Le materie dell’esame di Stato 2017

IL mio collega ed amico Paolo Mazzocchini, docente delle mie stesse discipline, mi ha mandato un commento all’ultimo articolo pubblicato qui sul mio blog, in cui mi chiede cosa pensi delle materie che il Ministero dell’istruzione ha scelto per l’esame di Stato del Liceo Classico del prossimo giugno. Anziché rispondergli nella sezione dei commenti preferisco dedicare all’argomento questo nuovo post, vista anche la discussione in proposito che si è scatenata su Facebook e forse anche su altri “social”.
Premetto che anch’io, come Paolo, sono rimasto perplesso di fronte alla mancata alternanza tra docenti interni ed esterni: l’italiano infatti è stato affidato anche quest’anno, come l’anno scorso, al docente esterno, mentre noi di latino e greco dobbiamo ricoprire di nuovo il ruolo di membri interni. La cosa è un po’ strana, non perché non sia legalmente ammissibile, ma perché dal 1999 ad oggi non era mai stata fatta (almeno a quanto io ricordo); la decisione del Ministero, pertanto, è stata quella di affidare agli esterni tre discipline considerate fondamentali, e cioè italiano, matematica e inglese, che saranno anche oggetto della prova Invalsi che gli studenti dovranno sostenere, prima dell’esame, a partire dal 2018.  Mazzocchini sospetta che dietro questa inattesa coincidenza delle tre materie affidate agli esterni con quelle della prova Invalsi si celi un occulto disegno di mettere in ombra le discipline caratterizzanti il liceo classico, cioè il latino ed il greco. Confesso che non ci avevo pensato, ma adesso questo suo commento attrae sull’argomento la mia attenzione, considerando anche che, come si dice, a pensar male si farà anche peccato ma spesso ci si azzecca. Del resto è evidente che da anni, da quando cioè esiste la funesta concezione aziendalistica della scuola, le discipline umanistiche sono viste da molte persone, anche con incarichi istituzionali, come inutili orpelli, o peggio come ostacoli alla formazione di quello che io chiamo il “pensiero unico”, ossia l’omologazione culturale che ci viene trasmessa attraverso la tv e gli altri organi d’informazione. Le materie umanistiche, come è noto, insegnano a riflettere, a pensare, a fare autonomamente le proprie scelte; in un mondo globalizzato quindi, dove è più utile chi obbedisce ai diktat anziché chi ragiona con la propria testa, queste discipline danno fastidio. Che ci si muova in questa direzione, del resto, lo dimostra il calo vistoso delle iscrizioni che, sia a livello nazionale che locale, si è verificato nei Licei Classici (nel mio, ad esempio, in dieci anni si è passati da tre ad una sola sezione); ed inoltre la volontà di procedere in questo senso si è manifestata anche nella continua pressione ministeriale a favore dell’inglese e dell’informatica, come se queste conoscenze fossero sufficienti a formare il perfetto cittadino, senza che debba perder tempo a tradurre delle lingue morte o a studiare le letterature del mondo classico. Che ci sia un accanimento contro il Liceo Classico è un’impressione che anch’io ho provato più volte, da quando l’ex ministro Berlinguer lanciò il progetto del “liceo umanistico” senza lo studio delle lingue antiche a quando, all’esame di Stato di alcuni anni fa, fu assegnata una versione di Aristotele praticamente intraducibile, che aveva tutto l’aspetto di un invito agli studenti a boicottare il Classico ed a scegliere altre scuole più “accessibili”.
Credo con ciò di aver risposto all’amico Paolo, dicendomi d’accordo con lui. Un altro aspetto però di queste materie scelte per l’esame mi preme sottolineare: che cioè l’italiano esterno del Liceo Classico sia stato affidato a docenti della classe 52 (Materie letterarie, latino e greco) anziché a quelli della 51 (Materie letterarie e latino), che quasi sempre insegnano italiano al triennio del Classico, mentre quelli della 52 lo insegnano quasi esclusivamente al biennio. Mi premerebbe sapere se si tratta di un mero errore materiale (e non sarebbe una novità, dato che in questi ultimi anni il Ministero ne ha fatti molti) oppure se veramente la letteratura italiana dell’800 e del ‘900 verrà richiesta da docenti che mai o quasi mai l’hanno insegnata. E poi c’è un altro dilemma: le domande di greco, nella terza prova ed all’orale, saranno formulate dal docente esterno di italiano o da quello interno di latino, visto che appartengono entrambi alla classe 52? Spero che in qualche modo il Ministero ci chiarisca il dilemma, perché se le cose restano così avremo all’esame due latinisti e grecisti, interno ed esterno, e nessun italianista, tranne il caso fortunato che uno dei due sia competente anche in letteratura italiana moderna e contemporanea; è vero infatti che per la classe 52 è previsto anche l’insegnamento dell’italiano ma questo, come ho detto, si esplica quasi totalmente al biennio, mentre all’esame di Stato il livello delle conoscenze letterarie richiesto è molto più elevato, senza contare la prima prova scritta dell’esame stesso. Staremo a vedere come finirà la cosa, ma per il momento dobbiamo dire che delle due l’una: o al Ministero sono incompetenti a tal punto da confondere le classi di concorso oppure c’è la volontà di imbrogliare gli affari semplici per danneggiare un indirizzo di studi, il Liceo Classico, che non è più nelle grazie di chi, a qualsiasi titolo, detiene una qualche forma di potere.

