La caccia agli stregoni

Ho detto altre volte in questo blog che non amo la nostra televisione ed in generale i nostri organi di informazione, perché il loro modo di esprimersi, che entra nelle case di tutti o quasi gli italiani, produce forti condizionamenti nell’opinione pubblica e di conseguenza nel pensiero e nell’azione delle persone comuni. In questo periodo il disgusto che provo nei confronti delle fonti di informazione si è accentuato, perché è in atto una campagna mediatica martellante per gettare quanto più discredito possibile sul sesso maschile: non si parla d’altro che di violenza contro le donne, molestie sessuali sempre contro le donne, reati oltremodo vergognosi come la pedofilia di cui sono sempre e comunque accusati gli uomini, ed altro ancora. Si sbatte sempre il mostro in prima pagina senza neanche dargli la possibilità di difendersi, perché se ci si trova a dover giudicare da che parte sta la verità l’opinione che vince e che viene diffusa è che la ragione stia sempre dalla parte delle donne, anche se la situazione è quella della parola dell’uno contro quella dell’altra. Alla base di tutto ciò vi è senza dubbio un ritorno prepotente del femminismo tipo anni ’70, che avanza come un bulldozer e travolge tutto ciò che incontra, riproponendo le solite lamentele sulle presunte discriminazioni di cui le donne sarebbero vittime, senza tener conto che da allora ad oggi tante cose sono cambiate e che nella società attuale molte di queste disparità sono state eliminate; anzi, in qualche caso la situazione si è proprio rovesciata e sono gli uomini a trovarsi svantaggiati e a subire ingiustizie. Se qualcuno non crede a ciò, basta che osservi la situazione di molti mariti e padri separati costretti a dormire in macchina e privati di tutto dalle mogli cui il giudice, in modo pregiudizievole quanto meno, ha dato ragione togliendo la casa al marito e obbligandolo a pagare alla ex consorte cifre spropositate. Ciò nonostante dobbiamo subirci in televisione individui come la presidente della camera dei deputati, la signora Boldrini, che nel 2017 fa la patetica femminista come fossimo ancora nel ’68 e continua a urlare contro le presunte discriminazioni di cui le donne sarebbero vittime. Dai suoi atteggiamenti si comprende il motivo per cui è la personalità politica più insultata sui social come facebook; e se pure io non mi sono mai permesso di fare una cosa simile, dico però che comprendo chi l’ha fatto, perché provo per quella persona un’antipatia e un senso di ribrezzo che poche volte ho avuto per altri nella mia vita.
Purtroppo quel che dice la televisione, sia che intervengano politici come la Boldrini o che parlino semplici giornalisti, entra nella mente di tutti e ne condiziona i comportamenti quotidiani. Perciò questa pervicace campagna mediatica attuale, questa caccia agli stregoni che ogni giorno vediamo in tv e che non parla d’altro che di violenza e di molestie sessuali a carico delle donne finisce per assumere un carattere di generalità e diventa un pesante atto d’accusa contro tutto il genere maschile. Che vi siano questi episodi è senz’altro vero, ma riguardano una piccolissima percentuale di persone malvage o mentalmente disturbate, non si può parlare come spesso fanno di “violenza maschile” come se tutti gli uomini maltrattasero o uccidessero le loro compagne. Il vittimismo che ne risulta fa sì che una persona, per il solo fatto di essere maschio, è additato al pubblico disprezzo e visto come potenzialmente violento o criminale, e questa generalizzazione colpisce tutti nell’immaginario comune. In base a questo pregiudizio si arriva a criminalizzare l’uomo anche quando magari si rivolge ad una collega facendole un semplice complimento, un atto cioè di gentilezza che però, sulla base di questo assurdo clima di ostilità, viene scambiato per molestia. Lo stesso colpevole fraintendimento avviene quando un uomo guarda con dolcezza un bambino o una bambina e magari fa loro una carezza. Se questo gesto lo fa una donna, non accade nulla di particolare; se lo fa un uomo, molto spesso si scopre circondato da sguardi ostili e vede gravare su di sé l’orribile sospetto di pedofilia, quando magari è semplicemente un padre che vede in quel bambino un’immagine di suo figlio e ne prova la stessa tenerezza che può provare una donna. Ma l’opinione pubblica è ormai indirizzata in questo senso da un’informazione distorta e faziosa, che determina nella società l’insorgere di idee preconcette: così per i giudici il contenzioso tra marito e moglie si risolve quasi sempre in favore di quest’ultima, alla quale vengono assegnati i figli e la casa di proprietà del marito, magari per andarci a convivere con il nuovo “compagno”. Se questa è giustizia…
