Un compleanno particolare

Ieri il sottoscritto ha compiuto, ahimé, il sessantesimo anno di vita, essendo nato il 6 febbraio del lontano 1954, quando l’Italia, appena ripresasi dai disastri della guerra, iniziava quel famoso boom economico che ci avrebbe finalmente dato il benessere; ed era anche l’anno in cui Trieste tornò definitivamente all’Italia e quello in cui iniziarono ufficialmente nel nosto Paese le trasmissioni televisive.
Quando avevo l’età dei miei studenti di adesso, una persona di 60 anni mi sembrava decrepita, già con un piede nella fossa. E adesso mi rendo conto di quanto il passare del tempo muta la mentalità ed il pensiero di ciascuno di noi: adesso, a questa età, io mi sento non solo ancora utile, ma in grado di svolgere il mio lavoro anche meglio di quanto non facessi trent’anni fa, perché mi sono reso conto che l’esperienza è un valore importante, al quale non è giusto rinunciare a priori. Perciò, nonostante si dica ovunque con un certo disprezzo che i docenti italiani sono i più anziani d’Europa, a me la cosa non dispiace affatto; confermo anzi che non ho nessuna intenzione di andare in pensione, che conservo l’entusiasmo iniziale per la mia professione e che me ne andrò soltanto quando la legge mi costringerà.
A parte tutto ciò, non posso negare che la sensazione che si prova al raggiungimento di questa età non è piacevole: sapere che la gran parte della vita è passata, dover guardare indietro molto più che avanti, fare previsioni per una vecchiaia che non è mai un pensiero felice, sono tutti elementi che rattristano. E tuttavia, visto che non si può fermare il tempo, occorre rassegnarsi e cercare di continuare a vivere con serenità, per quanto possibile. E’ importante anche, secondo me, avere pochi rimpianti, non fissarsi sull’idea che la vita passata avrebbe potuto essere migliore: tutti noi, se tornassimo indietro, ci comporteremmo diversamente in molte circostanze. Ciò vale ovviamente anche per me, ma non per quel che riguarda le scelte fondamentali che ho compiuto, delle quali sono contento e che farei nuovamente se me ne fosse data la possibilità. Gli studi umanistici, la professione di docente di liceo, gli studi specialistici e le pubblicazioni che ho al mio attivo sono tutte attività che mi rendono orgoglioso e delle quali non mi pento affatto. Non cambierei il mio lavoro di docente di latino e greco con nessun altro, neanche se mi offrissero uno stipendio dieci volte superiore a quello che ricevo. Sotto questo profilo non vivo male i miei 60 anni, perché li ritengo ben vissuti; ho altri rimpianti che qui non voglio dire e che riguardano altri aspetti della vita, ma sento di aver compiuto qualcosa di importante e di appagante, che mi ha dato soddisfazioni tali da non dover guardare al passato come un complessivo fallimento. Altri staranno meglio di me; ma i risultati che ho raggiunto non mi sembrano di poco conto, soprattutto di questi tempi.

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6 commenti

Archiviato in Attualità

6 risposte a “Un compleanno particolare

  1. Rodolfo Funari

    Bravo, Massimo! Anche questa volta condivido in pieno le tue considerazioni. Sei uno dei pochi, oggi in Italia, che in uno spazio pubblico, quale è il tuo blog\forum, dice cose di buon senso, ragionevoli, utili anche ad orientare i più giovani. Ciao. Rodolfo

    • Grazie, Rodolfo, troppo gentile. A proposito, ieri sono stato a S.Quirico e ho pensato a te. Perché non mi scrivi in privato per informarmi del tuo lavoro attuale e dei tuoi studi? Un saluto.

  2. jacopo94

    Tanti cari auguri! Seppur non sia a volte d’accordo con i suoi post, ammiro la passione e la dedizione con cui svolge il suo lavoro! Jacopo

    • Grazie, Jacopo, per gli auguri. Il fatto che tu non sia sempre d’accordo con me è un fatto positivo, anzi propositivo, perché le diverse opinioni danno modo di riflettere e di far tesoro di ciò che l’altro dice. Questa è l’essenza della tolleranza, secondo me.

  3. Tanti tanti auguri! E non ti crucciare, l’età è solo un numero e poi se conservi ancora questo entusiasmo significa che la tua è una vita pienamente vissuta!

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