Il mio blog nel 2017

Ormai questo mio blog esiste dal febbraio 2012, cioè da quasi cinque anni. In tutto questo tempo la sua visibilità è aumentata nettamente, perché si è passati dalle 30/40 visite al giorno (in media) dei primi anni alle 150/200 di oggi, con forti rallentamenti però nei periodi delle ferie estive ed in quello delle feste natalizie. Ciò nonostante non posso essere contento di come vanno le cose, non solo perché mi aspettavo una maggiore diffusione e conoscenza del mio blog, ma anche e soprattutto per i commenti: molti articoli, infatti, ne sono rimasti del tutto privi ed altri ne hanno avuti comunque pochissimi. Sembra che i lettori si limitino ad uno sguardo frettoloso sugli argomenti che tratto, ai quali evidentemente non sono abbastanza interessati o non vi si sentono abbastanza coinvolti, visto che ci sono periodi in cui registro circa 200 ingressi al giorno sul blog senza che mi arrivi nessun commento. Quale può essere la ragione di ciò? Me lo sono chiesto più volte, anche tenendo conto del fatto che altri blog, che trattano argomenti molto più futili o sono semplici diari personali, ricevono molti più commenti del mio; forse quindi debbo pensare che il popolo di internet, nella sua maggioranza, abbia bisogno di leggere banalità per condividere un’opinione, mentre le riflessioni di ordine politico, letterario o comunque culturale non interessino quasi a nessuno. E’ una conclusione molto triste, questa, ma viene spontaneo di pensarla, visto che di spiegazioni alternative non riesco a trovarne.
Le prospettive per il futuro, con queste premesse, non sono molto allettanti, e non so quindi per quanto tempo ancora continuerò a tenere ed aggiornare questo blog, un’attività che comunque richiede tempo e fatica; e quando si prende qualche iniziativa bisogna avere un motivo per cui il gioco valga la candela, altrimenti è meglio chiuderla. Basandomi su queste considerazioni, tuttavia, ho deciso di continuare ancora un po’ con il blog, diciamo per il nuovo anno 2017, dopo di che deciderò se chiuderlo o proseguire ancora. Nel corso dell’anno nuovo, pertanto, continuerò ad aggiornarlo con una cadenza all’incirca settimanale, tenendo conto anche degli impegni di lavoro. Gli argomenti saranno ancora quelli che ho trattato fino ad oggi, perché di quelli mi intendo e suscitano il mio interesse; giudico perciò inutile e dannoso avventurarmi in questioni di cui non ho competenza solo per avere più lettori o più commenti.
Le questioni scolastiche saranno ancora al centro del mio blog, perché alla scuola ho dedicato tutta la mia vita professionale; e mi sembra giusto farlo più che mai adesso, quando cioè sono entrato nell’ultima fase della mia attività di docente, destinata a chiudersi con il pensionamento il 31 agosto del 2018. Proprio in questo periodo, avvicinandomi al momento in cui dovrò lasciare la scuola, sento la necessità di mettere la mia esperienza a disposizione dei lettori, in particolare di chi come me vive la meravigliosa esperienza dell’insegnamento: molte cose ho ancora da dire, molte opinioni da esprimere sia a livello individuale che in generale sulle condizioni del nostro sistema educativo e delle politiche scolastiche del nostro Ministero. Continuo a pensare che chi vive da quasi quarant’anni la realtà scolastica possa ancora dire qualcosa che sia utile ai colleghi più giovani, se vogliono servirsene. Ciò non esclude ovviamente che il blog possa e debba trattare anche altri argomenti: la politica del nostro Paese ad esempio, sempre più deludente e tuttavia da non trascurare, perché tutto ciò che noi vediamo ed operiamo in società è politica o dipende da essa. Oltre a ciò, riprenderò anche a parlare di arte, di musica e di letteratura in particolare, con osservazioni e recensioni sui classici e sugli autori a me più cari. Sotto questo profilo sono particolarmente dispiaciuto del fatto che sono stati proprio questi contributi ad avere meno lettori e meno commenti: l’ultimo post infatti, del 27 dicembre scorso, parlava di Dante e del modo con cui egli tratta alcune figure di donne incontrate nella Divina Commedia. A me sembrava e sembra di straordinario interesse, eppure nessuno fino ad oggi lo ha commentato e pochissimi lo hanno letto. Per dare ragione di questa trascuratezza ho dato la colpa alle feste natalizie, che hanno certamente distratto l’attenzione dei pochi frequentatori di questo blog; e questa mi è parsa la spiegazione più probabile e più accettabile, piuttosto che indicarne un’altra che non voglio dire per non perdere del tutto la speranza, da me sempre nutrita, che la cultura interessi ancora a qualcuno, in questi nostri tempi sempre più segnati dall’ignoranza e dall’analfabetismo di ritorno.