Per restare agli argomenti trattati in televisione in questo periodo, il tema centrale e ripetuto fino alla noia con intere trasmissioni ad esso dedicate è quello delle molestie sessuali che certi produttori cinematografici, politici o datori di lavoro in genere avrebbero inflitto alle povere ragazze innocenti che si sono trovate sotto i loro artigli. Al proposito c’è da chiedersi perché queste “vittime” hanno deciso soltanto ora a denunciare il loro “orco” (questa è la parola spesso usata in tv senza che se ne conosca neanche il significato) e non l’abbiano fatto al momento della presunta violenza subita. Inoltre eventi del genere, così privati, di solito non hanno testimoni, e non si vede quindi come si possa accusare delle persone senza poter portare prove concrete. Se l’accusato, in base a ciò, nega i fatti e l’accusatrice non ha alcuna prova concreta, per quale ragione io dovrei pregiudizialmente credere a lei e non a lui? La violenza o la molestia potrebbero esserci state veramente, ma potrebbe anche darsi che l’accusatrice metta in atto una vendetta privata e cerchi, magari perché esclusa da un certo incarico per incapacità, di gettare fango su chi non l’ha assunta inventando contro di lui accuse infamanti. Fatti del genere sono accaduti, di donne cioè che hanno accusato di violenza carnale uomini totalmente innocenti solo per rivalsa personale, e questi uomini hanno perduto la loro reputazione e si sono visti rovinare la vita da queste accuse assurde e criminali. Qualche anno fa un padre di due ragazze scontò più di un anno di carcere perché le figlie lo avevano accusato di averle stuprate; poi si scoprì che le accuse erano false e dovute ad una vendetta messa in atto dalle due contro il padre perché aveva rifiutato loro una somma di denaro. E adesso chi restituisce a quel povero diavolo un anno di vita passato dietro le sbarre? Chissà cosa penserebbe la signora Boldrini di eventi come questi? Probabilmente nemmeno ne è al corrente, perché a lei interessa solo difendere le donne maltrattate; non l’ho mai sentita parlare dei casi in cui sono state le mogli ad uccidere o far uccidere i mariti, casi rari ma che pure sono accaduti più di una volta.
Sarebbe necessario che chi fa televisione si rendesse conto delle conseguenze del proprio mestiere sull’opinione pubblica e sulla mentalità generale che si va formando in seguito a quello che viene trasmesso. Questa caccia alle streghe (anzi agli stregoni) attualmente in atto, che generalizzando in modo indiscriminato getta fango su tutto il sesso maschile, è molto pericolosa, perché aumenta il senso di insicurezza e introduce antipatie e sospetti su persone innocenti che può creare un allarme sociale incontrollabile. Un evidente effetto di ciò è il prepotente ritorno del femminismo sui social come facebook, dove viene disprezzato e insultato chiunque cerca di portare avanti anche le ragioni della logica e del buon senso. Un esempio. Quando si parla di violenza carnale ai danni delle donne la condanna è unanime da parte di tutti, e anch’io non ho difficoltà a dire che si tratta di un crimine odioso da punire con la massima severità. Se però qualcuno, saggiamente, si azzarda a dire che le ragazze non dovrebbero ubriacarsi, vestirsi in modo provocante e recarsi in luoghi conosciuti come insicuri, le solite femministe dalle idee vecchie come il cucco gli lanciano una pioggia di insulti affermando che una donna è libera di vestirsi come vuole e andare dove vuole, e che chi sostiene il contrario giustifica gli stupratori. Ora io dico: come si fa ad essere così faziose da non riconoscere la saggezza di chi vuol mettere in guardia da quei potenziali pericoli? Chi dice che certe ragazze (non tutte ovviamente) dovrebbero comportarsi in modo diverso non lo fa per colpevolizzarle ma per metterle di fronte alla realtà. Se vai in un luogo che sai essere pieno di zanzare e poi te ne torni con molte punture non puoi lamentarti; il buon senso così consiglierebbe, ma purtroppo questa qualità non è tra quelle più diffuse ai nostri tempi.

