Il cardinale Robin Hood

Sono rimasto sconvolto e indignato dalla notizia ascoltata in questi giorni in TV secondo cui un cardinale, l’elemosiniere del papa, è entrato personalmente in un palazzo ed ha arbitrariamente rotto i sigilli e riattaccato la corrente che era stata staccata per morosità. Di questo suo gesto si è poi vantato pubblicamente e ha persino detto, con un’ipocrisia difficilmente eguagliabile, di essere pronto ad affrontare le conseguenze giudiziarie di quanto ha fatto, sapendo benissimo che queste conseguenze non ci saranno, sia perché ciò che è avvenuto viene qualificato come un atto di carità cristiana, sia soprattutto perché è un cardinale, quindi di fatto intoccabile da parte della giustizia ordinaria.
Quel palazzo è uno stabile occupato da molto tempo, dove si svolgono varie attività alcune delle quali poco chiare, a scopo di lucro e quasi certamente al nero, cioè senza pagare le tasse che per quelle attività sarebbero dovute; però vi abitano anche famiglie con bambini e questo, a detta dei buonisti, giustificherebbe il gesto del prelato, perché non si possono lasciare dei bambini al freddo e al buio. Il ragionamento pare funzionare, ma ci sono vari interrogativi da porsi, il primo dei quali è il seguente: è lecito violare le leggi e compiere illegalità per scopi umanitari? Secondo me no, altrimenti si dovrebbero autorizzare tutti i poveri, di qualunque razza e provenienza siano, a rubare il cibo nei negozi e nei supermercati, a tornare alle famigerate “spese proletarie” degli anni ’70. Se fosse lecita una cosa del genere, allora il cardinale dovrebbe girare tutta Italia e andare a riattaccare la corrente a tutti coloro che, per morosità e per difficoltà nel pagare le bollette, se la sono vista staccare. Il secondo interrogativo è: un cardinale, cioè un alto prelato, ha il diritto di porsi al di sopra della legge solo per il grado che ricopre? A me pare di no, perché non credo che gli ecclesiastici abbiano diritti particolari rispetto agli altri cittadini. Come si è permesso questo signore di farsi arbitro della situazione e arrogarsi un potere che non possedeva? L’unica risposta che mi viene in mente deriva dall’inveterata arroganza della Chiesa, a cominciare dal papa attuale che si intromette pesantemente in questioni politiche che non lo riguardano, una supponenza degna dell’epoca dello stato Pontificio, che con la scusa della carità cristiana compie atti illegali ed a carico di tutta la comunità, perché adesso l’arretrato di quel palazzo sarà pagato da tutti i cittadini onesti che già sono tartassati dalle tasse e che si dovranno assumere anche l’onere di pagare la corrente a chi non la paga.
L’arrogante violenza del cardinale, una vera e propria dimostrazione di potere e di impunità mascherata da carità cristiana, è pericolosa e offensiva verso tutta la comunità. Se l’intenzione di questo signore fosse stata veramente munifica e dettata dal senso di umanità, allora avrebbe dovuto pagare lui di tasca sua (o con il denaro del Vaticano, lo Stato più ricco del mondo) l’arretrato di 300.000 euro che quel condominio doveva alla società che fornisce la corrente, anziché violare la legge. Quella sarebbe stata vera carità cristiana, non andare a fare il Robin Hood con i soldi degli altri! E’ facile predicare il buonismo quando poi ci si rifiuta di rimetterci di tasca propria; e qui bisogna dire che in Italia ci sono tante persone che la pensano come il cardinale e che predicano l’accoglienza, la bontà ecc., ma a condizione che non siano loro a dover partecipare in proprio. La Chiesa ha ricchezze inestimabili, ha l’8 per mille che tanti cittadini le danno con le proprie tasse; allora, invece di compiere atti illegali approfittando della propria intoccabilità, provveda in prima persona, mettendosi le mani in tasca, ad aiutare veramente chi ha bisogno. L’esempio che questo signore ha dato è pessimo e vergognoso, e dimostra ancora una volta come il nostro Paese sia ancora soggetto ad un’autorità parallela, quella ecclesiastica, alla quale tutto è permesso e che si ritiene al di sopra di tutto e di tutti. Sarebbe giusto, invece, che questo individuo fosse chiamato a rispondere di quel che ha fatto e magari costretto a pagare una bella multa (visto che è ricchissimo, come tutti gli alti prelati), il cui ricavato dovrebbe essere destinato ad aiutare i bisognosi. Così, suo malgrado, la beneficienza l’avrebbe fatta davvero.

