Corsi di recupero e lezioni private

In questo periodo, dopo la distribuzione delle pagelle del primo quadrimestre (o trimestre), gli alunni in difficoltà con alcune materie debbono pensare a come recuperare le loro lacune, o almeno debbono pensarci le scuole che frequentano oppure i loro genitori. Esistono oggi due metodi per affrontare il problema: i corsi di recupero organizzati dagli Istituti di istruzione, di solito limitati a poche ore, e le lezioni private, a cui molte famiglie ancora ricorrono. Il primo metodo ha il vantaggio di non costare nulla alle famiglie, ma è anche molto meno efficace: cosa si può recuperare, nei casi di gravi insufficienze dovute a lacune pregresse da anni, in poche lezioni collettive tenute a scuola da insegnanti a cui spesso, per motivi organizzativi, vengono affidati allievi provenienti da classi di più corsi e con programmi e necessità del tutto differenti? Il più delle volte il corso di recupero organizzato dalla scuola è un palliativo, un’operazione pro forma che è richiesta dalle norme vigenti ma che oggettivamente risolve poco o nulla, ma mette l’Istituto al riparo da eventuali ricorsi delle famiglie in seguito alle bocciature. A partire da quest’anno scolastico, tuttavia, si è potuto almeno in parte limitare questa patente inefficienza del sistema dell’istruzione; poiché infatti sono stati nominati in ruolo i docenti del cosiddetto “organico potenziato” (la famosa fase C), i quali non hanno una cattedra loro e spesso passano il tempo a giocare con il cellulare nei corridoi, si è fatto talvolta ricorso a costoro per prolungare la durata dei corsi di recupero e dare quindi a questi ultimi una maggiore incidenza sul percorso formativo degli alunni. Nella mia scuola l’abbiamo fatto, e sono certo che abbiamo fatto bene; ciò non toglie però che, in molti casi, questi colleghi continuino le loro chiacchiere in sala professori mentre noi, docenti di vecchia nomina, siamo costretti a tenerci le 18 ore di lezione, correggere i compiti, partecipare alle riunioni collegiali ecc. ecc. Questa palese ingiustizia dovrà essere risolta in qualche maniera, e speriamo proprio che fin dal prossimo anno scolastico a questi giovani colleghi siano assegnate classi vere e proprie, magari togliendo qualche ora di lezione a noi “vecchi” e destinandoci ad altre mansioni. Non si lamentano forse tutti che in Italia abbiamo la classe docente più vecchia del mondo? Allora lasciamo spazio ai nuovi professori e dividiamo il lavoro fra tutti; così avremo una ventata d’aria fresca nella nostra scuola, che pare averne tanto bisogno.
Ma non allontaniamoci troppo dall’argomento. Il secondo metodo per superare le lacune degli studenti è il ricorso alle lezioni private, una pratica più costosa per le famiglie, ma a certe condizioni molto più efficace. Va detto anzitutto che nella lezione privata il rapporto è individuale, non collettivo, e quindi il professore può seguire passo passo il percorso dell’alunno, rendersi conto esattamente delle sue lacune (che sono certo diverse da quelle di altri) e individuare una strategia efficace per affrontare il problema. Ciò non significa ovviamente che le lezioni private diano sempre buoni risultati: nella mia lunga esperienza di docente di materie che molto spesso necessitano di questo tipo di aiuto (latino e greco), ho constatato che in alcuni casi il lavoro privato dello studente ha determinato un sensibile miglioramento nel suo rendimento scolastico, in altri invece tutto è rimasto come prima, con ovvio senso di delusione per la famiglia, che ha speso soldi inutilmente, e per il docente stesso che ha impartito le lezioni. Le ragioni dell’insuccesso delle lezioni private sono sostanzialmente due: l’inadeguatezza del docente o quella dello studente. La prima delle due è tutt’altro che rara, perché è molto difficile oggi reperire professori che sono veramente competenti nelle lingue classiche e che sappiano instaurare con l’allievo un vero rapporto di fiducia e di cordialità: alcuni non sono in grado di risollevare l’autostima del ragazzo, che è la chiave di volta per ottenere buoni risultati in questa attività, altri non seguono la strategia corretta e assegnano esercizi di dubbia utilità, altri ancora si trovano essi stessi in difficoltà davanti ai testi greci e latini. Ma l’inadeguatezza può essere anche nello studente, o per scarse capacità (ed allora qualunque rimedio è inefficace) o per mancanza di impegno e di fiducia in se stesso. Molti studenti vanno a lezione privata senza un vero proposito di superare le lacune, o soltanto perché i genitori ve li costringono, o privi della fiducia nelle proprie possibilità di recupero. E quest’ultimo caso è il peggiore, perché la mancanza di autostima nei giovani è devastante, e si sa che chi parte sconfitto ha già perduto in partenza. Compito degli adulti che sono a contatto dello studente (il docente curriculare, i genitori, il professore che impartisce le lezioni private) è quello di risollevarne il morale, far capire al ragazzo o alla ragazza che nulla è perduto se si è ricevuto un voto negativo, che c’è sempre la possibilità di migliorare, che non conta la media matematica degli esiti scolastici ma il progresso che l’alunno fa registrare nella disciplina, che il voto non è un giudizio sulla persona. I risultati scolastici dipendono sì dalle capacità e dall’impegno, ma anche dall’atteggiamento mentale con cui lo studente si pone dinanzi ai suoi compiti. La scuola deve essere vissuta con serenità, non come un fastidio o una condanna, altrimenti ben poco se ne ricava..
Le lezioni private possono essere molto efficaci se impartite con competenza e seguite con entusiasmo e serietà da parte degli alunni. Occorrerebbe però, tanto per dare una punta polemica a questo post, che giornalisti e tv la smettessero di demonizzarle e trattarle come una forma di ingiusto guadagno per i professori, che con questa attività si arricchirebbero a dismisura. Chi dice questo è un ignorante, perché non sa che il nostro lavoro ci lascia ben poco tempo per altre occupazioni, per cui la maggioranza dei docenti si limita a poche lezioni a settimana, con un guadagno che può appena appena arrotondare uno stipendio del tutto inadeguato all’importanza sociale dell’insegnamento. Quanto al fatto poi che sul ricavato delle lezioni private non si paghino le tasse, non credo che questo danneggi molto l’erario pubblico, visto che i veri evasori vengono lasciati indisturbati e continuano a lucrare a danno del Paese intero. E poi non ritengo che questa sia una colpa dei docenti: vengano pure i controlli, venga pure l’Agenzia delle Entrate a sindacare l’attività dei professori e faccia pagare le tasse. Noi saremmo ben contenti, a condizione però che questi controlli vengano effettuati anche sulle grandi aziende o sui professionisti come medici privati e avvocati, sui personaggi dello sport e dello spettacolo ecc., da cui lo Stato potrebbe ricavare molto di più, dato che i più poveri di loro guadagnano almeno dieci volte più di noi.

