Il triste spettacolo della politica

Ieri 20 agosto ho avuto la malaugurata idea di seguire in diretta TV le dichiarazioni sull’esperienza di governo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il dibattito parlamentare in Senato che ne è seguito. Come studioso del mondo classico, la prima impressione che ho avuto riguarda l’assoluta incapacità dei politici di oggi – tutti, di qualsiasi schieramento – di essere dei veri oratori, di parlare cioè in modo coerente, convincente ed emozionante. Cicerone diceva che tre erano i compiti del vero oratore: probare (cioè esporre con chiarezza e precisione i propri argomenti, in modo da persuadere il pubblico della veridicità di quanto affermato), delectare (tenere viva l’attenzione degli ascoltatori), e flectere (ossia piegare l’animo degli astanti suscitandone i sentimenti e la partecipazione emotiva alla causa del parlante). Io dico che a mio giudizio nessuna di queste tre caratteristiche è ravvisabile negli oratori dei nostri giorni, perché i loro discorsi non convincono, non tengono legato l’ascoltatore al discorso (tanto è vero che l’aula del Senato, piena all’inizio, si è poi miseramente svuotata), né tanto meno coinvolgono emotivamente, anzi non lasciano nulla in chi ascolta se non un senso di noia e di fastidio.
Una volta convinto, se mai ce ne fosse bisogno, del fatto che i politici attuali sono enormemente inferiori, sul piano umano e culturale, non solo agli antichi ma anche a quelli della prima Repubblica di cui ho parlato nel post precedente, mi sono messo a riflettere sui contenuti puri e semplici dei loro discorsi, visto che la loro abilità dialettica e retorica è pari a zero. Assurdo e ridicolo mi è sembrato il discorso del presidente Conte il quale, anziché fare un bilancio della sua esperienza di governo – dove si è trovato all’improvviso, senza avere alcuna esperienza politica precedente – si è prolungato in una lagnosa e sciocca requisitoria contro il ministro Salvini (che aveva accanto, oltretutto), accusandolo di tutti i peggiori misfatti: di avere interessi personali, di voler monopolizzare il governo, di essere un traditore, di aver usato a sproposito simboli religiosi ecc. Insomma, l’ha presentato come un delinquente; ma allora, dico io, perché glielo rinfaccia solo adesso? Se veramente questa era la sua opinione sul ministro, avrebbe dovuto insorgere subito, un anno fa o poco meno, facendo egli stesso cadere il governo, visto che per condurlo era costretto a lavorare insieme ad una persona di cui non aveva alcuna stima. Perché aspettare tanto tempo? Evidentemente per mantenere quella poltrona, quella di capo del Governo, ch’egli non ha mai meritato e non ha mai onorato, dato che è venuto fuori come un fungo, senza precedenti esperienze né cultura politica, per volontà di Di Maio e degli altri burattinai a 5 stelle. Dal suo discorso si è rivelato per quello che è: un fantoccio, un burattino nelle mani di Grillo e degli altri capobanda di quel partito di incompetenti e di banderuole che si fregiano delle 5 stelle quando non meriterebbero neppure le stalle, tanto per riprendere un antico proverbio. I seguaci del buffone genovese hanno mostrato in questi anni il loro vero volto fatto di incompetenza, ignoranza, volubilità nell’accettare oggi quello che rifiutavano sdegnosamente fino a ieri, un coacervo di incoerenze e di contraddizioni. Sono l’emblema, il più evidente esempio dell’incultura e della superficialità che caratterizza la nostra epoca sciagurata. E Conte è stato un loro degno rappresentante.
A dire la verità neanche i discorsi dei vari esponenti dei partiti succedutisi dopo Conte mi sono piaciuti per i contenuti, oltre che per la forma pessima di cui ho già parlato. Salvini ha fatto una specie di comizio senza spiegare le vere ragioni che l’hanno indotto a far saltare il governo; eppure gli argomenti, se avesse voluto, non gli sarebbero mancati, perché bastava ricordare l’incoerenza dei 5 stelle, il loro atteggiamento negativo su qualunque opera pubblica e su altre iniziative, gli insulti che lo stesso Salvini ha ricevuto costantemente dagli alleati di governo, cosa che mai era successa prima. E’ evidente che i 5 stelle sono la vera causa della caduta del governo, perché hanno costruito per mesi, attraverso gli insulti, le provocazioni e i bastoni tra le ruote messe alla Lega, quel clima di disagio, di tensione, di assoluto disaccordo che ha portato alla rottura. Hatto gettato tanti sassi nello stagno e poi, vigliaccamente, hanno sempre tirato indietro la mano. Questo avrebbe dovuto dire Salvini, che ha perso inspiegabilmente questa occasione.
Tra gli altri interventi, gli unici apprezzabili per pacatezza e per una certa coerenza argomentativa sono stati quelli dei rappresentanti del centro-destra, della senatrice Bernini di Forza Italia e del senatore La Russa di Fratelli d’Italia. Quest’ultimo discorso è stato il migliore secondo me, tipico di un vero politico di grande esperienza, perché ha ricordato a Conte la sua incoerenza nello scagliarsi adesso contro Salvini dopo averlo sopportato per tanto tempo, ed ha smontato la critica, alquanto stupida in verità, di aver usato simboli religiosi, ricordando che per decenni c’è stato un partito (la DC) che aveva la croce addirittura nel proprio stemma. Penosi e deprimenti sono stati invece i discorsi dei 5 stelle (né mi sarei aspettato diversamente, visto il giudizio che ho sempre dato su di loro) e dei rappresentanti della sinistra. Vile e offensivo è stato l’intervento del grillino Morra, tutto incentrato sulle solite assurde critiche contro Salvini, accusato persino di collusione con la mafia. Anche di questo individuo, degno rappresentante del suo partito, si potrebbe dire quel che si è detto su Conte: che cioè, se odiava Salvini così tanto, perché ha aspettato fino ad ora per vomitargli addosso quelle infamie? Non poteva dirgliele prima, assumendosi la responsabilità della caduta di un governo che loro stessi, i 5 stelle, hanno di fatto invalidato, come chiunque sia dotato di un po’ di senso della politica dovrebbe riconoscere?
Altrettanto penosi i discorsi della sinistra, tranne forse quello di Renzi, che però dovrebbe spiegare il clamoroso voltafaccia che sta facendo adesso, quando ritiene possibile un accordo con i 5 stelle dopo essere stato insultato da costoro per tanti anni e dopo aver proclamato solennemente che mai avrebbe trattato con loro. Alcune parti del suo intervento potevano avere una loro coerenza, mentre non l’avevano quelli degli altri senatori di sinistra, che ormai non sanno dire altro se non le solite trite e ritrite accuse contro Salvini, inventate per nascondere il vuoto che c’è in loro e nel loro schieramento. Una cosa poi mi fa veramente indignare, per il modo incivile e superficiale che la caratterizza: il richiamo continuo alle vacanze di Salvini, alla sua permanenza al “Papeete” (sarà un locale della riviera, penso), alle sue abitudini personali. Questa è vigliaccheria che rivela l’odio profondo e inconcludente che la sinistra, erede del vecchio comunismo che ha perduto il pelo ma non il vizio, nutre da sempre contro il “nemico”, prima Berlusconi e ora Salvini; ma non si accorgono, questi illuminati e intellettuali radical-chic, che gli insulti ed il sarcasmo non portano da nessuna parte, e che se si vuole sconfiggere l’avversario (non il nemico, come ritengono loro) lo si fa sul piano dialettico e propositivo, presentando un programma credibile e non con attacchi sterili e fondati su mezzi illeciti come il richiamo alla vita privata (che ciascuno è libero di condurre come vuole) ed il ricorso alla magistratura politicizzata.
In conclusione, se dico di essere amareggiato e deluso dalla situazione politica attuale, dico molto meno di quel che penso veramente di certa gente che ci vorrebbe governare, persone che non hanno un briciolo di coerenza e di dignità. E così dicendo mi riferisco all’ignobile inciucio che si sta preparando tra il PD e i Cinque stelle, nemici fino a ieri e oggi uniti in una vergognosa accozzaglia che non farà alcun bene al paese, ci riempirà di tasse e di immigrati di colore, mentre i nostri giovani saranno sempre più costretti ad emigrare all’estero. E questi intellettuali con la puzza sotto il naso, che si ritengono superiori agli altri solo perché sono di sinistra, si accorgeranno presto, quando arriveranno le prossime elezioni, che l’inciucio non paga, come non pagano gli insulti e le calunnie contro gli avversari. Ma allora, per loro, sarà troppo tardi, e dovranno rinchiudersi per sempre nelle università, ancora dominate dalla loro ideologia, e nelle redazioni di “Repubblica” e del “Fatto quotidiano”, perché altrove non saranno graditi.