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7 commenti

Archiviato in Attualità

7 risposte a “Il cardinale Robin Hood

  1. Rodolfo Funari

    Caro Massimo,
    sono pienamente d’accordo con quanto scrivi. Trovo anch’io scandaloso e profondamente irriguardoso nei confronti dell’Italia l’atto di questo personaggio. Non ci sono parole, non ci sono commenti per qualificare l’arroganza e la spregiudicatezza di costui, aggravate dal cattivo esempio, dato pubblicamente, al disprezzo delle leggi. Perché non ha pagato lui la bolletta, visto che è così caritatevole? M’invade un’amarezza piena di sgomento quando considero il grado di svilimento di ogni elementare principio di civiltà. Come siamo caduti in basso! Dio abbia pietà di noi …

    • Caro Rodolfo, mi fa piacere che tu mi segua e mi mandi ogni tanto qualche commento. Anzi, poiché è un po’ che non ci vediamo ed io non so neanche dove tu sia adesso, perché non mi mandi una mail al mio indirizzo privato?

  2. PAOLA FOGLIATO

    La domanda che Lei ha posto ce la siamo fatta in molti in questi giorni: è lecito violare le leggi e compiere illegalità per scopi umanitari? Io personalmente non riesco a darmi una risposta. Dal punto di vista razionale e dello stato di diritto la sua analisi non fa una grinza.
    Io non penso che il Papa si intrometta nella politica, credo segua semplicemente lo spirito del Vangelo. Gesù aiutava i poveri, era dalla loro parte, si è sempre posto contro i sepolcri imbiancati o i farisei, che, declinati secondo le categorie attuali, rappresenterebbero quello che siamo fondamentalmente noi tutti, persone che stiamo più o meno bene, più o meno borghesi (termine da intendersi nell’accezione comunista, persino. Sono del parere che Cristo fosse vissuto oggi sarebbe sicuramente una personalità fuori dagli schemi e dalle convenzioni).
    Tuttavia, penso che i gesti rivoluzionari, per non passare da gesti sovversivi e quindi totalmente fuori dalle leggi, vadano vagliati alla luce del contesto storico e geografico in cui si realizzano.
    Io capirei un gesto simile in Paesi tipo il Venezuela, in certe aree del Brasile, dove lo stato di diritto latita, dove per tutelare i diritti dei deboli, magari devi ricorrere ad atti contra legem. Penso a certe occupazioni dei latifondi in Brasile anni fa (ne parlo perché conosco un sacerdote che mi ha raccontato episodi del genere, dove la Chiesa degli ultimi appoggiava i braccianti sfruttati perché un pezzetto di terra, di quelle terre sterminate, potesse esser dato loro in proprietà, per non esser più solo braccianti sfruttati. La Teologia della Liberazione, contro cui si possono avanzare tutte le obiezioni del caso, comunque, posso eventualmente comprendere che in situazioni di Stati che denotavano comunque indubbiamente grandissime carenze dal punto di vista del rispetto dei diritti umani, gesti da Robin Hood potessero in qualche modo spiegarsi e anche giustificarsi).
    Il caso dell’Elemosiniere è diverso. L’Italia non è il Brasile degli anni ’80 e nemmeno il Venezuela. Non si muore di fame. La polizia non commette omicidi di Stato e repressioni. Tutti hanno diritto ad esser curati. Quindi ammetto che ho storto il naso davanti al gesto. Per tutte le ragioni che lei ha addotto.
    Storgo il naso. Credo che il Papa abbia il sacrosanto diritto di predicare gli insegnamenti del Vangelo e mettersi dalla parte degli ultimi. Penso solo che forse le modalità sono da ponderarsi maggiormente. Che Guevara e Robin Hood sono vissuti in contesti diversi.

    • Mi pare che lei condivida sostanzialmente il mio giudizio negativo sul gesto insano di questo cardinale, che ha mascherato da carità cristiana quello che è stato solo un gesto di arroganza e di affermazione di un potere, quello del Vaticano, che si ritiene al di sopra di tutto e di tutti. Ci sarebbe da dire ancora molto sulla Chiesa e sui suoi assurdi privilegi, sulla sudditanza che il potere politico rivela verso quello ecclesiastico, ma è meglio fermarsi qui. Una sola cosa non approvo di quello che dice: cioè che il papa non si intromette in politica e segue lo spirito del Vangelo. Io credo invece che segua i propri interessi, anche economici, che hanno certo qualcosa a che fare con la sua continua e pervicace difesa degli immigrati irregolari.

