Libertas e licentia, ovvero il linguaggio forbito del “Movimento Cinque Stalle”

Gli antichi Romani, saggi com’erano nella vita privata e soprattutto in quella pubblica, distinguevano nettamente tra due concetti: quello della “libertas”, che designava la condizione del cittadino libero ma soggetto alle leggi, e quello della “licentia”, ossia l’atteggiamento sfrenato e arrogante di chi credeva di potersi permettere tutto ed essere al di sopra delle leggi. Il primo dei due concetti era sacrosanto, il secondo invece esecrato e punito, soprattutto quando era assunto da chi aveva responsabilità politiche e cariche pubbliche. Anche il celebre Scipione Africano, il vincitore di Annibale, fu sottoposto a processo e condannato per corruzione, proprio perché si era arrogantemente preso la “licentia” di appropriarsi di una somma di denaro dovuta allo Stato.
Gli antichi, sia Greci che Romani, avevano il senso della misura e quindi, pur salvaguardando il principio della libertà di parola e di espressione, non permettevano mai che si oltrepassassero i limiti della decenza e del buon gusto. Ma oggi purtroppo, forse anche perché si è perduto il senso storico e non si conoscono abbastanza le norme del vivere civile in cui gli antichi erano grandi maestri, questo limite si è largamente superato e i due concetti di “libertas” e di “licentia” vengono grossolanamente confusi: da alcuni decenni a questa parte, infatti, si è affermata ovunque (in tv, sulla stampa, nella vita sociale e politica) la logica del “se pò fà”, cioè la falsa credenza che sia lecito a ciascuno di dire e fare quel che vuole, infischiandosene delle leggi scritte e di quelle non scritte, quelle cioè del decoro e della coscienza umana. Con la scusa della libertà di parola e di stampa, giornalisti e uomini politici, per non parlare della gente comune, credono di poter insultare impunemente chiunque, diffamando e calunniando vergognosamente coloro che ritengono i loro avversari (o meglio nemici), e inveendo sconciamente con insulti, parolacce ed espressioni che farebbero vergogna anche ai carrettieri e agli scaricatori di porto.
Finché la cosa rimane nei bar o nelle strade, passi; ma quando in tv o addirittura in parlamento si ricorre all’insulto e al turpiloquio come normale linguaggio di espressione politica, significa che la barbarie e la bestialità umana sono giunte a tal punto che personaggi come Attila o Ivan il Terribile al confronto sono agnellini. Basti pensare al comportamento indegno e vergognoso del Movimento Cinque Stelle, che sarebbe meglio chiamare “cinque stalle”, vista l’elevatezza culturale e umana dei loro rappresentanti parlamentari. Questi soggetti, che si fa fatica a definire esseri umani, si sono presentati come coloro che portavano l’onestà nella politica, che volevano mandare a casa i politici ladri, che avrebbero cambiato tutto in meglio, e così hanno ingannato i gonzi che li hanno votati. Poi, una volta entrati nelle istituzioni, non hanno mai fatto né proposto nulla di positivo, ma si sono limitati ad abbaiare come cani arrabbiati contro i “nemici”, distruggendo tutto e non costruendo mai nulla. Ultimamente, poi, se ne sono usciti con espressioni e affermazioni che neanche il più volgare cafone riconoscerebbe come sue: tra di esse l’ultima perla è certamente il discorso pronunciato al senato dalla Taverna (il nome dice tutto, ad indicare che tipo di donna sia costei) il giorno della decadenza di Berlusconi, il giorno in cui gli avvoltoi della sinistra e gli sciacalli del M5S hanno trionfato e brindato sul cadavere della loro preda, rivelando tutta la vigliaccheria che ben li distingue. La Taverna non solo ha insultato pesantemente il “nemico”, ma ha anche detto, con gran decoro e finezza femminile, di voler sputare addosso a Berlusconi.
Ecco, questo è il livello dei politici italiani. Ed il bello è che Beppe Grillo e i suoi si erano presentati come coloro che avrebbero portato grandi novità nella politica. E quali sono queste novità? Il turpiloquio, l’insulto, la diffamazione, la menzogna più sfrontata, proprio delle belle novità di cui possiamo andare fieri; e se Berlusconi, come dicono, ci ha reso ridicoli all’estero, che gran lustro ci darà la Taverna se all’estero conosceranno il linguaggio suo e dei suoi? Non solo nell’antica Grecia e Roma, incunaboli della nostra perduta civiltà, ma in nessun altro Paese civile sarebbe stato permesso a una donnetta ignorante e volgare di usare il linguaggio postribolare che, a quanto pare, le è familiare e col quale ha inteso infangare un “nemico” che invece, a dimostrazione della stupidità sua e dei suoi, finirà per favorire. In un Paese civile essa sarebbe stata quanto meno espulsa dal Senato per sempre e denunciata, come meriterebbe in pieno. Ma da noi, si sa, la libertà di insulto e di diffamazione, il turpiloquio, sono ormai tollerati e anzi anche lodati da una televisione e da certi giornali che sarebbero buoni soltanto per essere gettati nella spazzatura.
La violenza, verbale e non solo, del Movimento Cinque Stelle è sotto gli occhi di tutti e non può più esere tollerata: le istituzioni devono reagire, anche con leggi coercitive se necessario. Si permette ad un buffone come Grillo di insultare il Presidente della Repubblica e nessuno fa nulla? Non esiste più il reato di vilipendio alle istituzioni? Io non me lo spiego, se non pensando al timore che può incutere un mentecatto solo perché ha avuto i voti alle elezioni, fingendo di essere contro e al di fuori della politica tradizionale. Anche questo non è vero, perché i grillini hanno dimostrato con le loro esternazioni di non essere affatto “neutrali”, ma di avere tra le loro file tanti residuati bellici del vecchio sinistrume extraparlamentare e fiancheggiatore del terrorismo: si nota senza dubbio dal sostegno che danno, ad esempio, al movimento No-Tav, dai discorsi scellerati di chi tra loro ha esaltato gli assassini di Nassiryia, dalle farneticazioni di un certo Bernini (M5S) che ebbe a dire, in un intervento al parlamento, che l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle fu organizzato dagli americani stessi, e altre nefandezze simili che ci richiamano alla mente i proclami delle Brigate Rosse. Sono estremisti travestiti, individui pericolosi e violenti che lo Stato democratico non può tenere al suo interno, perché rischia di essere un cancro che distrugge da dentro le istituzioni stesse.

