La farsa del blocco degli scrutini

Sarà un mio difetto, sarà che non ho mai avuto fiducia nei sindacati della scuola e mi sono ben guardato dall’aderire in qualsiasi modo ad alcuno di essi, ma l’impressione che provo in questi giorni di fronte alla conclamata volontà di attuare il blocco degli scrutini finali è quella di restare sgomento, di trovarmi di fronte ad un esempio di follia collettiva. Dopo che per anni i sindacati non hanno fatto nulla di concreto per la categoria docente, dopo che dei diritti acquisiti da decenni sono stati svenduti o ceduti gratuitamente, adesso questi signori hanno un rigurgito di orgoglio, di combattività, e vengono addirittura a proporci di bloccare gli scrutini contro la riforma detta della “Buona scuola”, attualmente in discussione al Senato. In pratica i boss dei sindacati ci chiedono sacrifici e rinunce a giornate di stipendio in cambio di nulla, visto che il diritto al blocco degli scrutini e degli esami è stato annullato già molti anni fa proprio con la loro complicità, e quello che si può fare adesso è solo un rinvio temporaneo, di due giorni, degli scrutini stessi, salvo restando il divieto assoluto di ritardare le operazioni di ammissione all’esame di Stato per le classi terminali. Ora io mi chiedo: con quale faccia le sigle sindacali, e principalmente la CGIL e lo Snals (cioè le organizzazioni che hanno più iscritti), vengono a proporci uno sciopero di questo tipo sapendo già che non otterrà nulla, sarà soltanto una pietosa farsa che non danneggerà niente e nessuno, dato che il rinvio potrà durare solo due giorni, dopo i quali i docenti saranno costretti a rientrare in servizio o scatterà la precettazione? Io, se fossi un dirigente di questi sindacati, proverei solo vergogna e mi dimetterei subito. Il blocco degli scrutini poteva avere un senso e ottenere un qualche risultato quando veniva attuato senza limiti temporali, quando cioè, almeno teoricamente, poteva far saltare gli esami di Stato ed impedire l’iscrizione degli studenti all’Università, con tutte le conseguenze legali, sociali ed economiche che ne derivavano. Una protesta di questo spessore non è mai stata attuata, ma era almeno possibile in linea di principio, fino a quando i sindacati non hanno svenduto il diritto allo sciopero dei lavoratori della scuola; da quel momento lo sciopero stesso, ed in particolare il blocco degli scrutini, è diventato una pietosa farsa che altro non otterrà se non farci ridere dietro dall’opinione pubblica e mostrare ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che la forza contrattuale ed il peso sociale della nostra categoria sono pari a zero. Poiché questi sono dati di fatto, io resto sbigottito e francamente non riesco a comprendere quei colleghi che, con tanto spirito rivoluzionario ed inalterata fede nei sindacati (e ci vuole stomaco per averne ancora!) aderiscono a questa allucinante iniziativa del blocco degli scrutini, pur sapendo che non otterranno nulla se non una perdita in denaro e fastidi ulteriori rispetto a quelli che già abbiamo: dovendosi rinviare gli scrutini di due giorni, infatti, potremo essere chiamati a svolgerli il sabato e la domenica, oppure nei giorni in cui è già iniziato l’esame di Stato, quando molti di noi, impegnati fuori sede, dovranno ritornare precipitosamente il tardo pomeriggio o la sera per compiere quegli atti dovuti che sono saltati per opera di pochi illusi. Mi spiace di dover definire così quei colleghi che si sentono eroi e paladini e credono in questo modo di riscattare la dignità della classe docente; ma io la penso così e sento il bisogno di dirlo pubblicamente su questo blog, anche se so che molti mi disprezzeranno. Un’iniziativa come questa mi appare come una pura e semplice follia, una perdita di tempo che si ritorce solo ed unicamente contro di noi; e questa convinzione è in me così salda che faccio molta fatica a capire il punto di vista di questi colleghi scioperanti per due giorni e ad intravedere i risultati che credono di raggiungere con questa pagliacciata. Ma si sa, in una democrazia – vera o finta che sia – ciascuno ha diritto di pensarla come vuole e di agire di conseguenza: di azioni illogiche se ne vedono e sentono tante, una più o una in meno non farà gran differenza.

