Il dibattito sulla seconda prova del Liceo Classico

Dopo aver commentato negativamente, dal mio punto di vista, la scelta del MIUR di assegnare come seconda prova dell’esame di Stato del Liceo Classico un lungo e non facile brano di Isocrate, vorrei esprimere la mia opinione su un dibattito che si è riacceso in questi ultimi tempi, quello cioè sull’utilità delle traduzioni fatte dagli studenti e, di conseguenza, sulla necessità di cambiare o meno la suddetta prova d’esame. Questa, lo sottolineo, consiste per i ragazzi del Liceo Classico in una traduzione pura e semplice, buttata là dal Ministero e non contestualizzata, che è rimasta, sottolineo ancora, invariata per quasi un secolo (dalla riforma Gentile del 1923), mentre in tutti gli altri Licei vi sono state variazioni e possibilità di scelta da parte degli studenti tra due problemi, due temi o alcuni quesiti. Chi ha seguito questo dibattito, anche sul gruppo Facebook “Il greco antico” cui anch’io sono iscritto, sa che gli argomenti in campo sono due, perché, oltre alla questione della prova del Classico, ci si è spinti a parlare dell’utilità della traduzione dalle lingue classiche in generale.
Ai poli opposti della questione stanno due eminenti personalità della cultura italiana: il filologo Maurizio Bettini, direttore dell’Istituto AMA (antropologia del mondo antico) dell’Università di Siena, che ha pubblicato un articolo su “Repubblica”, e la scrittrice ed ex insegnante liceale Paola Mastrocola, che ha replicato a sua volta sul “Sole 24 ore”. Altri studiosi hanno detto la loro opinione, ma sarebbe troppo lungo enumerarli tutti. Mi riferirò quindi solo a questi due ed alle loro argomentazioni.
Tanto per chiarire, Bettini non ha mai affermato che l’esercizio di traduzione non serva o che vada abbandonato. Ha soltanto detto che la sola traduzione, tra l’altro di un brano sconosciuto e messo davanti agli studenti la mattina dell’esame, non deve essere l’unico parametro per valutare le loro competenze della materia; se proprio si vuole che i ragazzi traducano un brano di greco, lo si proponga più breve di quello assegnato e gli si affianchino domande di stile, di cultura greca o latina, dalle quali emergano le conoscenze dello studente non limitate al puro aspetto linguistico. La Mastrocola ribatte, anche con il titolo provocatorio del suo articolo (Contro la scuola facile) che così facendo si impoverisce il contenuto dell’esame, lo si rende troppo semplice e banale, togliendo alla scuola uno dei pochi esercizi “difficili” e quindi formativi che ancora vi rimangono, cioè la traduzione. E fa paragoni poco pertinenti, quando ad esempio dice che cambiare la seconda prova del Classico equivarrebbe a ciò che fanno in certe città inquinate dallo smog, dove, invece di rendere l’aria più salubre, abbassano la soglia di pericolo.
Tra queste due posizioni contrastanti io abbraccio totalmente la prima, e per diverse ragioni. Anzitutto la Mastrocola interpreta male le affermazioni di Bettini in quanto le vede come un invito ad abbandonare lo studio linguistico e l’esercizio di traduzione, cosa che lui non ha mai affermato. E’ chiaro che nel Liceo Classico si deve continuare a studiare grammatica greca e latina ed a fare traduzioni, ma è certamente eccessivo fondare la valutazione di uno studente soltanto su queste capacità; perché è vero che esiste anche la terza prova e l’orale dove emergono altre competenze, ma la prova scritta conta da sola 15 punti, che incidono non poco sul voto finale. Non si tratta quindi di abolire lo studio linguistico, ma solo di integrare la traduzione della prova d’esame con altre domande ed esercizi, con una contestualizzazione del testo proposto che permetta allo studente di ragionarvi sopra, di comprendere ciò che ha tradotto e di collocarlo nel contesto storico e culturale in cui quell’autore si è espresso. Non mi sembra affatto una facilitazione, è invece la richiesta di una comprensione più completa ed esaustiva. Del resto, aggiungo io, è più facile che negli anni futuri gli studenti ricordino il pensiero di Orazio o di Isocrate piuttosto che l’ablativo assoluto o l’aoristo passivo.
