La vergognosa vicenda del Giulio Cesare

E’ accaduto in questi giorni un fatto di cronaca che ha del grottesto e dell’assurdo, tale da risultare incredibile se non fosse tragicamente vero: due docenti del prestigioso liceo classico “Giulio Cesare” di Roma hanno fatto leggere in classe, ad alunni del ginnasio di 14-15 anni, un brano chiaramente osceno e pornografico tratto da un “romanzo” di una “scrittrice” attuale, certa Melania Mazzucco, sulla quale il mio parere è indicato dalle virgolette apposte su termini che meriterebbero miglior sorte. Mi ero riproposto di non intervenire sulla vicenda perché non sapevo cosa in realtà fosse stato letto in quel liceo ma adesso, dopo aver letto sul sito di “Orizzonte Scuola” il contenuto del brano, non posso fare a meno di esprimere il mio sconcerto e la mia indignazione per quanto è accaduto.
Anzitutto trovo inconcepibile che dei docenti, che dovrebbero avere una professionalità e un senso morale che li guida nell’educazione dei ragazzi, possano soltanto concepire un’idea del genere, utilizzare cioè la pornografia (perché di questo si tratta) a fini didattici. Nulla rileva il fatto che i ragazzi di oggi siano già consapevoli di certe cose; il compito della scuola non è quello di assecondare le tendenze attuali verso l’osceno e il volgare, ma semmai il contrario, cercare cioè di riportare i giovani ad un atteggiamento moralmente positivo e rispettoso anzitutto delle sensibilità altrui, sia sul piano dei contenuti che su quello del linguaggio. Non si tratta di “far conoscere la realtà”, perché la vita reale la si può approfondire anche senza usare parolacce o leggere in classi testi volgari e pornografici come quello della Mazzucco. Si sa che gli scribacchini di oggi, che non possono in alcun modo essere definiti scrittori (parola troppo nobile e non adatta a loro) ricorrono all’oscenità e al turpiloquio per stuzzicare i peggiori istinti delle persone e poter così vendere le nefandezze che scrivono; ma la funzione sociale della scuola è ben diversa, è quella di inculcare nei giovani i veri valori della moralità e della vita associativa, contrastando il marciume mediatico che ci viene imposto da televisione, internet e pubblicazioni vergognose come quella di cui si parla.
I due docenti di Roma sono stati giustamente denunciati dai genitori per il loro comportamento, ed io mi auguro che a ciò segua una condanna penale ed un’altra disciplinare; sarebbe giusto, a mio avviso, ch’essi fossero semplicemente licenziati, senza se e senza ma, perché hanno dimostrato chiaramente di non conoscere affatto i loro doveri e quindi di non essere all’altezza dei propri compiti, a prescindere dalla loro oggettiva preparazione didattica. I farisei del finto progressismo di oggi hanno reagito a ciò in maniera scomposta e ridicola, affermando che la denuncia dei genitori sarebbe un atto di omofobia soltanto perché in quel brano viene descritto un rapporto di tipo omosessuale; ma la falsità e la malafede di questa posizione è evidente nel fatto che le rimostranze riguardano l’oggettiva oscenità del brano e non il sesso dei protagonisti. In altre parole, il reato di corruzione di minori ipotizzato per i docenti avrebbe fondamento anche se in quel brano fosse stato descritto un rapporto tra uomo e donna, perché si tratterebbe sempre e comunque di pornografia, una delle vergogne dei nostri tempi che non deve mai e poi mai varcare le porte degli istituti scolastici. Alla stessa maniera ingenua (eufemismo) ha reagito l’autrice del brano incriminato, dicendosi sconvolta e dispiaciuta da chi non vuole che i giovani si confrontino con la realtà. Alla signora in questione io rispondo che i veri scrittori, quelli che sanno (o meglio sapevano) far successo con i loro libri, non avevano bisogno di infarcirli di oscenità e nefandezze: certe cose possono essere fatte ben comprendere ed intuire anche senza descrivere crudamente un fatto del genere. Anche Manzoni, Verga e Pirandello presupponevano, nei loro scritti, che tra i protagonisti delle loro opere fossero intervenuti rapporti sessuali, ma nessuno di loro ha sentito la necessità di descriverli minuziosamente, con riferimenti anatomici precisi e volgarità di ogni tipo. Queste schifezze che si scrivono oggi dimostrano una cosa sola: che la letteratura non esiste più, che per far leggere un libro a qualcuno bisogna mettere in primo piano l’aspetto più animalesco che c’è nell’uomo. Bella civiltà, di cui vantarsi!
L’onorevole Gasparri di Forza Italia ha presentato un’interrogazione al Ministero dell’istruzione per la vicenda romana, e a mio giudizio ha perfettamente ragione, e spero vivamente che la cosa non si fermi qui, anche per evitare che si proceda in questa deriva di degrado morale che già da tempo ha invaso il nostro Paese e di cui si vedono le tracce anche nel comportamento dei politici. Il fatto che il libro in questione parli di una relazione gay non c’entra nulla: ma chi non ha argomenti, chi è cosciente della propria nullità, non trova di meglio che accusare di omofobia, di oscurantismo e (perché no, già che ci siamo?) anche di fascismo chiunque creda nella famiglia tradizionale e nei valori che i nostri padri ci hanno trasmesso e che l’inciviltà moderna sta cercando, ormai da decenni, di annullare.

