Il “duello” in diretta Renzi-Salvini

Come tanti altri italiani, anche io ho assistito attentamente ieri sera al preannunciato confronto televisivo tra i due Matteo della politica italiana; e dovevamo essere proprio in tanti, se è vero che il programma ha richiamato oltre il 25% dei telespettatori, al punto che qualcuno ha detto che il vero vincitore dello scontro è stato Bruno Vespa. Ovviamente chiunque guarda un programma del genere parte prevenuto perché influenzato dalle proprie idee, ed è perciò difficile esprimere un giudizio oggettivo e dire chi dei due sia uscito vincitore. Io mi sono fatto una mia idea, che qui cercherò di illustrare, per quanto possa valere l’opinione di una singola persona.
E’ apparso subito chiaro, fin dalle prime battute, che Renzi era superiore dal punto di vista dialettico e argomentativo, perché si vedeva che si era accuratamente preparato per l’incontro, con un’acribia da filologo tale da permettergli di individuare tutte le debolezze dell’avversario; Salvini invece, più “ruspante” e meno preparato dell’avversario, si era presentato al confronto come se fosse andato al bar a parlare di politica con gli amici, tra una birra e l’altra. Da questo punto di vista è senza dubbio Renzi, più preciso e pressante nell’argomentare, il vincitore del duello, ed io che m’intendo un po’ di retorica e di espressione scritta e orale non posso fare a meno di esprimere questo giudizio. Quindi quelli che oggi hanno scritto con sicumera su facebook “Salvini asfalta Renzi” hanno detto una menzogna, certo dettata dalla loro personale simpatia per il leader della Lega; se vogliamo essere onesti e valutare in modo oggettivo la realtà, dobbiamo ammettere che è vero il contrario. A mio giudizio Salvini non è un grande comunicatore, nonostante che comunemente si creda il contrario, anche perché non è capace di rispondere all’avversario cogliendone i punti deboli e sfruttando a pieno i suoi meriti e le sue ragioni.
Pur tuttavia debbo aggiungere che Renzi, se pure ha vinto il confronto sul piano dialettico, l’ha perduto su quello della cordialità e della simpatia. Il suo atteggiamento verso l’avversario è stato sempre connotato da un’acredine petulante e rancorosa, spesso sconfinante nell’odio, e questo non produce certo simpatia da parte di chi ascolta. In pratica, le sue accuse pressanti hanno riportato alla mente il comportamento solito della nostra sinistra, per la quale non esiste l’avversario ma il nemico da abbattere, da sconfiggere e annientare: in queste condizioni il confronto non può essere pacato e paritario. Lo stesso Renzi ha tirato fuori le accuse più violente e disparate, alle quali Salvini non è stato in grado di rispondere adeguatamente. A parte i soliti riferimenti al “Papeete” e alle spiagge, squallidi e fuori luogo perché anche un ministro ha diritto come tutti di andare in spiaggia e portarvi i propri figli, il campione toscano ha rinfacciato all’avversario di aver cambiato idea su tutta la linea: gli ha ricordato di quando era “comunista padano” (ma che significa?), di quando odiava i napoletani nel 2006, dei suoi trascorsi con Berlusconi e altre presunte incoerenze di cui si sarebbe macchiato. Queste sono vere e proprie coltellate alle spalle, allo scopo di ridicolizzare il “nemico” e farlo passare da buffone; ed è proprio per questo che dico che Salvini non sa argomentare, perché un altro al posto suo avrebbe risposto per le rime, rinfacciando a sua volta all’avversario i suoi trascorsi. Avrebbe potuto cominciare dai problemi giudiziari dei genitori di Renzi (sarebbe stato un colpo basso, è vero, ma giustificato in questo caso dalla studiata malignità di Renzi), ricordare gli scandali del Monte dei Paschi e della Banca Etruria in cui era implicato tutto il PD ed anche la Boschi, renziana di primo pelo; e quanto alla coerenza politica, Salvini avrebbe potuto rinfacciare all’avversario le sue sonore sconfitte elettorali e soprattutto il suo clamoroso voltafaccia con i 5 stelle. Come può parlare di dignità umana e accusare l’avversario chi, dopo dieci anni di insulti e di denunce reciproche, è andato a braccetto con i grillini e ha favorito il vergognoso inciucio che ha dato vita a questo governo, truffaldino e non rispondente alla volontà del popolo italiano? Invece Salvini, con quell’aria di “uno di noi” che ha assunto da tempo, si è limitato a ribattere sugli stessi tasti come l’immigrazione, senza accorgersi che l’avversario lo stava travolgendo con una serie incalzante di argomentazioni e soprattutto di colpi bassi a cui lui non è stato in grado di reagire.
Io personalmente spero che questo governicchio duri il meno possibile e che sia data di nuovo la parola agli italiani, ai quali appartiene la sovranità. E’ vero che la Costituzione dice che si vota ogni cinque anni, ma di fronte ad una situazione confusa e agli inciuci vergognosi che vengono fatti, sarebbe stato meglio consultare di nuovo gli elettori. Le previsioni dicono che vinceranno Salvini ed il centro-destra, e c’è da crederlo soprattutto se teniamo conto della politica di accoglienza e di falsa umanità che questo governo vuol tenere con gli immigrati, ai quali Conte vuole trovare lavoro in Italia. Lo trovi piuttosto per i giovani italiani, costretti ad andare ad arricchire i paesi esteri perché qui non trovano mai adeguate sistemazioni! Pensi ai pensionati italiani che vivono con 500 euro al mese! Pensi alle periferie delle nostre città ridotte a immondezzai dagli immigrati! Se continua con questa politica Conte andrà presto a casa e sarà un bene per tutti. Salvini lo sa e aspetta il momento della rivincita; ma per adesso non si cura di ribattere adeguatamente gli argomenti degli avversari, si limita a reagire con il sorriso e resta sconfitto, almeno sul piano retorico e argomentativo. Ma Renzi, che pure ha vinto il duello televisivo, non ha fatto una bella figura: il suo rancore verso quello che ritiene il nemico, i suoi colpi bassi da sciacallo, il suo atteggiamento supponente da “professore” non ce l’hanno certo reso simpatico. Io stesso, che pure non vidi di malocchio Renzi quando era al governo, lo giudico ora un poveraccio, abile a parlare ma fallito sul piano politico ed umano.