Bisogna però dire che Bettini è un professore universitario che non conosce molto la realtà dei Licei, mentre la Mastrocola è stata sì un’insegnante, ma adesso è in pensione da tempo e fa la scrittrice; non è in quindi in contatto diretto con la scuola, ed in più mostra di avere di essa una concezione romantica e idealizzata che non corrisponde alla verità. E qui mi inserisco io con le mia argomentazioni. Tutti noi vorremmo la scuola ideale, quella in cui gli studenti sanno tradurre benissimo dal greco e latino, sanno risolvere i più astrusi problemi di matematica, parlano perfettamente inglese, sono veri e propri programmatori informatici e via dicendo. Ma purtroppo non è così, la realtà è molto diversa da quella ideale che la Mastrocola ha in mente. Oggi i ragazzi arrivano ai Licei che spesso non sanno neppure cosa siano il soggetto e il complemento, come in matematica spesso non sanno neanche le tabelline. Come è possibile in cinque anni trasformarli in geniali traduttori, considerato anche tutto il tempo che perdiamo in assemblee, gite, conferenze, vacanze e chi ne ha più ne metta? Dirò anzi di più: che con questa buffonata dell’alternanza scuola-lavoro, d’ora in poi gli studenti impareranno anche meno delle discipline tradizionali, perché avranno oggettivamente meno tempo da dedicare allo studio. Riguardo al latino ed al greco, di cui mi intendo un po’ perché li insegno da 36 anni, c’è anche altro: la presenza di internet è stata micidiale per queste discipline, non solo perché i ragazzi non esercitano più le qualità d’intuito, di riflessione e di ragionamento, dato che al minimo dubbio c’è Wikipedia che soccorre e che offre tutto bello e pronto senza doverci arrivare col proprio cervello, ma anche perché proprio le traduzioni, che la Mastrocola ama tanto, vengono ormai scaricate e copiate da certi siti (che io chiamo siti canaglia) che le mettono a disposizione gratis e senza alcuno sforzo. In queste condizioni, come si può pretendere che degli studenti che ormai non traducono più autonomamente nonostante i richiami continui dei docenti (vox clamantis in deserto) e che non hanno neanche adeguate basi linguistiche di italiano, possano tradurre con precisione sintattica e terminologica testi come quello proposto (anzi imposto) quest’anno, il quale, pur non essendo difficilissimo, era però largamente al di sopra della portata della maggior parte dei ragazzi. Continuare a pretendere quello che gli studenti non possono più dare è una follia, secondo me; e quindi la seconda prova scritta del Liceo Classico va assolutamente modificata. Altrimenti è facile prevedere cosa succederà: che gli studenti riusciranno a copiare ugualmente, nonostante il minaccioso divieto di usare i cellulari durante l’esame (una grida manzoniana) oppure i professori faranno la traduzione al posto loro. Questo sta già avvenendo, e così l’esame di Stato si trasforma in una farsa senza alcun valore. Meglio allora abolire del tutto questi esami, anziché far credere ipocritamente che si sta facendo una cosa seria. Inutile pretendere quello che non si può avere. Questa è la realtà: la traduzione dal latino e dal greco è ormai un lavoro da esperti filologi, non da studenti liceali. Quindi delle due l’una: o si rimette il latino alle medie, si fa studiare seriamente la grammatica italiana, si aumentano le ore destinate alle discipline classiche, si abolisce l’alternanza scuola-lavoro, si ritorna – in una parola – alla scuola prima del ’68, oppure si smette una buona volta di vivere tra le nuvole e immaginare una realtà che non esiste.
Ribadisco tuttavia che io non intendo affatto proporre uno svilimento dello studio delle lingue classiche e dell’attività di traduzione nel corso del quinquennio, che anzi secondo me va potenziato, anche perché sappiamo che per intendere veramente ciò che i classici hanno detto e ancora ci dicono occorre leggerli nella loro lingua: un Lucrezio, un Orazio, un Virgilio in traduzione perdono almeno il 90 per cento del loro valore letterario ed artistico. Ma anche qui c’è un però. Nel Liceo Classico è indubbio che si debba agire così, ma negli altri Licei, dove il greco non c’è e dove il latino è ridotto a poche ore e studiato superficialmente e di malavoglia, forse sarebbe il caso di ripensare all’utilità dello studio grammaticale e prevedere anche l’esistenza di corsi liceali dove il latino (e perché no anche il greco) vengano insegnati a livello di storia letteraria e di lettura di classici nella sola traduzione. Anche questo sarebbe utile, a mio giudizio. Che ci sarebbe di male se gli studenti dello Scientifico o del Linguistico leggessero Omero, Euripide, Seneca e Tacito in traduzione? In fondo tutti noi abbiamo letto romanzi tedeschi o russi senza conoscere il tedesco o il russo, li abbiamo letti in traduzione. Certo non abbiamo colto tutte le sfumature del messaggio che promana da quelle opere, ma ne conosciamo almeno il contenuto, riusciamo a comprendere loro tramite molti aspetti della loro epoca e della loro civiltà. Perché non fare lo stesso anche con il latino? In quei licei in cui il latino c’è ufficialmente ma di fatto è trascurato a volte anche dagli stessi insegnanti, non è forse meglio leggere tutta l’Eneide in traduzione piuttosto che duecento versi in lingua sbuffando e imprecando? Io mi pongo di queste domande, e credo sarebbe l’ora che se le ponesse anche chi di dovere, anziché gettarci addosso a ogni cambio di governo riforme malsane e compilate da chi di scuola non ha alcuna competenza.