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12 commenti

Archiviato in Attualità, Politica scolastica, Scuola e didattica

12 risposte a “La vergognosa vicenda del Giulio Cesare

  1. Ho appreso la notizia leggendola sul blog dell’amica Marisa, che ogni tanto passa anche qui da te http://laprofonline.wordpress.com/2014/04/28/letture-hard-in-un-liceo-romano-docenti-denunciati/
    Mi trovi assolutamente d’accordo, qui si confonde l’istruire e l’educare con l’impressionare e questo non è ammissibile. Quanto alla Mazzucco, ho sentito la sua reazione e ho avuto l’impressione che davvero avesse perso un’ottima occasione per tacere, perchè parlare di censura del suo libro mi sembrava proprio fuori luogo!

    • Purtroppo l’amica Marisa Moles non passa più dal mio blog perché si è irritata con me per il fatto che avevo accorciato qualche suo commento. Me ne dispiace, ma a volte è necessario moderare e ridurre i commenti troppo estesi. Spero che torni, perché i suoi contributi sono sempre ben scritti e oculati, tipici di chi vive veramente nella scuola.
      Sulla questione del libro della Mazzucco ho già detto ciò che penso: la censura, se mai dovesse esistere, dovrebbero farla gli editori e rifiutarsi di pubblicare schifezze simili; ma che poi ci siano docenti che le fanno leggere a scuola io lo trovo inconcepibile. Forse sarò vecchio, con idee all’antica, ma per me il rispetto della morale e del pudore sono ancora valori importanti.

  2. Forse non sarò politically correct, come dicono oggi i nuovi perbenisti, ma sono d’accordo con quanto hai scritto,

    • Bisogna vedere cosa s’intende con “politically correct”: se ciò si riduce a seguire le mode del momento e ad accettare qualunque violazione del buon senso e del buon gusto, io me ne tengo orgogliosamente fuori.

  3. jacopo94

    Non a caso, il “Fatto Quotidiano” è subito insorto, arrivando a utilizzare proprio i termini scritti da lei: omofobia, fascismo ecc. La cosa grave è che, il romanzo incriminato, è stato fatto leggere esclusivamente per motivi ideologici. Un conto è il libro porno: grazie a Dio, non sento minimamente il bisogno di tale tipo di lettura, quindi mi importa ben poco della sua esistenza. E’ Un qualcosa di fine a sé stesso, e sarebbe ovviamente inconcepibile che, in una scuola, venisse proposto un testo di questo genere. Tuttavia, il romanzo in questione è ancora peggio. Rappresenta davvero una campagna propagandistica a favore dell’omosessualità, oltre che un sovvertimento della famiglia tradizionale. Oltre alla volgarità del “pezzo incriminato”, sono inconcepibili proprio i contenuti e i messaggi che questo libro (?) vuole trasmettere.