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11 commenti

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11 risposte a “Le materie dell’esame di Stato 2017

  1. Concordo pienamente con tutte le tue considerazioni: mi è difficile pensare alla buona fede, ma certo, nel caso della scuola, siamo purtroppo da tempo ben abituati a un micidiale mix di malafede e di incredibile incompetenza e leggerezza nel prendere decisioni ai nostri danni, specialmente a spese della scuola liceale, ormai da tempo nel mirino dei politici e dei ‘poteri forti’ da cui sono pilotati. L’esame di stato, poi, è sempre stato il laboratorio prediletto di tutte le più scriteriate sperimentazioni e ‘anticipi’ di riforma. Quello che più sconforta è notare, ogni volta, di fronte a queste assurde riformine l’ignoranza totale della scuola reale da parte di chi le elabora.

  2. teodosio

    Ottime riflessioni. Tre brevi annotazioni in margine:
    1) Potrebbe darsi benissimo che il MIUR si sia sbagliato nell’indicare la classe di concorso A052 e volesse indicare in realtà la A051. Non sarebbe la prima volta. Tra l’altro, le sigle A051 e A052 per gli ultimi concorsi a cattedra sono state sostituite dalle sigle A011 e A013 (mentre A043 è diventata A022 e A050 A12). Sostituzioni che NON hanno nessuna ratio, perché il profilo delle classi di concorso non è cambiato. Servono solo a giustificare l’inutile presenza di decine di burocrati ministeriali, che, non riuscendo a concepire niente di più utile e costruttivo, cambiano solo le sigle e le denominazioni delle classi di concorso.
    2) Osservi giustamente che “veramente la letteratura italiana dell’800 e del ‘900 verrà richiesta da docenti che mai o quasi mai l’hanno insegnata.” Ma temo che quella dell’effettiva competenza degli esaminatori sia una delle ultime preoccupazioni del MIUR. Si consideri che nei ben più delicati concorsi a cattedra, da quando hanno unificato la prova di italiano per tutte e quattro le classi di concorso, il programma di letteratura italiana, anche per chi andrà a insegnare sulla A051 nel triennio dei licei classici, viene richiesto da esaminatori, spesso improvvisati, provenienti esclusivamente dalla A043 o dalla A050, ossia da docenti che probabilmente non insegnano né hanno mai insegnato il Paradiso di Dante!!! In quelle commissioni, infatti, per la parte di italiano non figura NEPPURE un docente della A051.
    3) Scrivi poi: “E poi c’è un altro dilemma: le domande di greco, nella terza prova ed all’orale, saranno formulate dal docente esterno di italiano o da quello interno di latino, visto che appartengono entrambi alla classe 52?” In realtà, nella loro incompetenza i burocrati ministeriali non hanno specificato che la classe di concorso per il docente interno sia necessariamente la A052. Potrebbe benissimo essere la A051, se latino in quella sezione è affidato a un docente di tale classe di concorso. A quel punto, forse (e dico forse) si capirebbe il motivo per cui il commissario esterno di italiano debba appartenere alla A052: in caso contrario, ci sarebbe il rischio che nessuno sia capace di esaminare in greco (non tutti i docenti della A051 sono abilitati anche in greco, e se pure lo fossero non risulta semplice esaminare in una materia così complessa, se si è disavvezzi a insegnarla). Ma tale ipotesi sarebbe troppo indulgente e benevola nei confronti dei sedicenti esperti del MIUR (e in contraddizione con quanto detto prima). La soluzione più semplice sarebbe stata la seguente: commissario esterno di italiano della A051 e commissario interno di latino (e greco) della A052, anche se in quella classe l’insegnamento del latino fosse affidato al docente della A051.

    • Caro Teodosio, io di solito taglio i commenti troppo lunghi, ma il tuo è così perfetto da non potersi scorciare neanche un po’. In effetti le tue considerazioni mi trovano del tutto d’accordo, soprattutto quando parli dell’insipienza dei funzionari ministeriali che, non avendo molto altro da fare, si divertono a cambiare i numeri delle classi di concorso senza mutare nulla nella sostanza. Sul problema della coabitazione tra commissario esterno ed interno al Liceo Classico, trovo che la soluzione più logica e razionale sarebbe stata quella da te proposta al termine del commento, cioè il commissario esterno della 51 e quello interno della 52, anche se non avesse insegnato latino nella classe durante l’anno. Purtroppo però la logica e la razionalità sono oggi diventate merce rara, e nei burocrati queste qualità sono come l’araba fenice, “che ci sia ciascun lo dice / dove sia nessun lo sa.”

