Il blog chiude

Questo blog fu inaugurato da me nel febbraio del 2012, ossia quasi otto anni fa. La mia decisione fu dettata da un grande entusiasmo, dalla volontà di esprimere il mio pensiero affidandolo, come una bottiglia con un messaggio dentro, al grande mare di internet. Quali erano le finalità che mi spinsero a prendere questa decisione? Anzitutto quella di informare i lettori sull’argomento del quale avevo più competenza, cioè la scuola ed i suoi problemi, perché in quell’ambiente sono vissuto per 40 anni come docente ed al quale sono molto affezionato ancora oggi che sono in pensione. Quello che mi premeva era suscitare riflessioni, osservazioni e dibattiti sulla situazione della scuola italiana ed in particolare del Liceo Classico, dove ho insegnato le materie più caratterizzanti quel corso di studi, cioè il latino ed il greco; perciò ritenevo che fosse utile occupare questo spazio web per parlare di metodologie dell’insegnamento delle materie umanistiche, dei rapporti tra docente e studenti, della necessità di rinnovare questo indirizzo di studi per evitarne l’inarrestabile decadenza; per questo ho sostenuto a lungo la necessità di cambiare la seconda prova scritta d’esame, superando la solita “versione” secca che non rendeva giustizia alla maggior parte degli studenti. Ma sul mio blog hanno trovato largo spazio anche altri argomenti, come recensioni e giudizi su opere di scrittori e poeti antichi e moderni di mio particolare gradimento, e l’analisi della società attuale e dei suoi problemi. Da questo angolo visuale è diventato inevitabile per me prendere posizioni piuttosto decise e antitradizionali, avverse soprattutto a quel “politically correct” ed a quel pensiero unico che, sostenuto dagli organi di informazione e dagli “intellettuali” radical-chic, tenta di chiudere la bocca a chiunque si oppone alle loro presunte verità. Per sostenere queste mie posizioni ho dovuto, soprattutto negli ultimi due anni successivi al mio pensionamento, esporre le mie idee politiche, che durante l’attività di insegnamento avevo tenuto sempre in ombra perché mai, in tutta la mia carriera di docente, ho dato l’impressione di voler indottrinare i miei studenti. Com’è noto, in classe io parlavo solo di latino e di greco. Tra le finalità del blog inoltre, aperto ai commenti ed alle discussioni che ne potevano derivare, ne va annoverata anche un’altra, che non ho mai cercato di nascondere: quella di farmi conoscere al di là dei confini del mio territorio, attrarre l’attenzione – magari! – di giornali o di case editrici a cui avrei volentieri fornito la mia collaborazione. A dire il vero ho già una certa notorietà, in virtù dei molti libri che ho già pubblicato; ma si tratta di una notorietà settoriale, perché le mie pubblicazioni riguardano il settore degli studi classici e sono quindi sconosciute ai più.
Illudendomi, credevo che il blog mi avrebbe aiutato nel realizzare questi obiettivi che mi ero proposto e che ho elencato qui sopra. E invece niente. Nei primi anni di attività arrivavano diversi commenti, alcuni concordi con il mio pensiero e addirittura elogiativi, altri invece in opposizione: li ho pubblicati quasi tutti, escludendo però quelli dei soliti imbecilli che pensano di farsi grandi con l’insulto e il turpiloquio, ma le discussioni che ne nascevano per lo più morivano sul nascere. Negli ultimi anni poi (intendo soprattutto dal 2016 in avanti) il numero dei commenti, e quindi della partecipazione attiva dei lettori, si è molto ridotto, tanto che i commenti stessi – sempre meno numerosi – provenivano sempre dalle solite quattro o cinque persone, mentre tutti gli altri leggevano a malapena gli articoli, quando li leggevano. Lo stesso andamento discendente si è registrato nel numero delle visite giornaliere al blog: c’è stato un aumento costante dal 2012 al 2017, anno in cui si sono raggiunte le 75.000 visite, cioè una media di oltre 200 giornaliere; ma i due anni successivi sono stati un disastro, con contrazioni continue e costanti, tanto che il 2018 ha registrato 70.000 visite circa, mentre per il 2019 siamo ad appena 56.000. Tutto ciò denota un progressivo disinteresse dei lettori per il mio blog, che mi induce inevitabilmente ad abbandonare questa impresa, che ormai non vale più la pena di continuare.
Qualcuno ha tentato di spiegare le cause di questo declino. Una mia brillante ex studentessa mi ha fatto notare che il titolo e la grafica del blog sono poco attraenti (ma lo erano fin dall’inizio, non è cambiato molto); un altro lettore mi ha fatto presente che la maggior parte degli internauti oggi utilizza per la lettura lo smartphone, ed in effetti è impegnativo leggere su uno schermo così piccolo articoli lunghi e piuttosto complessi come i miei; altri hanno fatto riferimento al grande boom che negli ultimi anni hanno avuto i “social” come Facebook, che ha indotto molti a seguire quelli anziché i blog tradizionali, già superati dall’enorme velocità del progresso e delle abitudini moderne. Può darsi che tutte queste motivazioni abbiano contribuito al declino inarrestabile del blog, o che ve ne siano altre ancora: sta di fatto che non mette più conto, attualmente, dover aggiornare un blog periodicamente, impegnarsi nel trattare argomenti di una certa difficoltà e di un certo peso culturale per avere un riscontro così deludente. Così ho deciso di trasmigrare anch’io su Facebook (dove del resto ho un profilo funzionante da anni) e di abbandonare questa esperienza di blogger. Ciò non significa che il blog chiuderà del tutto: resterà on-line finché il provider di WordPress che lo ospita lo riterrà utile, potrà essere ancora letto e commentato, ma non sarà più aggiornato regolarmente, a meno che qualche volta io abbia qualcosa da comunicare che non può trovare spazio sui social, anch’essi controllati dal potere censorio del pensiero unico comune. Con la fine del 2019 si chiude perciò anche questa esperienza; ma chi vuole comunicare con me potrà sempre farlo tramite Facebook o magari anche mandando commenti qui come faceva anche prima, salvo che la risposta, se arriverà, non arriverà più nei tempi stretti come accadeva finora.
Questa occasione mi è gradita per fare i migliori auguri a tutti i miei amici e conoscenti, che invito a ragionare con la propria testa e a non farsi condizionare dalle idee correnti. Occorre avere il coraggio di andare controcorrente, anche a rischio di essere dileggiati e insultati. Da questo, secondo me, si vede il vero valore della persona, di colui (o colei) che non salta sempre sul carro dei vincitori ma è disposto anche a rischiare qualcosa in nome delle proprie idee.