  3. Spero che l’arcivescovo Robin Hood paghi ciò che l’indagine in corso stabilirà che deve pagare, visto che ha violato le leggi dell’uomo, un comandamento, e anche con il precetto evangelico “date a Cesare quel che è di Cesare” non è messo poi così bene. Spostando lo sguardo sull’intera situazione, non ho potuto fare a meno di notare molti elementi surreali nei quali le nostre istituzioni non fanno bella figura. In primo luogo, abbiamo un intero palazzo occupato da anni, il nostro Ministro dell’interno si occupa delle bollette e non di come riporatare la situazione alla legalità. E nessuno, peraltro, glielo chiede. Peraltro, c’è una legge che vieta di erogare pubblici servizi a chi occupa abusivamente una struttura pubblica, per cui gli occupanti del palazzo possono procurarsi l’energia elettrica è rubandola. Peraltro, è un mistero come facciano ad avere acqua potabile e allacciamento fognario, per gli stessi motivi. Tutti buoni motivi per quali l’Interno e l’amministrazione capitolina dovrebbero decidere, una buona volta, se sgomberare il palazzo o sanarne, in qualche modo, la situazione. Ma non finisce qui: nel palazzo c’è un circolo culturale “Spin Time Labs”, che organizza eventi di ogni tipo, fra cui rave parti, ma che ovviamente non è a norma (mancano, fra le altre cose, le uscite di sicurezza). C’è da chiedersi se non sia il caso di porre rimedio alla situazione prima della prossima strage. Ultima chicca: i palazzi, ovviamente, non si occupano da soli. Questo in particolare, è stato occupato da un movimento (il movimento Action), che delle grandi occupazioni ha fatto un mestiere. Sono l’unico cui piacerebbe conoscere i piani del nostro Sceriffo di Nottingham Salvini, in merito?

  4. Virginia

    Leggo sempre volentieri i suoi post ma non scrivo mai perchè mi trovo spesso d’accordo con quanto scrive. Desidererei invece un suo scritto approfondito come Lei sa fare sul caso della professoressa di Palermo.
    Io ho un’ opinione ma, essendo un’insegnante, temo di esporla perché respiro intorno a me un’aria di fanatismo che mi fa paura. tutti sembrano aver perso – su tale questione – il ben dell’intelletto: raccolte di firme nelle scuole, petizioni, alti lai di ministri e sottosegretari. Comunque, io la penso così: si può senz’altro discutere sull’entità della punizione per la docente (ben venga anche un alleggerimento della sua “pena”) ma dei ragazzi hanno paragonato alla dittatura fascista un decreto che si appresta a divenire legge dello stato e non condanna a morte né discrimina nessuno. L’insegnante ha una responsabilità su quanto gli studenti espongono in pubblico, sia pure a scuola. l’insegnante doveva discuterne con loro e comunque non dare il suo assenso al video che tutti noi abbiamo potuto visionare in internet. Io cerco ogni giorno di spiegare ai miei studenti che significa avere il senso dello Stato e mi vergognerei come una ladra se in classe scappasse dalle mie labbra una parola pro o contro Renzi, Salvini, Di Maio ecc. perché penso che è mio dovere dare loro tutti gli strumenti affinché si costruiscano autonome opinioni (nel limite del possibile, naturalmente!) punto e basta. mi dica che ne pensa.

    • Come vede, sono riuscito a nascondere il suo nome e pubblicare solo il nickname. Sul merito di ciò che scrive, sono d’accordo in tutto con lei, soprattutto sul fatto che l’insegnante deve stimolare il pensiero critico nei suoi alunni, ma non assumere posizioni faziose e di parte. In verità anche la prof. di Palermo ha detto di aver sempre rispettato tutte le opinioni, ma io stento a crederle, sebbene mi sembri fuori luogo una sospensione che – lo si doveva immaginare – avrebbe suscitato un vespaio. Comunque penso di dedicare all’argomento un prossimo post. Continui pure a seguirmi e non abbia timore di mandarmi dei commenti: sono sempre graditi.

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