Consigli ai prof: come evitare le copiature

Ritorno qui su un argomento di cui ho più volte parlato negli anni passati, ma che a quanto pare è attualissimo ancor oggi, ossia le copiature che gli studenti compiono durante i compiti in classe e gli esami. Il fenomeno, di cui il Ministero dell’istruzione è già stato messo al corrente da anni senza che abbia emanato in proposito alcun provvedimento, è tuttora di gran moda: dai colloqui che ho con colleghi di altre scuole e dalle testimonianze degli stessi studenti ho appreso che in molti Licei ormai far svolgere il compito in classe è diventato una pura e inutile formalità, perché gli alunni, avvalendosi della moderna tecnologia (che io proprio per questo non finirò mai di maledire) si collegano per copiare, di nascosto ai professori, con siti internet gestiti da lestofanti che mettono a disposizione versioni di latino e greco tradotte ed anche altri sussidi come riassunti di italiano, temi svolti, compendi di storia, filosofia e via dicendo. In tal modo l’attività didattica viene vanificata, il giudizio sugli studenti completamente falsato ed il messaggio morale che vien fuori da tal fenomeno risulta essere quello secondo cui nella vita non c’è bisogno di impegnarsi seriamente per far valere le proprie qualità, ma basta farsi furbi e ingannare il prossimo.
I metodi di copiatura tradizionali non sono stati del tutto abbandonati dai nostri bravi studenti. Essi sono svariati, ma volendo riassumere si possono ridurre sommariamente a tre: 1) parlare sottovoce tra uno studente e il compagno vicino, sperando che il professore non senta; 2) mettere il foglio del compito in bella vista, e scritto a grandi caratteri, in modo che il compagno che sta dietro possa sbirciare; 3) passarsi il classico foglietto che, a quanto ho sentito di recente, può essere anche sostituito dalle bottigliette di acqua minerale, in cui il testo della versione o dell’esercizio di matematica viene scritto sul retro dell’etichetta e passato tra più studenti.
Ma questi metodi, pur ancora in uso, sono considerati arcaici per i nativi digitali di oggi, che con i loro smartphone trovano subito, collegandosi a internet, ciò che cercano. Per i docenti è vietato ovviamente perquisire gli studenti, che quindi possono benissimo fare il giochetto di consegnare un cellulare, alla richiesta del professore, e tenerne addosso un altro ben nascosto. Durante la prova è molto difficile per il docente sorprendere l’alunno mentre copia, perché i cellulari moderni, piccoli e situati talvolta persino negli orologi, sono quasi impossibili da individuare, in quanto possono essere nascosti dovunque, anche tra le pagine stesse del vocabolario di latino. Esistono, è vero, apparecchiature che sono in grado di impedire agli smartphone di collegarsi ad internet, i cosiddetti “disturbatori di frequenze”, ma il loro uso è illegale, almeno per adesso, e potrebbero essere consentiti solo da una specifica autorizzazione ministeriale.
Cosa resta da fare quindi ai poveri docenti che nutrono ancora, all’interno del loro animo miserevolmente illuso, la speranza di far trionfare la legalità e la giustizia in una società dove non solo nella scuola, ma anche in altri ambienti ben più elevati regnano i principi opposti a quelli suddetti? E come può il docente difendere la propria dignità personale, visto che le copiature non sono soltanto un’irregolarità in sé ma anche una grave offesa al prestigio dell’insegnante, il quale finisce per fare la figura del babbeo che non si accorge di coloro che gliela fanno sotto il naso? Purtroppo non ci sono molte armi difensive contro questo malcostume, perché neanche una versione palesemente copiata può essere sanzionata con un voto negativo, in quanto lo studente può sostenere di averla fatta da solo, o di ricordarsela dal pomeriggio precedente, ed in caso di ricorso la sua vittoria sarebbe pressoché certa. Occorrerebbe sorprendere l’alunno mentre copia, ma un docente che per due o tre ore deve sorvegliare una classe magari di 30 alunni contemporaneamente, dovrebbe avere il dono dell’ubiquità oppure facoltà paranormali o divinatorie per riuscire nell’impresa. Ecco quindi quel che si può fare per limitare il fenomeno, e lo dico riferendomi esclusivamente alle mie discipline, cioè il latino e il greco.
1 – Non fotocopiare mai un brano da un libro di versioni comunemente in commercio. I furfanti che detengono questi siti-canaglia dove sono i testi tradotti elencano le versioni proprio sulla base del numero e del titolo che hanno nei libri di provenienza. Per lo studente basta citare uno di questi due dati e il gioco è fatto.
2 – I testi vanno presi da internet (per il latino c’è un sito che contiene quasi tutti gli autori, all’url: http://thelatinlibrary.com, per il greco c’è il progetto “Perseus” americano) e trasferiti in un file word con l’apposizione di un titolo completamente inventato dal docente e in ogni caso diverso da quello normalmente in uso nei versionari.
3 – Gli studenti trovano le traduzioni anche digitando le prime parole della versione in latino (e chi ci riesce, anche in greco). Occorre quindi che il docente cambi la costruzione delle frasi, magari aggiungendo costrutti e termini che non sono nell’originale, in modo da rendere non identificabile il testo e impedire il suo reperimento.
4 – In alternativa, si possono cercare brani di autori tardoantichi o medievali le cui opere non sono state ancora tradotte o comunque non sono reperibili nei siti-canaglia (tipo Anselmo d’Aosta, Gregorio Magno, Paolo Orosio, Cassiodoro e simili).
5 – Far comunque consegnare i cellulari, avvertendo gli studenti che alla vista di uno di essi il compito verrà annullato o classificato con il voto minimo, cioè 1/10. Ciò può avere un effetto deterrente, nel senso che l’alunno avrà comunque reticenza a compiere un atto che sa essere punito in maniera così pesante, perché non può essere sicuro al cento per cento di non essere “beccato”. Molti non amano rischiare, ed in tal caso l’avvertimento può essere efficace.
Ovviamente, poi, ognuno si regola come vuole, e questi miei sono solo consigli per cercare di arginare un fenomeno vergognoso che sta inquinando i risultati scolastici nelle prove scritte ordinarie e anche in quelle degli esami. Naturalmente, per ottenere un qualche risultato, è necessario che il professore voglia effettivamente impedire agli studenti di copiare; se invece, come avviene in certi casi, il docente lascia correre, o peggio aiuta egli stesso i ragazzi a copiare o passa loro la versione d’esame – come purtroppo succede alquanto di frequente – questi miei consigli sono aria fritta. Pazienza, io parlo per chi vuole ascoltare e per chi ha un po’ di coscienza e di professionalità. Degli altri non mi curo.