7 commenti

Archiviato in Attualità, Politica scolastica, Scuola e didattica

7 risposte a “Il blog chiude

  1. Veronica Melis

    A me il blog piace molto e l’ho scoperto da poco. Secondo me, cambiando la grafica, avrebbe le visite di prima. Facebook mi va benissimo, ma é solo per noi « boomer ». I giovani lo snobbano del tutto! Grazie! Veronica Melis

  2. Rodolfo Funari

    Caro Massimo, mi dispiace che il tuo blog chiuda i battenti. Rinnovo l’espressione del mio sincero apprezzamento per l’impegno che negli anni hai profuso in tale impresa, offrendo ogni volta ai tuoi lettori riflessioni accurate e stimolanti, ma soprattutto portando, con serietà e competenza, temi e argomenti di sostanza, in cui ormai, al giorno d’oggi, pochissimi si addentrano.
    Ricambio i migliori auguri per le festività.
    Rodolfo

  3. austerliz

    Alessandro De Cristofano (non so perché accedo come austerliz): guarda che molte decine di migliaia di accessi annuali non sono una giacchettata, anche se in calo

  4. Alberto Matteo Bertellini

    Prendo atto con rammarico della decisione. Ho seguito il blog con regolarità fin da quando l’ho letto per la prima volta, condividendo gran parte delle opinioni espresse. Chiedo di poter continuare a seguirla tramite FB; prego inserirmi tra i suoi contatti. Grazie anticipatamente.
    A. B. – Curtatone (Mantova)

  5. Il fatto è che che il cosiddetto “progresso” tecnologico tende a penalizzare le forme di espressione più articolate ed argomentate, che richiedono tempo ed impegno per la comprensione, a favore di forme sempre più brevi, ma fatalmente povere, fatte magari di slogan scimmiottati, che non producono certo una vera comunicazione delle idee fra le persone, aiutandole a conoscersi reciprocamente, ma polarizzano le posizioni, alimentando scontri ed inducendo gli utenti ad esternare il peggio di sè. Sono sempre più convinto che gli strumenti che la rete ci mette a disposizione, specie in certi ambiti, non siano affatto neutri, ma pensati proprio a questo scopo da chi li diffonde per i propri interessi, siano essi politici o più spesso economici, sempre che questi due aspetti si possano scindere in modo chiaro.
    Un saluto a questo blog, che ha rappresentato una voce autentica e fuori dal coro, con cui si poteva talvolta anche non essere pienamente d’accordo, ma che derivava sempre da un’ onestà intellettuale che ho imparato a conoscere in tanti anni di amicizia personale.

  6. Riccardo Mileni

    È da poco che seguo il Suo Blog, perché non essendo nell’ambito scolastico probabilmente, anche se lo vedevo, passavo oltre, ma quando casualmente ho letto uno dei Suoi articoli, me ne sono innamorato, sia perché leggerli era un piacere dal punto di vista letterario, (non ho mai saputo scrivere così bene), sia dal punto di vista informativo. Sono stato sempre d’accordo con quello che Lei scriveva e mi appassionava, tanto che molte volte l’ho condiviso con miei amici giovani docenti, e ho sempre avuto la loro approvazione. Un mio amico mi ha ringraziato di averglielo condiviso tanto che avrebbe messo in pratica, per il bene dei suoi allievi, i Suoi consigli. AD MAIORA! RICCARDO MILENI

  7. Rispondo collettivamente a tutti i commenti precedenti. Vi ringrazio delle vostre belle parole e dei complimenti che mi avete rivolto. Vorrei ricordare a voi e a tutti coloro che leggeranno questa nota che il blog non chiude definitivamente, perché resterà on-line (almeno fino a quando la piattaforma che lo ospita lo permetterà) e chiunque potrà leggerne gli articoli scritti dal 2012 ad oggi: basta andare su “Archivi” e scegliere l’anno ed il mese di riferimento. Ho però deciso di non aggiornarlo più, o di farlo in casi eccezionali, perché ho constatato senza dubbio che le visite ed i commenti diminuiscono continuamente, segno che non c’è più quell’interesse che c’era fino a qualche anno fa. D’altra parte il cambiamento dei gusti e delle preferenze delle persone, in virtù anche e soprattutto del progredire delle tecnologie, è sempre più rapido e repentino, e quindi gli stessi prodotti di internet che pochi anni fa erano una novità oggi sono già obsoleti. Oggi tutto nasce e tramonta in un batter d’ali, e l’affermazione degli smartphone e dei social ha finito per limitare molto la lettura e la frequentazione dei blog, che pure fino a ieri erano una novità. Anche se questi frenetici mutamenti della nostra società non mi convincono, pur debbo farmene una ragione; ed è questa la prima ed unica causa della mia decisione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...