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17 commenti

Archiviato in Arte e letteratura, Attualità

17 risposte a “Il mio blog nel 2017

  1. Nicola

    Secondo me molti articoli relativi alla cultura, non vengono commentati non solo per disinteresse, ma per paura di scrivere cretinate. Per quanto mi riguarda, mi sento più ferrato sugli argomenti inerenti all’attualità politica. Comunque mi dispiacerebbe se dovesse chiudere il blog, sarebbe un peccato e un perdita per tutti quanti noi. Spero che in questo 2017 lei possa raccogliere quelle soddisfazioni che la portino a proseguire questa sua attività. Anche perchè con la pensione che si avvicina, di tempo a disposizione ne avrà teoricamente di più.

    • Per il momento non ho intenzione di chiudere, continuerò certamente per tutto il 2017, salute permettendo. Mi pare però che anche Lei sia d’accordo sul fatto che gli argomenti culturali interessino meno rispetto ad altri, e questo a me non pare un buon segno.

  2. Tutti i blog vivono in una sorta di limbo e ciò dipende non dalla qualità dei post, ma dalla concorrenza dei social, in primis FB. Si preferisce alla riflessione il consumo veloce dei contenuti, che, se banali e polemici, attirano ancora di più.
    Personalmente alcuni suoi post sono così completi che non necessitano di commenti, ma questa è la mia visione. Concordo sul fatto che in generale la cultura, anziché attrarre, respinge. I tempi storici, sicuramente.
    Per restare sul personale, prendo atto che lei non hai mai lasciato uno straccio di commento al mio blog, ammesso che abbia dato uno sguardo ai contenuti di vario tipo che “pubblico”. Ogni blog ha una propria fisionomia: chi l’ha detto che debbano diffondere cultura o essere un diario personale? Ciascuno sceglie liberamente cosa scrivere e cosa leggere, appunto per questo chiunque può tenere un blog.

    • Lei ha scritto molte cose in questo suo commento, e tutte interessanti. Sono d’accordo anch’io che la concorrenza dei social influisca molto, anche perché di consumo più veloce e quindi più adatti ad una società “mordi e fuggi” come l’attuale; e concordo con lei anche sulla libertà assoluta dei blog e sul fatto che non c’è alcuna necessità ch’essi diffondano la cultura, ma io l’ho impostato in questa maniera e avrei gradito una maggiore partecipazione attiva dei lettori, tutto qua.
      Quanto al suo blog, l’ho visitato più volte e ne ho ammirato la cura e l’aspetto. ben tenuto anche mediante molte immagini, che invece io impiego con estrema cautela perché preferisco dare la preferenza al testo. Non l’ho commentato finora ma lo farò sicuramente; intanto l’ho collocato tra i blog che seguo (sulla colonna di destra) e spero che ciò contribuisca a farlo conoscere ulteriormente.

  3. Lucia

    Caro professore, secondo me e’ utile che lei continui il suo blog proprio per l’esperienza che ha acquisito nei suoi anni di lavoro… in qualche modo si e’ risposto nel suo post. Comunque riguardo i commenti, non saprei cosa dirle in realta’ perche’ per quanto mi riguarda, a volte avevo commentato e gli avevo scritto in privato per dei consigli. Forse c’e’ da dire che magari anche se si legge e si ritiene interessante la sua riflessione, non si ha voglia di commentare perche’ assuefatti ormai da notizie, articoli di ogni genere…

  4. Selvatica

    Ha ragione, Professore. Io la leggo spesso e molto volentieri. Non significa non leggerla, se non lascio commenti. Da parte mia il suo blog riscuote sempre grande interesse. Per favore, continui a pubblicare le sue idee e le sue esperienze, per me assai preziose. Buon anno 2017.