  3. Mariateresa Bora

    Ex studentessa del Classico, ormai vecchia, seguo sempre un gioco televisivo nel quale entra la capacità di individuare vocaboli: ebbene, benché appunto vecchia, sono ben più pronta di quasi tutti i concorrenti nell’individuare sinonimi, definizioni etc. Grazie greco! Grazie latino! Grazie ai coraggiosi professori del Liceo Classico

    • In un breve commento lei ha scritto parole bellissime sul greco e sul latino, lingue antiche ma non “morte”, come le chiama chi non le conosce e non ne apprezza il profondo valore formativo. Ma non usi per sé l’aggettivo “vecchia”, che suona male: chi ha interesse per la cultura e tiene la mente in esercizio non è mai vecchio, caso mai è “diversamente giovane”!

  4. Confesso che anch’io di primo acchito non avevo pensato a questa chiave di lettura, ma non sarebbe la prima volta che si cerca una strada subdola per colpire lo studio delle letterature, ma soprattutto delle lingue classiche; la famigerata versione alla 2a prova dell’Aristotele esoterico secondo me mirava anche a quello. Al di là del risibile contenuto (io direi meglio “vuoto”) della delega per la “Promozione della cultura umanistica”, c’è da temere le manovre sotto traccia.
    Lodovico Guerrini

    • Caro Lodovico, ritorna il proverbio di origine manzoniana che ho ricordato nell’articolo: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Troppi sono gli indizi che vanno in quella direzione, e intanto l’ignoranza cresce vistosamente, in tutte le sue forme.

  5. Ogni classe di concorso più alta, all’interno dello stesso ambito disciplinare, possiede i requisiti professionali e i titoli necessari per insegnare in quelle inferiori (si parla a questo proposito infatti di «abilitazioni a cascata» come da D.M. 54/1998) e quindi la classe di concorso più alta in assoluto tra quelle materie letterarie, cioè l’A052, è abilitata all’insegnamento delle materie letterarie in qualsiasi istituto secondario inferiore o superiore e non è assolutamente concepibile il contrario. Nel mio Liceo, l’IISS “G.B. Vico” di Nocera Inferiore ( SA), la Preside Teresa De Caprio ha esplicitato quanto disposto con NOTA MIUR 272 mediante la “verticalizzazione” tra biennio e triennio delle discipline afferenti le classi di concorso A051 ed A052 a partire dall’A.S. 2011/2012. Pertanto attualmente insegno, da ben 5 anni, in un quinto anno di Liceo Classico la disciplina di Italiano su classe di concorso A052 e posso dirmi del tutto tranquilla dell’attuale scelta ministeriale per i prossimi Esami di Stato al Liceo Classico: Commissario esterno di Italiano su cl. conc. A052. Questa la mia testimonianza!
    Prof.ssa Angelina Sessa -Docente di lettere, latino e greco
    https://www.facebook.com/angelina.sessa

    • Gentile collega, mi perdonerà se ho tagliato tutta la prima parte del suo commento, ma si trattava di precisazioni tecniche e legali che esulano un po’ dal tono e dall’interesse dei lettori di un blog. Quanto a quello che dice in fondo sulla classe A052 che può insegnare le materie letterarie in qualsiasi liceo, e quindi anche italiano nel triennio del Classico, sono perfettamente d’accordo: infatti anch’io, per il medesimo motivo, insegno italiano in una quinta liceo Classico e quindi, se fossi membro esterno, non avrei problemi a fare il commissario di italiano in un altro liceo. Questo non toglie però che la grande maggioranza dei colleghi della A052 insegnano o soltanto latino e greco al triennio oppure italiano, latino, greco e geostoria (che parolaccia!) al biennio, cioè al ginnasio. Per costoro, se nominati come membri esterni di italiano sarà un problema dover richiedere agli alunni la letteratura italiana ed il Paradiso di Dante, che magari non leggono dai tempi in cui erano studenti universitari o forse addirittura liceali. Non è quindi illegale la scelta fatta dal Ministero, ma è comunque strana e alquanto inopportuna.

  6. Alessandra

    Geostoria??? Non ci posso credere. Quando andavo al ginnasio, la professoressa di latino e greco insegnava anche italiano, storia e geografia. Facemmo tutta la storia del vicino oriente e Grècia in quarta, tutta la storia di Roma in quinta; tutta la geografia dell’Europa e del mondo tra quarta e quinta. Leggemmo e commentammo I promessi sposi per intero. Se ci penso… In quarta eravamo in trenta, in quinta solo quindici. Che tempi.
    Un caro saluto
    Alessandra Marcia

    • Pensi che adesso qui da noi, con la “geniale” riforma Gelmini, le due materie di storia e geografia sono state accorpate in un’unica materia, ed è stato coniato anche il termine “geostoria”, un vero mostro linguistico. I tempi che lei ricorda non ci sono più: adesso non esiste l’insegnante unico del ginnasio, le ore di lettere sono state ridotte da 18 a 16 e si fa quindi meno italiano e meno geografia. Aggiungendo il fatto che alla scuola media non si studia più la storia antica, gli alunni arrivano al liceo digiuni praticamente di tutto quel che riguarda il mondo classico. E di selezione se ne fa pochissima: spesso gli insegnanti del ginnasio tendono a promuovere cani e porci, lasciando la patata bollente nelle mani dei colleghi del triennio.

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