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4 commenti

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4 risposte a “Corsi di recupero e lezioni private

  1. maria

    Buongiorno, ho contattato un’insegnante molto qualificata e brava nell’insegnamento individuale, mia figlia (1a liceo classico ex IVa ginnasio) aveva la sufficienza nel primo quadrimestre ( con 6 1/2) e nel secondo siamo a 4/5 poi 5 e ora 5/6; l’insegnante da ripetizione ma l’insegnante a scuola sembra non valutare l’impegno e comunque che mia figlia svolga sempre i compiti ecc. Scusi lo sfogo ma al momento vengono sopravalutati i ragazzi che pur avendo insuff. gravi nel 1^q facendo il corso di recupero con la stessa insegnante hanno ora ottenuto la sufficienza, difendo sempre gli insegnanti ma di fronte a queste prese di posizione non so che dire.

    • Signora Maria, il suo commento non è molto chiaro, ma mi sembra di capire che lei accusa l’insegnante curriculare di sua figlia di favorire gli alunni che hanno seguito il corso di recupero da lei stessa tenuto mentre penalizzerebbe coloro che hanno fatto ricorso a lezioni private. Io non posso darle giudizi perché non conosco la situazione specifica della scuola di sua figlia, ma da docente posso dirle che non vedo quale vantaggio personale avrebbe l’insegnante ad agire così; può darsi che sua figlia attraversi un periodo di crisi o non abbia abbastanza fiducia nelle sue capacità. Provi a sostenerla psicologicamente, non la opprima con richieste di voti e di successi e vedrà che la ragazza, se si impegna e si affida con fiducia all’insegnante che la segue, presto farà registrare dei miglioramenti. Sappia che per rimediare lacune nelle lingue classiche il lavoro è lungo e complesso, non si possono ottenere risultati brillanti in poco tempo.

  2. maria

    Grazie dell’attenzione e dei consigli, mi scusi se la interpello nuovamente ma non è per me facile trovare persone competenti con cui parlare di questi argomenti. Vorrei chiarire alcune cose, effettivamente mia figlia sta perdendo fiducia (è una ragazza riservata ma non timida e lo dico proprio nel senso letterale dei termini) anche se noi ancora di più le diamo fiducia, la incoraggiamo e lo stesso ins che le da ripetizioni crede in lei. Si tratta di una materia difficile ma quando c’è interesse questo passa in secondo piano. Sarei la prima a dire che non si impegna o non studia ma non è così, in latino ad es. ha buoni voti ma quando abbiamo parlato con l’ins di greco chiedendo consiglio sul metodo da seguire su questo ci ha detto che le difficoltà in latino verranno poi. Come fare quindi, dalla sua esperienza, a motivare i ragazzi e vedere oltre? Grazie
    Grazie volevo anche chiederle cosa ne pensa della valutazione a punteggio sulle domande poste. Esiste sempre o dipende dall’insegnante?

    • Ho unito due suoi commenti in uno solo. Per il primo quesito le dico che, se l’insegnante di greco ha risposto veramente nel modo che lei ha detto, ha sbagliato: agli alunni non vanno di certo prospettate difficoltà future (del resto tutte da vedere) ma vanno invece incoraggiati a superare quelle attuali. I ragazzi dell’età di sua figlia sono fragili ed emotivi, e la cosa più importante che deve fare un docente è non deprimere la loro autostima, altrimenti sarà molto difficile recuperare perché l’alunno, sapendo che l’insegnante non ha fiducia in lui (o in lei) partirà sconfitto e non crederà nelle sue potenzialità. Continui comunque a seguire sua figlia e a farle coraggio, vedrà che i migliioramenti arriveranno, soprattutto se in latino i risultati sono già positivi. Quanto alla sua seconda domanda, le rispondo che ogni metodo didattico può essere valido, purché miri al bene degli studenti e ad accrescere il loro interesse e la loro preparazione.

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