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4 commenti

Archiviato in Attualità

4 risposte a “La caccia agli stregoni

  1. Rodolfo Funari

    Parole sante, caro Massimo … Sottoscrivo in pieno la tua riflessione, aggiungendo una esclamazione che si usava dire un tempo, quando eravamo più giovani: povera Italia! (anzi, nella nostra parlata: “pora Italia”!…)
    Rodolfo

  2. concordo con Rodolfo: parole sante. Io credo che parte della colpa sia anche sul lucrare per la deresponsabilizzazione. Me ne accorsi a scuola: se lo studente non studia, non è colpa dello studente ma della materia troppo complicata o poco interessante, il docente che non riesce a spiegarla, a semplificarla, delle strutture poco aggiornate; di tutto e tutti tranne che dello studente.
    E chi offre “vittime” cui attribuire le mie di colpe ha tanto seguito da parte di chi non vuole proprio ammettere di avere un minimo di responsabilità.
    Ecco perché molti puntano, cinicamente, ad incentivare l’irresponsabilità.

  3. Francesco Di Giovanni

    Caro Massimo,
    come sempre coraggiosamente tocchi argomenti delicati, tali da scatenare bufere! Ci sto e ti dico la mia: viviamo in un mondo dove ogni cosa che accade e di cui si parla, compresa ogni giusta causa, viene utilizzata a fini di propaganda politica ed elettorale.
    Da uomo, talvolta ho avuto modo di conoscere quello di cui una donna “sul piede di guerra” può essere capace, malgrado ciò e forse ingenuamente, continuo ad amare il genere femminile, ovvero, penso che le qualità che una donna possa avere, siano sempre superiori rispetto ai suoi possibili difetti. E poi, come posso ignorare il fatto che in gran parte del mondo, ancora oggi le donne sono costrette a girare totalmente coperte, debbono sottostare a decisioni di uomini, prendono botte, sono spesso anche brutalmente uccise. Certo, qui in Italia non è proprio così, anche se fatti del genere accadono spesso, ma in altri paesi, anche molto più grandi del nostro, la donna è quotidianamente offesa, svilita, umiliata. Che ti debbo dire, quando abbiamo ragione, noi maschi facciamoci valere! Però (e concludo così per sdrammatizzare un po’) è anche vero che… com’è che si dice? Io amo le auto veloci e mi sembra che anche a te piacciano, allora “Donne e motori… gioie e dolori!”

    • Io non ho mai pensato che sia utile una “guerra” tra maschi e femmine, che mi sembra un concetto del tutto assurdo: le persone debbono avere gli stessi diritti e le stesse opportunità, uomini o donne che siano. Quello che mi dà fastidio oggi è che un certo femminismo arrogante e antistorico continui a presentare la nostra come una società ingiusta e maschilista dove le donne sono penalizzate; a mio parere questa è una colossale bugia, anche perché, se è vero che a volte le donne subiscono violenza, si tratta però di casi percentualmente limitatissimi, e non si può quindi criminalizzare tutto il genere maschile, come a volte fa la tv e gli organi di informazione. Ci sono poi ambiti e occasioni in cui è l’uomo ad essere palesemente svantaggiato e oggetto di violenza (se non fisica, almeno psicologica): tra questi ho ricordato le sentenze di separazione tra coniugi, che quasi sempre vanno a totale vantaggio della moglie, cui vengono assegnati casa e figli mentre il marito, in molti casi, è ridotto praticamente sul lastrico. E anche a proposito delle cosiddette “molestie” io ci andrei piano ad accusare senza prove: a mio giudizio certe rivelazioni fatte dopo anni hanno il solo scopo di farsi pubblicità e magari rovinare qualcuno solo perchè non si è state accettate per un certo incarico. E non è neanche raro il caso in cui certi rapporti sono stati pienamente consensuali e solo dopo anni siano diventate “violenze”. Bisognerebbe andarci cauti con questi episodi e non sbattere il mostro in prima pagina senza neanche essere certi di come realmente sono andate le cose.

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