Panem et circenses, ieri ed oggi

Il celebre poeta satirico latino Giovenale diceva (Satira X) che la plebe romana, inconsapevole delle angherie a cui era sottoposta da parte dei potenti e dei privilegiati, si accontentava di ricevere periodicamente elargizioni di grano (panem) e di poter assistere agli spettacoli del circo (circenses), che gli imperatori molto spesso concedevano ed in cui, in certi casi, si esibivano anche loro. Questi erano i mezzi essenziali, secondo Giovenale, con cui chi governava si conquistava il consenso della massa ignorante, la quale non sospettava neppure che ciò che riceveva era una miseria rispetto alle sconfinate ricchezze di pochi privilegiati. La locuzione, uno dei detti latini più famosi tra quelli tramandatisi fino ai nostri giorni, indica l’agire di coloro che, con poco dispendio di forze e di risorse, si guadagnano il favore delle masse e riescono a farne cessare le proteste e le rivolte. E’ la migliore forma di demagogia, giacché tutti a parole si mettono dalla parte del popolo e dei diseredati, ma chi promette di dargli qualcosa di concreto, magari anche senza poter mantenere, se ne acquista più rapidamente la simpatia.
Oggi la celebre locuzione latina potrebbe essere tradotta ed interpretata in vari modi. Il primo sostantivo (panem) si potrebbe individuare nella promessa di abolire certe tasse, le quali tuttavia, se pur cacciate dalla porta, rientrano dalla finestra (vedi l’IMU sulla prima casa, poi tornata col nuovo e rassicurante nome di TASI); oppure con i famosi 80 euro di Renzi, che hanno cambiato ben poco nelle abitudini e nelle spese degli italiani, sia perché concessi solo ad una parte dei cittadini sia perché largamente erosi dall’imposizione di altri balzelli. Ma l’attualizzazione più moderna, la più strampalata e demagogica, del “panem” di Giovenale è la proposta del cosiddetto “Movimento cinque stelle”, di recente ribadita e presentata addirittura come progetto di legge, quella cioè del “reddito di cittadinanza”. Si tratta di un progetto demenziale che solo ad un’armata Brancaleone come i grillini poteva venire in mente, un esempio di demagogia di bassissima lega che qualunque persona dotata di un po’ di raziocinio considera per quello che è, cioè l’ennesima buffonata di quel gruppo politico e del pulcinella che l’ha fondato. Nella situazione economica in cui si dibatte il nostro Paese, dove si troverebbero i tanti miliardi di euro che occorrerebbero per realizzare una baggianata del genere? Ma poi, ammesso e non concesso che la si possa fare, che cosa ne deriverebbe? La conseguenza più ovvia, che chi ha letto i classici greci e latini intuisce subito, è che il numero dei disoccupati, dei nullafacenti e dei fannulloni (sì, perché esistono anche persone che non hanno lavoro perché non lo vogliono, e stanno bene in poltrona) si dilaterebbe a dismisura: che interesse avrebbe, a quel punto, a trovare lavoro a 800 o anche a 1000 euro chi ne riceve 780 per non fare nulla? Caso mai lo cercherebbe al nero, in modo da aggiungere all’elargizione statale altri redditi su cui non pagare tasse. E poi, tanto per non allungare troppo questo post, siamo certi che sia legalmente e moralmente ammissibile pagare una persona per il solo fatto di essere cittadino? A mio parere si tratta di una bestialità che solo da quel gruppo di irresponsabili poteva venir fuori, sia perché è moralmente inaccettabile che qualcuno riceva un reddito senza lavorare, sia perché nessuno stato moderno, e tantomeno l’Italia (che è una repubblica fondata sul lavoro, come dice l’art.1 della Costituzione) può permettersi di dare un reddito ai nullafacenti. Il vecchio detto secondo cui l’ozio è il padre dei vizi mi sembra applicarsi bene a questo proposito, così come le sagge parole di tanti scrittori antichi, da Aristofane a Virgilio, da Platone a Cicerone, secondo i quali ciascun cittadino deve contribuire attivamente alla vita dello Stato con il proprio impegno e le proprie forze, non certo standosene sdraiato sul divano ad attendere la manna dei 780 euro al mese senza fare nulla! Questa, più che populismo di basso conio, è stupidità pura e semplice, dal momento che gli apostoli del Messia Grillo non si rendono conto che nessuna persona di buon senso potrà credere alle loro castronerie.
Il secondo termine della locuzione latina, cioè “circenses”, a differenza di “panem”, può tradursi oggi in una sola maniera: televisione. L’effetto che nell’antica Roma provocavano sul popolo i giochi del circo oggi lo si ottiene con la propaganda televisiva, che ha appunto la funzione di far credere alla gente ciò che non è vero,  tanto da tentare di far digerire proposte insensate come il “reddito di cittadinanza” e altre simili baggianate. Oggi tutto passa attraverso i “talk-show” televisivi, dove però il più delle volte, anziché assistere a gare oratorie che noi classicisti potremmo anche apprezzare, ci troviamo dinanzi alle più trite banalità spesso condite con una buona dose di squallido turpiloquio, arte in cui i nobili rappresentanti del “Movimento cinque stalle” (errore volontario) sono indiscussi maestri. Il popolo si pasce di televisione, e di quella è contento, al punto da entusiasmarsi anche dinanzi alle trasmissioni più stupide, insensate e demenziali, facendosi fare un lavaggio del cervello che avvantaggia sempre di più il consumismo, l’ignoranza e la maleducazione. Di questo sono ben consapevoli i detentori del potere politico ed economico e rincarano la dose di continuo; ed il bello è che questa loro operazione riesce sempre meglio, perché scende continuamente il numero delle teste pensanti e dei cervelli ancora in grado di funzionare.