Annunci

6 commenti

Archiviato in Attualità, Politica scolastica, Scuola e didattica

6 risposte a “Il dibattito sulla seconda prova del Liceo Classico

  1. Alessandra

    Caro professore,
    Certamente le cose stanno così… Ricordo ancora i bei tempi del Liceo… Allora si traduceva con molto impegno. Però oggi i ragazzi (e non solo loro) vivono nella “dispersión” più assoluta a causa delle nuove tecnologie che, in questo senso, fanno più male che bene. Dobbiamo adattarci ai tempi. Con questo non voglio dire che si debba lasciar perdere e trasformare la scuola in un luna park. Ci mancherebbe! Le consiglio di cercare su internet le prove d’esame di latino e di greco che affrontano gli studenti catalani. Vedrà che, nonostante tutto, la traduzione c’è… Però ci sono anche altri tipi di esercizi. Il livello di difficoltà è infimo. Ma non ci faccia caso. Pensi che in Spagna las letras sono considerate materie di studio per ragazzi dalle poche capacità intellettuali. Sic.
    Cordiali saluti
    PS: exámens de selectivitat llatí

    • Gentile Alessandra, sono contento di avere corrispondenti anche all’estero, che mi informino su come va la scuola negli altri paesi europei. Da quel che mi dice non sembra che in Catalogna (e in Spagna in generale) vi sia molta considerazione per le discipline letterarie; eppure la Spagna ha avuto una grande letteratura ed una tradizione umanistica di rilievo. Bisogna dire quindi che oggi la decadenza è ovunque, perché la tecnologia e l’economia di mercato hanno stravolto tanto le coscienze da far credere che si debba studiare solo ciò che è immediatamente “utile”, tralasciando ciò che è bello e artistico. Mala tempora currunt!

  2. Rodolfo Funari

    Caro Massimo, approvo ciò che scrivi; la tua argomentazione mi sembra pienamente di buon senso e indica le reali soluzioni ai problemi. Ma pongo una domanda: dove è finito il sano buon senso comune oggi? Per non parlare di quello che una volta si chiamava il retto lume della ragione naturale …

    • Il buon senso è merce rara, caro Rodolfo, e si ha un bel da fare per trovarlo nelle stanze del comando… In questo articolo io ho descritto la situazione reale degli studenti di oggi perché ho a che fare con loro tutti i giorni e sono in contatto con colleghi di altri Licei, i quali mi dicono che anche da loro le cose stanno allo stesso modo, se non peggio. Intendiamoci: io non sono affatto contento dell’impreparazione degli studenti attuali, che poi non ne hanno interamente la colpa; ma visto che la situazione è quella che è,, mi è sembrato logico proporre delle modifiche che si adattino alla realtà dei fatti. Tutto qua.

  3. Stefano

    Caro Massimo (mi permetto la confidenza perché sono un collega, anche se non ci conosciamo), ho molto apprezzato il tuo intervento sul dibattito sul classico perché entra nel merito a partire dall’esperienza concreta, tenendosi alla larga dai deliri ideologici che ultimamente ho letto troppo spesso.
    Mi trovo proprio quest’estate a lavorare su un’ipotesi di programmazione sperimentale di latino al liceo linguistico, dove, come saprai, i riformatori hanno pensato di inserire questa disciplina al biennio per due ore alla settimana, chiedendo peraltro di fare un po’ di tutto: grammatica, cultura, linguistica storica… Come dare un senso allo studio del latino in questo indirizzo, con questo monte-ore, nel 2016? Non è semplice rispondere a queste domande, a meno che non ci si accontenti dei soliti luoghi comuni. Ma vale la pena di provarci, se si ha davvero a cuore la cultura classica.
    Grazie del conforto che il tuo articolo mi ha trasmesso.

    • Caro collega Stefano, io non ho mai insegnato in un linguistico ma ne conosco i caratteri e i problemi perché nel mio Istituto, piuttosto grande, è presente anche questo indirizzo. Credo che fare una programmazione di latino per soli due anni e con un monte-ore così ristretto sia molto difficile, per non dire proibitivo. So che con questa mia idea trovo e troverò molte opposizioni, ma io suggerirei ai legislatori di sostituire il latino con una materia generalizzante denominata “civiltà classica”, con la quali si studino gli aspetti più importanti del mondo greco e romano (storia, civilizzazione, usi e costumi ecc.) e si leggano i classici in traduzione, evitando del tutto lo studio della lingua. In questo modo si eviterebbe l’affannarsi penoso di docenti e studenti per imparare grammatica e sintassi, un’impresa che è già difficile nel liceo classico, figuriamoci nello scientifico e sopratutto nel linguistico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...