    • Che questo “romanzo” (si notino le virgolette!) sia un’esaltazione dell’omosessualità, in perfetta linea con la nuova religione laica dei “progressisti” di oggi, non mi sembra un fatto da censurare, perché ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero; quello che è grave e inaccettabile è che si tratta di un testo osceno e pornografico, che tale resterebbe anche se descrivesse un rapporto eterosessuale, e che perciò non deve avere alcun accesso nella scuola, dove ben altri sono i valori che dobbiamo trasmettere. Se poi certi giornali o associazioni gay gridano all’omofobia, ciò non mi stupisce affatto: come negli anni ’70 eri “fascista” anche se parcheggiavi la macchina in seconda fila, adesso sei “omofobo”, ed è questo un modo per ghettizzare chiunque non la pensa come loro, chiunque creda ancora alla famiglia tradizionale o ad altri valori che la società attuale ha in gran parte dimenticato.

  4. Rodolfo Funari

    Caro Massimo, puoi ben immaginare il mio pieno consenso a quello che hai scritto nel nuovo articolo pubblicato sul tuo blog. Per me è come sfondare una porta aperta il concetto, da te lucidamente enunciato, che certi argomenti, e soprattutto certe descrizioni, non possono in alcun modo avere libero accesso in un’aula scolastica; le ragioni che guidano il mio giudizio sono, complessivamente, le medesime che hai esposto e argomentato nel tuo scritto. Bene hanno fatto, quindi, coloro i quali hanno chiesto una consultazione parlamentare sul fatto.
    Rinnovandoti le mie congratulazioni per quello che considero un vero servizio di opinione culturale e civile, ti saluto con viva cordialità.

    • Grazie, Rodolfo, per aver definito il mio blog “servizio di opinione culturale e civile”. Mi sembra perfino un po’ esagerato, perché si tratta in realtà di uno spazio web dove esprimo le mie opinioni e dico sinceramente quel che penso, anche esponendomi a critiche e insulti. Nulla di più.

  5. Caro professore, ho letto con il consueto interesse il suo intervento. Confesso candidamente di non avere ancora un’opinione personale sul fatto di cronaca in questione, quindi mi ha fatto piacere leggere il parere di una voce fuori dal coro. Un dubbio, però, mi attanaglia. Ho letto il brano incriminato e sinceramente devo dire che la situazione descritta dalla Mazzucco (sul valore letterario del romanzo non mi esprimo perché non l’ho letto) non mi sembra molto diversa, o più esplicita, di certe crude pennellate che troviamo in componimenti di Catullo o in Petronio, che pure vengono letti nelle aule dei nostri licei. Potrebbe cercare di spiegarmi – e lo dico senza nessunissimo intento polemico, ma solo per essere aiutato a capire – qual è la differenza tra una spiegazione sulla pagina della Mazzucco e una sulle stoccate polemiche di Catullo? Grazie e a presto.

    • Le risponderò con due brevi osservazioni, una oggettiva e l’altra soggettiva. La prima è che certi versi di Catullo, di Marziale o altri autori non vengono letti direttamente nella scuola (o almeno io non li faccio leggere, preferendo mostrare ai ragazzi altre parti della loro opera). La seconda è che autori classici di grande valore non possono essere paragonati, neppur lontanamente, a certi scribacchini di oggi. Quella dei primi era arte, quella dei secondi soltanto volgare pornografia.

  6. M. Sartor

    Ringrazio il Professore per le riflessioni, che condivido in pieno. Ritengo che l’ingresso di tale “letteratura” nelle scuole rispecchi solo il tentativo in atto di rendere i nostri alunni veramente ignoranti e di obnubilare quanto più possibile le loro menti, al fine di fare di loro animali acefali e non esseri umani pensanti. Al fine di far pensare altri per loro……
    Non mi sono mai pentita di aver trattato solo scritti dei Grandi
    Prof. MS

    • Sono d’accordo. Penso altresì che i docenti possano scegliere per i propri alunni i libri che ritengono più utili e formativi (classici ma anche moderni), purché però vengano evitate le sconcezze che compaiono in tanti “romanzi” moderni, dove servono a solleticare i bassi istinti per poter vendere più copie dei libri. Tutto ciò non è certamente educativo, checché ne dicano i soliti “progressisti” dei miei stivali.

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