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8 commenti

Archiviato in Arte e letteratura, Attualità

8 risposte a “Panem et circenses, ieri ed oggi

  1. Maria Celea

    Caro Massimo,condivido in pieno le tue parole. La nostra è una società malata, allo stato terminale. L’onestà sembra aver lasciato il posto alla disonestà ed i nostri governatori non ci offrono codici comportamentali eticamente corretti. La corruzione è il loro impasto e,come abili imbonitori,vendono mercanzie che risultano,poi,essere di pessima qualità.
    La cultura di massa che ci ha afflitto ed affligge, ha creato una folta schiera di soggetti acritici,creduloni,superficiali, che offrono la loro materia grigia a sciacqui, risciacqui e centrifughe. In una società consumistica e fortemente materialistica, il facile guadagno è anelato dai più.” Il lavoro nobilita l’uomo!”. Tempi andati! Nessuno cerca,più ,la nobiltà dell’animo, in quanto”out”,tutti,invece, vogliono essere “in”. Politica spazzatura,televisione spazzatura, forse il popolo italiano dovrebbe rialzare la testa e non accontentarsi più di ” panem et circenses”…anche se vediamo tanti circhi, ma sempre meno pane! Mala tempora currunt!
    Maria

  2. daniele

    Anche se la penso diversamente da lei rispetto la sua posizione quindi gradirei una delucidazione su questi termini che oggi si usa e si abusa il panem circense e il populismo :dove sta la superiorità della classe dirigente che ha fondato e vuole mantenere queste cose? come fa il popolo a superare il panem et circense ?come fa un disoccupato a non oziare dove il lavoro o non esiste o e scarsissimo ? scusi la grammatica ma non arrivo dai licei!!

    • Mi pare che lei abbia le idee confuse, oltre alla grammatica. Il detto latino è “panem et circenses” (non “circense”) e vuol dire letteralmente “pane e spettacoli del circo”, per dire che il popolo ignorante si accontentava del poco pane che gli concedeva lo stato e degli spettacoli del circo, con i quali si dimenticava delle sue miserie. Anche oggi si cerca di abbindolare il popolo e attirarsene i favori con idiozie come il “reddito di cittadinanza” sostenuto da Grillo e dai suoi. Il lavoro, benché ve ne sia poco, va cercato e occorre essere disponibili a sacrificarsi, se si vuole ottenere qualcosa nella vita, e non stare sul divano di casa a oziare ed aspettare la manna dal cielo! Sa che esistono anche molte offerte di lavoro che non trovano nessuno che le accetti perché nessuno si vuole sacrificare? Non siamo nel paese di Bengodi, e chi fa credere alla gente che può avere 780 euro al mese senza fare nulla è un buffone e un disonesto.

  3. Davide Mameli

    Esimio professor Rossi,
    a seguito di questo suo scritto, ho letto con molta attenzione tutti gli articoli pubblicati dal MoVimento 5 Stelle inerenti al tanto da lei vituperato redditto di cittadinanza e, pur con tutto lo zelo impiegato nella ricerca, non ho trovato alcun riferimento al fatto che, come da lei asserito, si ricevano sttecentottanta euro per non fare nulla o che si voglia pagare una persona per il solo fatto di essere cittadino. Le chiedo pertanto, gentilmente e a beneficio di tutti i lettori, di citare le fonti dalle quali lei, indubbiamente più capace di me, in quanto avvezzo frequentatore di classici greci e latini, è riuscito a edurre le affermazioni poste a premessa della sua arguta speculazione.

