che sono dati oggettivi, che per fortuna l’epidemia è in fase di forte declino: il numero dei contagiati si è più che dimezzato nell’ultimo mese, altrettanto vale per quello dei ricoverati in strutture ospedaliere, mentre il numero delle persone in terapia intensiva è sceso da 4100 di fine marzo a poco più di 500, con un calo che è circa dell’87 per cento! In molte regioni non ci sono più contagi da giorni, in altre ce ne sono sempre stati pochissimi e tutti sotto controllo. Risulta inoltre, da parte di illustri studiosi come il prof. Zangrillo di Milano, che il virus si è indebolito, tanto che chi lo contrae adesso ha effetti molto meno gravi e devastanti di quelli di due mesi fa, e ci sono anche terapie, come quella del plasma, che danno risultati incoraggianti e spesso risolutivi. Perché allora la televisione di regime continua ad alimentare un clima di terrore, prefigurando scenari apocalittici che non esistono e spaventando i cittadini con la paura della “seconda ondata” della pandemia che nessuno, proprio perché si tratta di una patologia nuova, può ritenere certa? Perché si continua con questo mantra della “cautela” del “non abbassare la guardia” quando i dati ci dicono che – almeno per il momento – possiamo tirare un sospiro di sollievo? Io non approvo, sia ben chiaro, i fanatici della “movida”, né sostengo di dover tornare subito alla vita di prima: va bene l’uso delle mascherine, va bene la distanza interpersonale, va bene l’igiene delle mani, ma una volta prese queste precauzioni i cittadini hanno il sacrosanto diritto di vivere e di non essere sovrastati da questa cappa di incertezza e di terrore che questo governo e i suoi collaborazionisti del “comitato tecnico-scientifico” continuano a tenerci addosso come una spada di Damocle. Altrimenti il complottismo da tanti insultato riprende vita e qualcuno potrebbe anche pensare che ci siano degli “impresari del terrore”, come li definisce Marcello Veneziani, che hanno interessi economici e politici (poter speculare sul vaccino e mantenere le poltrone governative) a prolungare l’emergenza all’infinito, a sguazzare nella quarantena perché in essa c’è chi si sente decisivo, determinante, ed esercita il potere allo stato puro con il beneplacito dei creduloni, cioè i “benpensanti” di cui parlavo prima.

1 Commento

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Una risposta a “Benpensanti e complottisti

  1. Rodolfo Funari

    Caro Massimo, sottoscrivo ogni tua parola, anzi ribadisco il mio apprezzamento per il coraggio civile che dimostri manifestando pubblicamente le tue idee: oggi, in questo regime di polizia militare e di terrore che gli sciagurati “governanti” hanno instaurato, ci vuole davvero coraggio per sfidare le loro sistematiche intimidazioni e la livida aggressività dei “benpensanti”, come nell’aneddoto che racconti. Ribadisco anche il concetto che già ho avuto modo di esprimere nei commenti al tuo blog: l’azione di questo disastroso “governo” è stata rivolta, fin dall’inizio, all’attesa del fantomatico vaccino, che nelle loro menti ottuse, nella loro ignoranza e malafede, considerano come la panacea di tutti i mali. Per questo essi ignorano deliberatamente tutti i dati e tutte le evidenze poste sotto i loro e nostri occhi, e ragionano esclusivamente sulla base delle direttive assegnate a suo tempo da Bill Gates e dalla OMS. Bisogna sapere che questa organizzazione mondiale della sanità è per lo più composta di medici, o presunti tali, che stanno sul libro paga dello stesso “filantropo”, in realtà uno psicopatico assassino, che ha sulla coscienza disastri irreparabili nei paesi del terzo e quarto mondo con scellerate campagne di vaccinazione o di sterilizzazione di massa. La gente, prima di parlare o di obbedire ciecamente alla televisione, dovrebbe davvero informarsi meglio sulla realtà delle cose … Il complotto è il loro, quindi i veri complottisti sono in verità i “benpensanti” che assecondano la follia di chi impedisce a milioni di persone di vivere e lavorare normalmente, in attesa di un miraggio. Il vaccino, nella migliore delle ipotesi, si risolverà in una spesa folle per le casse dei vari stati, già pronti ad acquistarne in quantità enormi, come del resto già avvenne in precedenti pseudo-pandemie come la peste suina o la aviaria. Davvero non ci ricordiamo?

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