Giustizia per Mauro Monciatti

Ricorre oggi esattamente un anno dalla morte di Mauro Monciatti, un importante funzionario dell’ambasciata italiana a Caracas (Venezuela) ucciso in circostanze mai chiarite, un evento sul quale la famiglia e gli amici stanno ancora aspettando che si faccia chiarezza e si sappia la verità. Io appresi la notizia da un giornale locale e ne restai molto colpito, soprattutto perché conoscevo Mauro dai tempi del liceo che avevamo frequentato insieme (lui aveva un anno più di me) e me lo ricordavo per averlo rincontrato dopo trent’anni circa, durante i quali egli aveva dimorato in varie capitali estere proprio in virtù della sua professione. Mi ricordo che mi disse di essersi sposato da poco e di avere due bambini ancora piccoli, e che la sua attività l’avrebbe portato a trasferirsi in Africa o forse in Sud America, cosa che purtroppo è avvenuta e gli è costata la vita.
Sulla morte di Mauro a Caracas ci sono molti sospetti, fatti propri dalla sua famiglia. Mentre le autorità locali hanno liquidato la circostanza dicendo (falsamente) che la morte era avvenuta per cause naturali, c’è chi ha sospettato che si sia trattato di un delitto maturato nel clima torbido della città venezuelana e forse voluto da chi voleva chiudere per sempre la bocca ad una persona che sapeva troppo; pare infatti che Mauro avesse denunciato, fin dal suo arrivo a Caracas, degli ammanchi di bilancio verificatisi nella stessa ambasciata italiana, sulla quale continuano a gravare i sospetti della famiglia e dell’intera comunità di Sinalunga (Siena), sua cittadina di origine dove di recente è stata organizzata una marcia pubblica in sua memoria. Ovviamente io non sono al corrente di come siano andate le cose e quindi non mi pronuncio; ma è veramente strano che, a un anno dalla morte, non si sia ancora fatta chiarezza sul delitto e si continui ad insabbiare e ostacolare le indagini.
Al di là del dolore per la morte di una degnissima persona, che io ho conosciuto e apprezzato, quello che mi viene da pensare è che in Italia ci siano sempre i soliti privilegiati e che sia la giustizia che la politica (ed anche la stampa) funzionino a due velocità: in certi casi si fanno ricerche a tutto tondo per stabilire la verità e si proclamano le notizie in TV e sui giornali, in altri casi cala dappertutto un silenzio omertoso su eventi di uguale rilevanza, che non s’intende perché debbano essere sottaciuti in questo modo. Noi tutti sappiamo quale rilievo è stato conferito al caso Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto. A me va bene che se ne sia parlato, che giornali e TV continuino ad occuparsene; ma perché non è stata fatta la stessa cosa per Mauro Monciatti, un diplomatico italiano ucciso a Caracas in circostanze misteriose la cui vicenda, con tutto il rispetto, non è certo meno importante di quella di Regeni? Invece sul caso Monciatti è calato il silenzio completo: la notizia della sua morte fu riportata solo dai giornali locali, mentre i TG nazionali la ignorarono completamente. Il Ministero degli Esteri, da me interpellato con una mail, mi rispose che stavano facendo indagini (quali?) e che non avevano alcun controllo sulla stampa. Quest’ultima affermazione mi risulta molto strana: un dicastero importante come gli Esteri, io credo, può ben dare rilievo a una notizia e farla trasmettere dagli organi di informazione. Qui invece tutto lascia pensare che vi sia stata la deliberata volontà di insabbiare l’evento, forse per proteggere qualcuno o per altro motivo che non voglio neanche ipotizzare. L’assassinio di un diplomatico italiano di un’ambasciata all’estero, oltretutto investito di compiti come la revisione del bilancio della sede diplomatica, non è una notizia da poco, considerato anche il fatto che la TV ci informa molto spesso anche su eventi sciocchi e del tutto fatui (vedi l’uscita di un nuovo album di Vasco Rossi, per esempio). Perché questo evento è stato insabbiato e non si è mai fatta giustizia, né verità, per il povero Mauro? Io vorrei saperlo, e credo che ne avrei il diritto, se siamo veramente in un Paese libero e democratico; ma credo che più di me ne avrebbero diritto la moglie, i figli, il fratello e gli altri parenti e amici che da un anno stanno inutilmente aspettando che qualcuno si occupi del loro caso. Questa non è giustizia né democrazia, e sempre più io ho l’impressione di trovarmi in un Paese ormai “pilotato” da certe lobby e certi gruppi che fanno il bello e il cattivo tempo ed usano TV e giornali come una volta si usavano il manganello e l’olio di ricino, cioè per chiudere la bocca ai dissidenti e diffondere il pensiero unico.

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2 commenti

Archiviato in Attualità

2 risposte a “Giustizia per Mauro Monciatti

  1. Anonimo

    Ho letto il tuo commento mi e piaciuto molto e condivido le tue riflessioni sulla giustizia e sulla democrazia in Italia. Mi ha fatto piacere che tu abbia scritto al ministero degli esteri. Noi ci siamo andati molte volte senza ottenere nulla. Sto facendo qualche tentati vo ma non ho granche da aggiu ngere sulla vicenda. Comunque grazie Moreno monciatti

    • Caro Moreno, anch’io speravo che tu leggessi prima o poi questo mio articolo e mi mandassi un commento. L’ho scritto di cuore perché conoscevo bene Mauro, lo stimavo e non ho mai creduto alla storia della morte naturale. Purtroppo le cose spesso vanno così, in un Paese che si finge democratico ma che in realtà usa pesi e misure diverse a seconda delle convenienze. Spero vivamente che tu e gli altri congiunti di Mauro riusciate a ottenere prima o poi non dico la giustizia, ma almeno la verità.

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