    • Esimio sig. Mameli, se lei legge o ascolta solo quello che dicono i 5 stelle, è chiaro che non troverà da nessuna parte critiche o appunti alla loro politica populista e demagogica, con la quale hanno ottenuto tanti voti alle elezioni grazie alla buona fede dei creduloni: nel Sud Italia, dove esiste ancora una mentalità assistenzialista, il M5S ha preso tanti voti proprio grazie alla promessa del “reddito di cittadinanza” che, se si chiama così, significa proprio che si ricevono soldi per il solo fatto di essere cittadino. Nella realtà questa promessa da marinai non si realizzerà mai perché non ci sono i circa 30-40 miliardi all’anno che occorrerebbero; ma se si realizzasse, a molte persone converrebbe starsene a casa ad aspettare la manna dei 780 euro (1500 per le famiglie con due figli), lasciare l’impiego se ce l’avevano e magari continuare a lavorare in nero. Questa è la politica con la quale i 5 stelle, approfittando dell’ignoranza di gran parte degli italiani, sono diventati il primo partito, pur non avendo nessuna competenza né cultura ma solo distruggendo volgarmente tutto ciò che gli altri hanno cercato di fare.

  4. Profrossi, Perfettamente d’accordo su tutto, specie leggendo la storia della caduta dell’impero romano dovuta al bisogno vitale di stranieri (alcuni assurti ad imperatori) ed ai vizi sempre più invadenti il pensiero che “il lavoro nobilita”. Ormai si aspetta il lavoro “pulito” e sotto casa ed abbiamo quindi bisogno vitale dell’invasione dei barbari !! Intanto un pannicello caldo del “reddito di cittadinanza” per indebolire ancora di più le giovani generazioni.

  5. Piero Prosperi

    Esimio Prof. Rossi.
    Ancora oggi conferma quanto scritto nel 2015?
    Sia ben chiaro che rispetto e difendo le sue idee sulla nuova generazione di politici ma, secondo la mia, modesta e, meno reboante visione della nuova “Res publica Populi Romani” siamo giunti alla fine della forma di governo del “Principato“, governi autoelettosi per successione dinastica, a favore di quello “Repubblicano“, eletto dal popolo.
    Finalmente oggi, possiamo affermare, di avere un governo che lavora a cioè che ha promesso e precisamente: aumentare il numero degli occupati in modo tale da mettere i giovani nella possibilità di formare, con un lavoro stabile, nuove famiglie con figli, far crescere il nostro potere d’acquisto ed abbassare il debito pubblico. Insomma cercare di metterci alla pari con gli altri stati Europei ricreando la “res familiaris”!
    Spero che i poteri forti, contrari alla nuova forma di governo, formato da Lobby, da nuovi speculatori economici, e da mafiosi, non riescano, con tutti i media e la vecchia gerarchia Europea favorevoli, a farlo decadere puntando tutto sullo SPREAD e la disinformazione.
    Cordiali saluti

    • E’ vero che il governo attuale sta cercando di fare qualcosa per i cittadini, ma con il problema che hanno fatto i conti senza l’oste, cioè il grosso debito pubblico che abbiamo e la necessità di ricevere investimenti e aiuti stranieri per sostenerlo e poter pagare gli interessi. Lo Spread ed in genere la reazione dei mercati, purtroppo, non sono orpelli inventati da qualcuno ma realtà, e possono metterci in gravi difficoltà come accadde nel 2011, quando provocarono la caduta del governo Berlusconi, sia pure con la complicità del comunista allora presidente della Repubblica. Comunque, tra le politiche del nuovo governo io apprezzo molto di più quelle della Lega (sugli immigrati ad es., non sulla flat-tax) rispetto a quelle dei Cinque Stelle, che considero ancora dilettanti della politica. Sul reddito di cittadinanza non ho affatto cambiato idea: si tratta di puro assistenzialismo che non farà altro che aumentare il numero dei disoccupati e dei fannulloni che staranno in poltrona ad aspettare la manna dei 780 euro. I poveri si aiutano creando lavoro, non mantenendoli gratis, uno sforzo che l’Italia non può sopportare, anche perché chi non fa nulla non produce nulla e non aiuta affatto la ripresa dell’economia.

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