Molti lettori, pochi commenti

Nel febbraio 2012, quasi tre anni fa, decisi di aprire questo blog per esprimere i miei pensieri e le mie opinioni sugli argomenti che più attengono alla mia vita ed alla mia professione. Non mi pento di averlo fatto, anzi ho intenzione – almeno per adesso – di continuare a postare articoli, che alla data odierna sono ben 130.
Debbo però constatare, con rammarico, che mentre le visite al blog sono abbastanza soddisfacenti per il numero (circa 100 al giorno), ciò non può dirsi invece per i commenti, che continuano ad essere molto rari anche per quei post che dovrebbero interessare un gran numero di persone, almeno gli operatori della scuola, visto che parlo soprattutto di quello. Il mondo della scuola oggi è in subbuglio, dopo le note proposte di Renzi e del ministro Giannini; perciò ne parlo spesso, esprimendo le mie idee che talvolta sono diverse da quelle della maggioranza dei colleghi e persino provocatorie: è noto, ad esempio, che io concordo con la valutazione del merito individuale e la conseguente differenziazione degli stipendi, mentre la maggior parte degli insegnanti vorrebbe continuare con l’appiattimento retributivo derivato dalla presenza dei soli scatti di anzianità.
Per questo motivo, per il fatto cioè che sono spesso su posizioni non condivise, mi aspetterei che al mio blog arrivasse un maggior numero di commenti, anche per poter avviare un dibattito e magari chiarirsi le idee; invece continuo a notare che la quasi totalità dei visitatori si limita a leggere senza intervenire. Invito perciò chiunque si accosti a questo blog a mandare commenti, a dire la propria opinione anche se in contrasto con la mia, purché ovviamente non si dicano banalità o insulti, cosa che purtroppo talvolta succede. In fondo ad ogni articolo c’è lo spazio per i commenti: se il post fino ad allora non ne ha avuto nessuno, si trova la scritta “lascia un commento”; altrimenti si trova espresso il numero dei commenti già ricevuti dal post. Cliccando sopra questi link si può aggiungere un proprio pensiero, una propria opinione, che da me sarà sempre gradita, giacché nessuno – e tanto meno il sottoscritto – può vantarsi di possedere la verità assoluta, e quindi il confronto è sempre utile e costruttivo.

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4 commenti

Archiviato in Attualità, Scuola e didattica

4 risposte a “Molti lettori, pochi commenti

  1. Simon James Terzo

    Penso che non ci sia più spirito di conversazione, voglia di confronto. Ognuno bada ai fatti suoi, tutti si credono meglio degli altri, troppo intelligenti per perdere tempo a interagire,se non per fesserie, o insultare. Un bel problema questo.

  2. Purtroppo lei ha ragione, e ha detto in modo molto schietto quello che penso anch’io. Però non dobbiamo perdere le speranze nel dialogo e nel confronto, perché costituiscono un arricchimento per tutti. E poi, non è forse questa l’era della comunicazione?

    • buonaforcina

      Se per comunicazione intendiamo quella busta vuota costituita dalle nuove tecnologie, dagli sgrammaticati acronimi sui social media e dall’arte di sedurre il prossimo, la comunicazione è sintomo di incomunicabilità. Insisto: soldi e tecnologia sono soltanto il mezzo. “Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza”

  3. Sono d’accordo, anche se le sue affermazioni mi sembrano un po’ troppo dogmatiche: le nuove tecniche di comunicazione potrebbero anche rivelarsi utili, se fossero impiegate correttamente. Il guaio è che molto spesso non è così.

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