Annunci

9 commenti

Archiviato in Attualità, Politica scolastica

9 risposte a “Consigli ai prof: come evitare le copiature

  1. Mariateresa Bora

    Io cercherei la traduzione su internet, la confronterei con quella dello studente e se trovassi il riscontro, invece di dare 1/10, riporterei in fondo al foglio l’indirizzo internet sul quale si trova la traduzione. Non so se diventa un lavoro fastidioso e, in fondo, anche un po’ umiliante, però …..

  2. Da informazioni che ho ricevuto risulta che neanche se troviamo la traduzione su internet e la confrontiamo con quella dello studente possiamo annullargli il compito o comminargli una sanzione disciplinare. Non vedo quindi l’utilità di ciò che lei suggerisce, a meno che non abbia qualche altra proposta che io non ho compreso.

  3. Assegno brano da tradurre e analisi sintattica della proposizione o del periodo, pertanto il voto finale è la risultante di più consegne effettuate. Non è sufficiente, pertanto, limitarsi alla traduzione. Ciò è possibile nelle classi in cui staziono due e tre ore.
    Utili i suggerimenti. Grazie!

    • Sì, alcuni colleghi usano questo metodo, al fine di ridurre l’incidenza delle copiature sul voto. Io non sono d’accordo, perché ogni consegna richiesta allo studente deve essere frutto del suo ingegno, non di interventi esterni. Io quindi cerco in ogni modo, in base ai consigli dati nel post, di contrastare questi indegni comportamenti.