    • Ringrazio congiuntamente le due signore, Lucia e “Selvatica” per le loro parole gentili. Continuerò a pubblicare articoli, e anche se non riceverò loro commenti mi piacerà figurarmele mentre leggono il mio blog con interesse e competenza.

  5. IN CAUDA VENENUM

    Caro Prof.,
    Non ho compreso a chi sia rivolto in particolare il suo rammarico. Gli argomenti che lei tratta sono principalmente di interesse del mondo della scuola. Noi genitori impegnati in attività diverse ci interessiamo dei problemi scolastici finché i nostri figli sono in età scolare.
    Ho avuto modo di scoprire il suo blog solo perché disperato per il comportamento degli insegnanti. Cercando aiuto in internet per capire la mentalità del mondo della scuola, in particolare degli insegnanti che sono sempre in cattedra sia che abbiano a che fare con i ragazzi che con i genitori, mi sono imbattuto nel suo blog che leggo puntualmente ed ho passato in rassegna anche gli articoli degli anni precedenti.
    L’articolo su Dante l’ho molto apprezzato. Essendo solo un orecchiante non sono in grado di fare critica. Ne ho fatto una copia e l’ho consegnata a mia figlia studentessa di liceo classico (frequenta il primo anno del triennio) nella convinzione che gli possa tornare utile.
    Le chiedo: i suoi studenti e relative famiglie frequentano il suo blog? Gli insegnanti del suo liceo e di altri licei conoscono e frequentano il suo blog?
    Questo è solo un piccolo contributo provocatorio.
    La saluto cordialmente.

    • Il mio rammarico non è rivolto a nessuno in particolare, ma solo al fatto che debbo constatare come gli argomenti culturali interessino al pubblico meno di quelli fatui e banali, di cui abbonda la rete internet.
      Quanto al suo caso, mi dispiace che abbia degli insegnanti un’opinione così negativa; forse si tratta della sua esperienza personale o di quella di sua figlia, ma occorre tener presente che la ragione non è mai da una parte sola, e forse anche studenti e genitori dovrebbero fare qualche sforzo per comprendere le difficoltà e lo stress di cui sono spesso vittime i docenti a causa della complessità del loro lavoro.
      La ringrazio per aver apprezzato le mie semplici riflessioni su Dante.
      Per quanto riguarda la sua domanda finale, posso dirle che il mio blog nel mio territorio è abbastanza seguito, e a volte ho ricevuto dai colleghi anche aspre critiche per ciò che ho scritto; ma anche questo fa parte del gioco, perché chi si espone e parla sinceramente non può attendersi di restare simpatico a tutti.

  6. Paol

    Salve professore. La invito a proseguire la sua attività su questo blog, che trovo molto interessante; le consiglio di non considerare l’assenza o la scarsità di commenti come un indice di disinteresse. Anche solo la lettura di uno dei suoi post è efficace, perciò posso comunque garantirle che Lei raggiunge il suo scopo. Quanto afferma sulla cultura purtroppo è vero, ma è importante rimarcare che c’è ancora qualcuno che è interessato, e che vuole pensare con spirito critico. Apprezzo la scelta di scrivere articoli di politica scolastica, invitandoLa a continuare a condividere le sue opinioni e le sue esperienze. I migliori auguri per un sereno 2017!

    • La ringrazio per le sue parole. Per il momento non chiudo il blog, però è vero che altri blog, che magari trattano di moda o di sballo giovanile, ottengono molti più commenti. Il problema sono anche gli articoli vecchi, che non sono più visibili e che invece sarebbero più interessanti di quelli recenti. Sto pensando ad un modo per richiamarli e farli vedere di nuovo ai lettori. Le ricambio gli auguri per il nuovo anno.

