I profeti di sventure non mancano mai

Chi sono i profeti di sventure? Quelli che si lamentano di tutto, che dicono e ribadiscono che non va bene nulla e che finiremo tutti sul lastrico a chiedere l’elemosina, o qualcosa di simile. Sono le Cassandre del XXI secolo, una specie di individui che in Italia ha sempre prosperato e continua ancor oggi a prolificare. Basta accendere la tv e seguire un programma di attualità e ci rendiamo conto che questi gufi non mancano mai e non cessano di ripetere il loro lugubre ritornello: che tutti i politici sono ladri, mafiosi e delinquenti, che l’economia va malissimo, che le tasse ci soffocheranno, che moriremo di fame in breve tempo, e altre belle profezie di questo tipo. Questa abitudine al disfattismo e al pessimismo cosmico è un male tipicamente italiano, di un popolo cioè che non ha fiducia in niente ed in nessuno, e che sa solo lamentarsi e gettare sugli altri tutte le colpe possibili e immaginabili; non è così negli altri paesi, dove i cittadini si chiedono – caso mai – cosa possono fare loro per migliorare la situazione, non piangersi addosso e continuare a pronosticare guai e sciagure. Qualche anno fa questa abitudine era solita contraddistinguere la sinistra nostrana, che al tempo del governo di centro-destra seguitava a prevedere mali e disgrazie di ogni risma, tanto che Berlusconi ebbe a definire queste voci, provenienti dagli uomini e dagli organi di informazione di partito, le “Cassandre della sinistra”. La definizione è azzeccata, perché nella mitologia greca Cassandra era appunto una profetessa che aveva avuto dagli dèi un singolare destino: sapeva prevedere il futuro ma era condannata a non essere mai creduta. Così accade anche nell'”Agamennone” di Eschilo, dove Cassandra, ormai schiava del condottiero greco, prevede in una scena del forte pathos la morte sua e del suo padrone, ma come al solito non viene creduta e va incontro quindi alla propria triste sorte. Dev’essere dura, senza dubbio, prevedere eventi importanti e non ricevere credito da nessuno!
Le Cassandre di oggi, invece, fanno breccia nella mente dei cittadini italiani, ormai votati al disfattismo e all’idea della rovina totale, tanto da fidarsi – alle elezioni – di avventurieri senza scrupoli e senza idee come i sostenitori di Beppe Grillo, che ha fatto dello sfascismo la propria bandiera politica. I suoi servitori in Parlamento non trattano con nessuno, non si confrontano con nessuno, sono capaci solo di urlare, contestare e insultare gli altri al grido di “tutti a casa”, come se potesse esistere una democrazia senza politici e senza partiti. Si tratta di una deriva pericolosa ed eversiva alla quale i cittadini, se hanno un po’ di intelligenza e di coscienza, si dovrebbero ribellare sdegnosamente, anziché ascoltare i proclami deliranti dei paladini a 5 stelle, le Cassandre del nostro tempo. Nonostante sia palese l’inconsistenza totale di questo movimento, la tv continua a dare spazio a Grillo, al suo blog, ai suoi comizi da tribuno gracchiante, anziché rinfacciargli le menzogne di cui si riempie la bocca ad ogni pié sospinto. Ne ricordo una sola: nella primavera dell’anno scorso (2013) Grillo disse (anzi urlò) con la sua solita istrionica sicurezza che lo Stato non aveva fondi per pagare i suoi dipendenti e che quindi, da settembre in poi, non sarebbero più stati corrisposti i nostri stipendi. Invece, come ognuno può constatare, gli stipendi sono stati pagati regolarmente fino ad oggi, compreso il prossimo del corrente mese di aprile 2014. Perché nessuno rinfaccia a questo soggetto le sue fanfaronate degne del “Miles gloriosus” di Plauto, e tante persone continuano ad ascoltarlo come fosse un Messia, quando è soltanto un ciarlatano privo di ogni credibilità?
In questi mesi siamo dinanzi ai primi segnali di ripresa dell’economia, che non vanno sottovalutati; anzi, i dati positivi debbono essere seguiti dall’impegno e dalla collaborazione di tutti, facendola finita una buona volta con questo vittimismo e questo disfattismo che purtroppo – per colpa del movimento grillino ma non solo – continua a prosperare con tanta vigoria, proprio perché appartiene ai caratteri genetici dell’italiano medio, sempre pronto a lamentarsi, a piangersi addosso, a lasciarsi andare al più nero pessimismo. Io invece, dal canto mio, voglio sperare che la situazione generale del nostro Paese possa migliorare, soprattutto per i giovani, che hanno il sacrosanto diritto di trovare un lavoro e vivere serenamente la propria vita senza dover emigrare all’estero. Dobbiamo avere fiducia in qualcosa o in qualcuno, altrimenti tutto precipita del baratro del nichilismo, da cui non ci risolleveremo mai. Il tentativo di Matteo Renzi, giovane e promettente leader politico, va seguito con attenzione e fiducia, perché certamente è diverso da quelli che l’hanno preceduto. Può darsi che fallisca anche lui, non c’è dubbio; ma almeno lasciamolo tentare, aspettiamo a giudicarlo almeno per qualche mese prima di emettere le solite sentenze di condanna definitiva che vengono pronunciate, aprioristicamente, su tutti i politici. I 5 stelle hanno già cominciato a dargli del venditore di pentole e del mentitore, prima ancora di vedere cosa realmente farà; ma certo loro possono farlo, il loro profeta Grillo ha la presunzione di giudicare tutti e tutti, di vedere la pagliuzza nell’occhio degli altri senza vedere la trave che è nel suo. Per me lui e il suo movimento non sono altro che delle Cassandre, non perché siano veramente profeti, ma perché non credo a nessuna delle loro parole, anzi dei loro guaiti e dei loro ululati da lupi in gabbia.