4 commenti

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4 risposte a “Il “duello” in diretta Renzi-Salvini

  1. Angelo Belloni

    Io non ho seguito il programma perché già immaginavo che non sarebbe venuto fuori niente di nuovo e di interessante, ed ho trovato sul canale focus qualcosa di più stimolante. Però l’indomani ho visto un sondaggio della pagina msn.it, (che ritengo politicamente abbastanza neutra come pubblico che la segue, se non addirittura leggermente orientata a sinistra), dal quale risulta che chi dà Salvini per vincitore è il doppio di chi dà Renzi. Segno che l’essere ruspante alla fin fine premia presso la grande massa.
    Inoltre ho letto che, prima dell’incontro, Renzi e Salvini si erano accordati su cosa dire e cosa non dire, e che di fatto hanno poi recitato un copione. Questo mi disgusta, perché significa che stanno inciuciando sotto traccia, ed entrambi mi stanno prendendo in giro.

    • Chi dà per vincitore Salvini, a mio giudizio, si intende poco di dialettica argomentativa, oppure è condizionato dalle sue idee preconcette. Piuttosto, mi pare grave quello che lei dice alla fine del commento: se fosse vero che si erano accordati e perciò hanno preso in giro tutti gli italiani, ciò vorrebbe dire che non meritano alcun rispetto, tutti e due.

  2. Vorrei condividere il Suo ottimismo. Purtroppo, indipendentemente dal vincitore del dibattito, temo che rifare le elezioni adesso non potrebbe che risultare in un altro governicchio e in nuovi inciuci. Per quanto popolare Salvini sia in questo particolare momento, il 51 % dei voti mi sembra ancora lontano dalla sua portata. Quindi a meno di un improbabile ripristino della legge Acerbo prima delle elezioni (strano che nessuno lo abbia ancora riproposto…) il Nostro dovrebbe nuovamente venire a patti con partiti di orientamento diverso dal proprio su almeno alcuni dei temi chiave per il suo elettorato, per formare un governo. O lasciare il governo all’ennesima coalizione ancora più improbabile.

    • Nessun partito in Italia è in grado di governare da solo, e questo io credo sia un bene e un vantaggio per la democrazia. Però vorrei che non vi fossero inciuci ma oneste alleanze, nelle quali si cercasse di rispettare le intenzioni ed i programmi degli uni e degli altri. Fare le elezioni adesso non porterebbe ad alcun risultato positivo; per questo sarebbe necessario, a mio parere, rivedere la legge elettorale, ma soprattutto istituire un confronto serio e costruttivo tra le varie forze politiche.

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