  4. L’analisi non è un intervento esterno, è frutto dell’ingegno e dello studio personale. Sul contrastare sono d’accordo.

  5. Il problema non riguarda solo i compiti in classe, ma anche e soprattutto quelli a casa: se anche riuscissimo a impedire la copiatura in classe (la schermatura delle aule sarebbe l’unico modo) che cosa saprebbero fare da soli studenti che a casa copiano regolarmente (così è) versioni già fatte anziché esercitarsi? Sono così disabituati ormai a faticare autonomamente sui testi che molti arrivano all’ultimo anno praticamente analfabeti di ritorno nelle lingue classiche e traducono alla cieca dal latino come se traducessero dal cinese…

    • Hai fotografato con poche parole l’esatta realtà di oggi. Appunto sulla base di ciò che tu dici, io mi chiedo se abbia ancora senso l’esercizio di traduzione dal latino e dal greco, quando sappiamo benissimo che le versioni per casa vengono regolarmente scaricate da internet. Ed agli esami che succede? O riescono anche lì a copiare dal cellulare oppure i professori, mossi a compassione dall’empasse in cui si trovano gli studenti, finiscono per aiutarli pesantemente, se non addirittura per fare la versione al posto loro. Di fronte a questi dati di fatto, perché tali sono, non sarebbe meglio cambiare la seconda prova d’esame del Classico, non dico eliminando la traduzione ma aggiungendovi anche altri tipi di quesiti ed esercizi? Copierebbero meno e la prova darebbe risultati più attendibili.

      • Michele De

        Io contesto fermamente il ragionamento “Dato che oggi è molto facile copiare a casa la versione allora non ha più senso fare agli esami di maturità la stessa prova di traduzione”, e con questo non intendo dire che è giusta la tesi che la prova di traduzione alla maturità non deve cambiare ma che è sbagliato argomentare questa tesi con queste argomentazioni. Infatti si tratta di una argomentazione che giustifica qualunque rinuncia a prescrivere doveri o attività impegnative perché “tanto sappiamo che molti imbroglierebbero o sarebbero incapaci nel farle” e dunque non si costruiscono opere pubbliche “perché c’è la mafia”, non si fanno le Olimpiadi a Roma perché “nessuno sarebbe capace di gestirle” e questo atteggiamento applicato alla scuola implica il lassismo e il livellamento verso il basso di quello che chiede la scuola per gli studenti, posizione che non mi sembrava proprio che lei sostenesse. Ma davvero pensa che sia ormai impossibile far comprendere che copiare le traduzioni è un far male non solo ai docenti e alla scuola ma anche allo studente stesso che lo fa? Non occorre mai far morire la speranza non solo di avere una scuola migliore ma soprattutto di educare all’onestà e alla sincerità in tutti gli ambiti della società.

  6. Chiedo scusa per la presunzione, ma penso proprio che stavolta lei non abbia capito il mio pensiero. Io non sostengo affatto di rendere più facile il lavoro degli studenti; se c’è qualcuno che ha sempre combattuto il lassismo e il livellamento verso il basso, se c’è qualcuno che cerca di educare i giovani all’onestà quello sono io. Però la situazione di fatto è quella che ho descritto, e continuare a imporre la solita versione trita e ritrita, uguale dai tempi di Gentile ad oggi senza il minimo cambiamento (che pure è avvenuto nella seconda prova degli altri licei) mi sembra contrastare con la realtà attuale: gli studenti sono cambiati, in questi ultimi 30-40 anni, così come è cambiata tutta la società, quindi anche la scuola deve adeguarsi. Io credo che inserire, accanto alla traduzione, anche quesiti di storia letteraria e di civiltà classica non sarebbe affatto male, gli studenti non potrebbero copiare questi esercizi come fanno con la versione e la prova darebbe risultati più attendibili. So che i conservatori irriducibili la pensano diversamente, ma il loro star chiusi nella torre d’avorio dell’intangibilità della traduzione significa allontanare ulteriormente i giovani dal Liceo Classico e dagli studi umanistici, che finiranno per restare appannaggio di pochi e roba da topi di biblioteca.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...