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3 commenti

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3 risposte a “I profeti di sventure non mancano mai

  1. Rodolfo Funari

    Caro Massimo, ti ringrazio anche di questa riflessione su politica e costume attuali. Condivido pienamente il tuo giudizio: equilibrato, giustissimo, di buon senso. Proprio dalla normalità, dalla oraziana “medietas” del cittadino retto, capace, di buon senso, e solo da questa, il nostro popolo, il nostro Paese ha speranza di risorgere (e risorgerà, ne sono convinto …) dallo sfascio e dallo … sfascismo, vere piaghe nazionali! Speriamo davvero finita, morta e sepolta, l’età dei grandi italici “intellettuali”, quelli che presumono di avere in mano le chiavi del sapere e del giudizio, ma che in realtà sono stati (e purtroppo continuano a essere) solo maestri di veleni, pubblici corruttori (soprattutto della gioventù), Cassandre stonate di sventure, sventura loro stessi, causa di molti mali per il nostro Paese.

  2. credo che l’Italia non si salverà anche a causa di personaggi come Lei… che si coprono gli occhi di fronte all’evidenza, forse pure per riempirsi le tasche. Renzi non solo non porterà nessun cambiamento, ma riuscirà anche a distruggere quel poco che ci è rimasto. Servo del potere, cosi uguale a Berlusconi (non a caso diventato suo principale alleato), è capace solo di parlare, promettere. ci siamo fatti comperare per 80 euro, questo è il valore di un italiano. grillo ha sbagliato, e molto. ma, sinora, il m5s è stato l’unico a proporre qualcosa. o devo forse ricordarLe che il pd è stato il primo a bocciare le riforme da renzi stesso promesse?
    suvvia. non nascondiamoci dietro un dito.

  3. Vorrei che lei mi spiegasse, caro signore, come potrei io riempirmi le tasche solo perche’ odio tenacemente il grillismo e le persone come lei, sempre pronte ad insultare senza mai proporre nulla di concreto. Io faccio l’insegnante, il mio stipendio e’ ben noto e non ho mai rubato a nessuno. Se ha delle accuse precise le faccia e, caso mai, ci vedremo davanti a un tribunale.
    Renzi e Berlusconi non sono affatto uguali, solo la stupidita’ dei grillini puo’ illudersi che la gente creda al vostro ridicolo qualunquismo ed al vostro disfattismo da quattro soldi. Lei continui pure a credere alle favole del buffone genovese, con l’apertura mentale che vi distingue, non certo piu’ ampia di quella di un bambino di tre anni.

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