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6 commenti

Archiviato in Attualità, Politica scolastica

6 risposte a “Il triste spettacolo della politica

  1. Rodolfo Funari

    Caro Massimo, non ho assistito allo squallido spettacolo che sinteticamente descrivi nel tuo articolo: cerco di preservare, come meglio posso, il mio stato di salute e il buon funzionamento dello stomaco … Il tuo racconto tuttavia ne dà un quadro adeguatamente espressivo. Condivido le tue valutazioni complessive: stiamo cadendo sempre più in basso; se è vero che l’Italia, negli anni più recenti, si è impoverita economicamente, culturalmente, civilmente, è ancora più vero che questo ceto politico è ormai sprofondato molto sotto il livello medio della popolazione. Sembra in atto un singolare ribaltamento della scala dei valori: i ceti che per posizione socio-economica e culturale (non soltanto quindi i politici di vertice, ma anche le classi che normalmente li esprimono) dovrebbero rappresentare al meglio questo Paese stanno, in realtà, abbrutendosi e depravandosi in sommo grado. Viene in mente il titolo di un celebre film: L’orgia del potere … L’ossatura ancora (parzialmente) sana e raziocinante dell’Italia sembra ormai costituita soltanto dai ceti medio-bassi, che però sono ormai privi di voce in capitolo. Aspettiamo e vediamo …