  7. Samuele

    Gentile professore,
    Frequento il secondo anno di liceo classico a Modena.
    Volevo innanzitutto farle i complimenti per il suo bel blog, del quale sono un lettore abbastanza accanito.
    Lo ammetto, è il primo commento che lascio; non sono abituato a lasciarne un po’ perché — ha ragione — anche io, ‘barbaricamente’ (mi perdoni la citazione Baricchiana, non è certo il mio autore preferito), tendo a leggere gli articoli velocemente, a volte pure con un po’ di, ahimè, superficialità; ma anche e soprattutto perché ho paura di scrivere fesserie, essendo io, come ha potuto capire, piuttosto giovane e non avendo (ancora, spero…) il bagaglio culturale necessario per rispondere coerentemente a molte sue riflessioni.
    Ho incontrato molti bravi professori lungo il mio cammino scolastico, e spero di incontrarne ancora; proprio per merito loro credo di sentire una vocazione verso quella nobile e faticosa professione che è l’insegnamento. Pur giovane, lo ritengo il cammino giusto per me, anche se conosco le sue difficoltà e le sue continue sfide; d’altra parte però sono molto scoraggiato dalla presunta impossibilità di ottenere un posto, che tutti mi ricordano quando gli rivelo questo mio sogno…
    Io certamente continuerò a studiare ciò che mi piace, ma posso serbare qualche speranza in un futuro da insegnante?
    Mi scusi se sono andato clamorosamente fuori tema… Continuerò a seguire il suo blog, cercherò di leggere sempre con spirito critico e attenzione e di lasciare più commenti, anche non essendo completamente ferrato in qualche argomento.
    Cari saluti e buon 2017

    • Caro Samuele, grazie per il tuo commento. Al proposito ti dico che quando hai desiderio di intervenire sul blog fallo pure, senza timore di dire fesserie: un ragazzo che ha scelto il liceo Classico e che è capace di fare le considerazioni che tu fai, non può dire stupidaggini, al massimo chiederà spiegazioni per qualcosa che non sa, ma anche questo è indice di vera curiosità intellettuale. Quanto al tuo desiderio di diventare insegnante, io non voglio illuderti ma neanche distruggere a priori il tuo obiettivo; credo infatti che nella vita sia assolutamente necessario seguire le proprie inclinazioni, perché solo così si riesce a realizzare ciò che si desidera. Non farti attrarre dal miraggio del guadagno, considerato anche che oggi nessuna facoltà universitaria dà più la certezza dell’impiego, e allora tanto vale fare ciò per cui si è portati. L’ambiente della scuola è imprevedibile sotto questo aspetto; se è vero infatti che tanti hanno aspettato molti anni prima di sistemarsi, è vero anche che in certi insegnamenti (ad es. il latino e greco nel liceo Classico) spesso i docenti mancano e si è dovuto persino far ricorso, per le supplenze, a giovani appena laureati.

  8. IN CAUDA VENENUM

    Gli articoli vecchi. Li ripubblichi. In particolare quelli dove parla di uso del cellulare/smart phon e spieghi agli insegnanti che, anziché leggere il giornale durante i compiti in classe, vigilino che nessuno copi per riuscire così a rendersi conto del livello raggiunto da “tutti” gli allievi nell’apprendimento.
    Nonostante lei mi consideri un “cattivo” interlocutore la saluto con simpatica cordialità
    .

    • In effetti sto pensando ad un sistema per rendere più facilmente accessibili gli articoli di qualche anno fa, che hanno trattato argomenti ancora attuali e che meriterebbero forse più attenzione e qualche commento in più di quelli che hanno ricevuto. Non ho ben capito la sua ultima affermazione: gli interlocutori per me sono tutti graditi, mi auguro anzi di averne di più, ed è proprio per questo che mi sono lamentato dello scarso numero dei commenti.

  9. Alessandra

    Caro professore, la scoperta del suo blog è stata per me una porta aperta alla realtà scolastica che più di tutte mi manca: quella del liceo classico. La mia scuola! Il luogo dove ho imparato a dar senso alla vita. E non sto esagerando. I classici mi hanno “salvato” l’adolescenza. Ora che lavoro nell’ambito docente spagnolo, assolutamente meschino per quanto riguarda gli studi umanistici, la mia nostalgia è aumentata oltre misura. Leggere i suoi articoli è una specie di toccasana. Buon anno da Barcellona.
    Alessandra

    • Le ricambio di cuore gli auguri e la ringrazio per le sue gentili parole. Mi fa piacere sentire qualcuno che dà un giudizio così lusinghiero sui classici e sul nostro Liceo, che resta ancora uno dei pochi fari di luce all’interno di questa società dove domina purtroppo il buio dell’ignoranza.

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