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8 commenti

Archiviato in Attualità, Politica scolastica

8 risposte a “La farsa del blocco degli scrutini

  1. giorgia

    Io non la disprezzo. (Ho solo avuto il torto di sbagliare il 5/5!!!!! ). Infatti
    nella mia scuola al mio secco no relativo alla mia adesione a questa farsa… ma soprattutto dopo le mie esternazioni su fb in linea con lei … a sostegno della buona scuola…ho colleghi che non salutano più! Si vede che a questi interessano molto le centinaia di ore macinate per pochi euro svolte per le funzioni strumentali!!!!

    • Salve, io non sono un insegnante sono un genitore di una ragazzina che frequenta la 1 media non giudico le vostre azioni, avete tutto il diritto di protestare ma sappiate che al governo non importa nulla il danno verrà creato a noi genitori e ai ragazzi, ne sono l esempio vivente mia figlia ha passato un anno terrificante scioperi a non finire, senza un minimo di preavviso, si andava a scuola alle 8:30 e dopo mezz ora veniva fatto sapere che i prof.erano assenti, metà classe non è capace di svolgere un espressione matematica ,il programma di storia non è stato terminato i ragazzi sono arrivati al feudalismo ,la scuola è finita mia figlia sta seguendo dei corsi di ripetizione che sto pagando veramente tanto, non trovo giusto che noi genitori e i ragazzi siano stati trattati così, io sono fortunata, in casa arrivano 2 stipendi e posso pagare le ripetizioni, ma per molte mamme non è stato così

  2. Risposta a Giorgia.Secondo me non si tratta di essere o meno d’accordo con la riforma, ma di riconoscere che queste forme di protesta sono assurde e fini a se stesse, perché ritardare di due giorni gli scrutini non può cambiare nulla se non provocare problemi e fastidi a noi, non certo al governo. Se nella sua scuola ci sono colleghi che non la salutano più perché non aderisce al blocco, questo depone soltanto a danno del loro senso di tolleranza ed anche della loro intelligenza.

    • Risposta a Giulia. Signora Giulia, lei ha tutte le ragioni del mondo, ma trovo strano che venga a dirle proprio a me, che mi sono sempre dichiarato contro gli scioperi (non ne ho mai fatto uno) e ancor più contro il blocco degli scrutini.

  3. Caro Massimo, sono d’accordo con te e penso che il blocco degli scrutini, per le ragioni che hai indicato, sia inutile e rischi di screditare ulteriormente la nostra categoria. Personalmente nutro dei dubbi sulla bontà di questa riforma ma penso che sia nostro dovere affrontare il problema in modo razionale e con spirito costruttivo, altrimenti che esempio diamo ai ragazzi?
    Mi rendo conto però che, perlomeno nella mia scuola, si tratta di una posizione impopolare (e non è l’unica)…

    • Anche nella mia scuola questa posizione è impopolare: proprio stamattina discutevo con un collega ex sessantottino e sindacalista, il quale riteneva nostro dovere bloccare gli scrutini anche per pochi giorni, solo per far sentire la nostra voce. Resta da chiedersi quali siano i risultati concreti che questi colleghi credono di raggiungere. Forse sono io ad essere ottuso e cieco, ma francamente questa voce che il mio collega citava mi rassomiglia molto a quella, citata nel Vangelo, di colui che gridava nel deserto.

  4. Francesco Di Giovanni

    Buongiorno Massimo, grazie per la tua opera di riflessione. Sono totalmente d’accordo. Il blocco degli scrutini è una dolorosa pagliacciata che devasta ulteriormente le nostre vite di intellettuali al di fuori della scuola. E non parlo di gite al mare o andare a pagare le bollette finalmente la mattina e non il pomeriggio; ho dovuto disdire all’ultimo momento una serie di impegni molto importanti per colpa di scrutini rinviati a raffica. Sono fuori di me. Per colpa di alcuni rivoluzionari da salotto sono stato danneggiati io, non il signor Renzi. Questi non sono né scioperi, né atti dimostrativi, non li chiamassero così! Sono solo patetici tentativi di recuperare immagine dopo anni di assenteismo ed inettitudine da parte dei sindacati. I veri scioperi li facevo io, da studente, correndo in mezzo ai lacrimogeni e con candelotti sparati ad altezza d’uomo….

    • Ormai si sono accorti tutti, compresi gli scioperanti, che questo blocco degli scrutini è totalmente inutile, non ottiene nulla se non arrecare fastidio ai docenti stessi: un puro atto di masochismo. Ma cosa vuoi farci? C’è gente che crede ancora di essere sulle barricate e continua a sognare la rivoluzione…

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