  2. Francesco Di Giovanni

    Buongiorno Massimo,
    come puoi presagire, tolta l’ammirazione per Cicerone e le tue notevolissime competenze di persona più che autorevole in merito, non mi trovo d’accordo su quello che dici. Se si trattasse solo di informarti di questo mio dissenso non scriverei queste poche righe, poiché rispetto sempre le altrui opinioni e trovo sterile porsi in contraddittorio quando sento che la controparte è su posizioni davvero accese e troppo distanti dalle mie. Tuttavia in nome di quelle occasioni in cui ci siamo trovati d’accordo e che pure ci sono state, mi sento di farti osservare che è stato il Ministro Savini a far cadere questo Governo e che in questi mesi di difficile condivisione del potere, sia il Movimento 5Stelle che la Lega sono riusciti comunque ad attuare parte del loro programma elettorale. A questa cosa voglio aggiungere un’ultima considerazione sulla quale potremmo forse trovarci d’accordo, ovvero, io, se fossi stato al posto del Premier Conte, le cose che ha detto al Ministro Salvini, glie le avrei dette prima in privato, magari di fronte ad una birra.
    Nel ringraziarti sempre e comunque per le brillanti ed anche divertenti citazioni circa il pensiero dei grandi della Letteratura Latina, con rinnovata stima ti invio cari saluti.
    Francesco Di Giovanni

  3. Grazie per le tue parole, sempre cortesi anche nella diversità di opinioni. Sul merito ti rispondo dicendo che è vero che è stato Salvini a far cadere il governo, ma perché con quei pagliacci dei Cinque stelle non si può collaborare: dicono una cosa un giorno e il contrario il giorno seguente, dicono di no a tutto e bloccano l’azione di governo, e oltretutto insultano anche il loro alleato. Quando mai si è visto un partito componente di una maggioranza governativa insultarne un altro della stessa coalizione? La verità è che i grillini sono la più pura espressione dell’ignoranza, della superficialità e della nullità che caratterizza la nostra epoca. Sono il “grande fratello” della politica.

    • Francesco di Giovanni

      Grazie a te della risposta. Io, ideali a parte, nel concreto sono un situazionista (che come saprai è ben diverso dall’essere opportunisti). Mi sta a cuore la causa dei più deboli e bistrattati, dunque sono sempre aperto a dare sostegno a chi sollevi tali problematiche con sincerità e rigore. Purtroppo in politica tutto questo accade da sempre assai raramente.
      Ancora saluti, Francesco

  4. Mic74

    Caro Prof, sono una sua vecchia alunna, ahimè.
    All’epoca, come molti studenti, specialmente liceali, mi sentivo di “sinistra”, anche perché la mia famiglia era da sempre comunista.
    Oggi voto Lega. La spiegazione migliore del perché della crisi provocata da Salvini è racchiusa nell’intervento dell’ On. Bagnai.
    Il suo Blog Goofynomics, fu per me rivelatore nel 2012. Salvini ha avuto l’umiltà (che in un politico è una dote) di ascoltare chi in economia ne sapeva più di lui. Gran parte del suo successo è dovuto infatti a Borghi e Bagnai (che per inciso prima era di sinistra!).
    Questa crisi, perlomeno, almeno a chi ha una piccola capacità di discernimento, ha mostrato chiaramente chi è dalla parte del nemico (L’€UROPA) e chi dalla parte dell’Italia.
    Con eterno riconoscimento e affetto.

    PS: mio figlio comincerà il liceo classico fra pochi giorni, mi dispiace molto che lei non ci sia più…

    • Mi fa piacere che tu mi abbia scritto e che tuo figlio inizi il Classico. Io sono in pensione, ma spero che troverà comunque un ambiente accogliente e sereno; ti consiglio, al proposito, di indurlo a studiare (non ossessivamente!) ed a pensare alla formazione che il Liceo gli darà per la vita, senza dare troppa importanza al voto. Cerca di non farlo perdere d’animo se all’inizio arrivassero voti diversi da quelli della scuola media, perché questo è normale; purtroppo i ragazzi di oggi, a quell’età, tendono a scoraggiarsi facilmente.
      Ti ringrazio per l’affetto che mi dimostri, ma dal nick e dall’indirizzo e-mail non sono riuscito a identificarti. Ti dispiacerebbe dirmi chi sei? Se non vuoi farlo sapere qua, comunicamelo su Facebook, sul mio profilo.

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