Il trionfo della maleducazione

Un servizio televisivo di qualche giorno fa si intitolava, in modo opportuno secondo me, “Estate cafona”, proprio perché il periodo estivo, quello cioè che vede accentuarsi più di altri i contatti umani, è anche quello in cui si può meglio valutare il grado di maleducazione dei nostri simili. Vi è però anche chi esercita degnamente la propria cafoneria per tutto l’anno, e perciò suddividero’ questo post in due parti: la prima riguarda i comportamenti molesti tipicamente estivi, la seconda quelli perpetui e continuati, da cui non si riesce mai a liberarsi.
Poiché d’estate si va spesso al mare, non si può prescindere dai comportamenti maleducati in spiaggia: ci sono quelli che accendono la radio a tutto volume accanto agli ombrelloni altrui, provocando molto fastidio; ci sono gli scioccherelli che giocano ai racchettoni (gioco senza senso, ripetitivo e assurdo) o a calcio gettando la palla addosso ai vicini; quelli che ti schizzano senza riguardo magari mentre giocano tra loro, quando tenti di entrare lentamente nell’acqua fredda; quelli che ti salgono con i piedi sabbiosi sull’asciugamano; quelli che portano il cane in spiaggia (e sarebbe proibito) e la bestiola, dopo aver fatto il bagno, viene a scuotersi proprio sulla tua schiena, e via dicendo. Ed inoltre, fatto che può accadere sempre ma che in estate è molto più frequente, ci sono i giovani (boys and girls) che ti passano sotto le finestre della camera da letto alle due di notte in macchina con lo stereo “a palla” come dicono loro, quando oltretutto, a causa del caldo soffocante, sei costretto a tenere le finestre aperte.
Gli esempi non finirebbero qui, ma per far breve la storia passiamo alla maleducazione a tempo pieno, quella che dobbiamo sopportare tutto l’anno. Gli esempi sono svariatissimi, pertanto mi limiterò a ricordarne alcuni, quelli che danno più fastidio al sottoscritto. Per mia fortuna io non abito in condominio, ma vi ho abitato a lungo e so che l’incivilta’ di certe persone raggiunge livelli inimmaginabili: c’è chi fa sgocciolare l’acqua dei vasi da fiori sui panni stesi dell’inquilino sottostante, chi tiene radio e televisione ad altissimo volume infischiandosene dei vicini, chi tiene cani che abbaiano tutta la notte e disturbano il sonno degli altri condomini ecc. Quando abitavo in condominio stavo per diventare pazzo, e credo che le liti che sorgono tra vicini, che sono molte, sono però ancora poche perché c’è chi sopporta pazientemente la maleducazione altrui, altrimenti sarebbero molte di più.
Non parliamo della cafoneria di certi automobilisti o altri utenti della strada, che si spinge fino al rischio di provocare incidenti: idioti (perché tali sono) che usano il cellulare mentre guidano, magari andando a 20 all’ora e formando dietro sé una lunga fila; altri cafoni che svoltano senza mettere la freccia, rischiando di scontrarsi con il mezzo che li sta sorpassando; altri che entrano improvvisamente da stradine laterali senza dare la precedenza ecc. Ci sarebbe da scrivere per ore.
Concludo questo pamphlet sulla maleducazione con due abitudini di molte persone che a me personalmente danno un emorme fastidio, anche perché segno di grave mancanza di rispetto per il prossimo. La prima è quella di coloro che parlano a voce alta al cellulare costringendo gli astanti, ai quali non importa nulla, a venire a sapere tutti i loro fatti personali; e ciò avviene ovunque, al supermercato, in treno, per strada, nell’ambulatorio del medico ecc. Per me che odio i cellulari in generale questa pratica è veramente insopportabile, tanto che spesso, se mi trovo in presenza di questi villanzoni, mi alzo e me ne vado. La seconda abitudine cafona che molti hanno, e che ho accennato anche altrove, è quella di dare del tu a tutti, anche alle persone molto più anziane: si sentono dappertutto giovani per strada, commessi e commesse nei negozi, impiegati pubblici ecc. che si permettono di usare questa forma confidenziale a sproposito, quando l’educazione e la cortesia vogliono che si usi sempre il lei quando non si conosce una persona; io lo faccio anche con chi è molto piu giovane di me, ma purtroppo molti non lo fanno, ed a ciò ha contribuito anche la diffusione di internet che, si sa, è anarchico e “democratico”, ma nella vita reale dare del tu a chi non conosciamo o a persone più anziane è da veri buzzurri, come direbbero a Roma e dintorni. A me, figuriamoci, stona anche il “tu” tra colleghi a scuola, quando ad usarlo è magari un supplente giovane, che fino a pochi anni prima era studente, nei confronti dei colleghi più anziani.
La maleducazione, la cafoneria, il meneghismo nei confronti delle leggi e delle norme di civile convivenza impera nel nostro Paese, e gli stranieri lo sanno benissimo, visto che a casa loro rispettano tutte le regole scrupolosamente e poi, quando vengono in Italia come turisti, si comportano come gli Unni di Attila. Ormai questi atteggiamenti sono nel dna di molti italiani, a cui è stato fatto credere, dal libertarismo diffuso da una certa politica e da una certa televisione, che ognuno possa fare quel che vuole senza rispettare nessuno tranne il proprio egoismo. L’unico rimedio, a mio giudizio, sarebbe quello di aumentare i controlli ed inasprire le pene, specie quelle pecuniarie, poiche’ si sa che certa gente si redime solo con le cattive maniere, e specialmente quando viene toccata nel portafogli. Ma purtroppo a questo andazzo si è fatto il callo e chi dovrebbe far rispettare la legge è spesso il primo a trasgredirla o comunque, nel migliore dei casi, ritiene che non ci sia nulla da fare e che il problema sia irrisolvibile. Temo perciò che dobbiamo rassegnarci a subire la maleducazione altrui, magari reagendo quando non ne possiamo più. Io l’ho fatto spesso, anche perché porgere l’altra guancia non fa proprio parte del mio carattere.

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