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6 commenti

Archiviato in Attualità

6 risposte a “Libertas e licentia, ovvero il linguaggio forbito del “Movimento Cinque Stalle”

  1. Shannon

    Le licentiae verbali sono certamente meno dannose delle licentiae materiali che per decenni hanno caratterizzato l’operato dei nostri bei politicanti di destra e di sinistra. Tanto più che le licentiae verbali sono rivolte a chi veramente se le merita. Forse lei, egregio professore, e mi perdoni, ha scritto un articolo così miope perché ha la fortuna di avere uno stipendio nel settore pubblico e sta comodo in questa sua fortunata situazione. Ma si lasci riprendere da una ragazza che a 27 anni ha già due lauree, una in lettere antiche e una in filologia moderna, un dottorato di ricerca in Filologia umanistica, un Diploma all’Archivio di Stato: il tutto ottenuto con il massimo dei voti e lode e nel minor tempo possibile per uno studente, eppure A CASA IN CERCA DI UN LAVORO…Io non mi preoccuperei dei GIUSTISSIMI toni, anche accesi, utilizzati da Grillo & co. ma piuttosto mi preoccuperei di curare la miopia: l’Italia è ormai a rotoli, ma certamente non a causa delle …. condivisibilissime licentiae verbali dei grillini.
    Ah, e si vada a leggere sul sito del Parlamento i cento e passa progetti di legge del MOVIMENTO 5 STELLE: se questo vuol dire non fare nulla, mi spieghi lei cosa significa “fare qualcosa”! O per lei contano solo … le parole?

    • Cara signorina, quel che c’è di più offensivo nel suo commento non è tanto il fatto che mi accusi di miopia e che incensi Grillo come un deus ex machina che risolve tutti i problemi, quanto che mi dica che “ho la fortuna di avere uno stipendio pubblico e sto comodo in questa fortunata situazione”. Sarebbe bene che collegasse un po’ il cervello, signorina, prima di dire delle enormità simili. Prima di tutto il mio stipendio non è certo da nababbi e mi meraviglio come possa fare invidia un trattamento economico che è vergognoso per chi si impegna anima e corpo per la formazione dei nostri giovani; in secondo luogo, signorina, a me il posto non l’ha regalato nessuno, ma ho vinto un concorso ORDINARIO a cattedre per la classe 52 giungendo ai primi posti in tutta la mia regione, e dopo aver superato delle prove tra le quali c’era la traduzione dal greco al latino, e senza vocabolario, di un brano di 54 versi di Euripide, non certo come i concorsi che fanno adesso, con cinque righe di Cesare o di Senofonte da tradurre e due domandine di letteratura! Quindi io non mi sento di rubare nulla, e non sono affatto ricco, sono una persona che vive del proprio lavoro e che cerca di osservare la realtà dal proprio punto di vista, senza farsi condizionare dalle gazzarre e dalla violenza verbale e materiale che piace tanto a Grillo ed alla gente come lei.
      Quanto alle “licentiae” verbali dei grillini, mi meraviglio che una persona che si vanta di avere tante lauree e titoli approvi e giudichi condivisibile un linguaggio da… Taverna, fatto di insulti e turpiloquio come è quello impiegato da questi individui rozzi e ignoranti che sono entrati in Parlamento senza alcun titolo e alcuna preparazione culturale; hanno infangato un luogo dove vissero e parlarono politici come Crispi, Giolitti, Gentile, De Gasperi e tanti altri ancora che, a vedere i loro seggi occupati da questi animali da stalla si rivolteranno nella tomba, poveretti. Lei dovrebbe sapere, da esimia laureata quale si vanta di essere, che le parole hanno un peso, e che per esprimere buone ragioni non c’è alcun bisogno di usare un linguaggio violento e volgare, che quasi sempre si rivolge contro chi lo usa, rivelandone l’assoluta assenza di dignità umana. E poi mi sembra che proprio lei sia vittima della miopia che attribuisce a me, allorquando scarica sui politici tutta la responsabilità della situazione che sta vivendo il nostro Paese. A parte il fatto che facciamo i conti con una crisi economica mondiale di cui non sono certo responsabili i politici di casa nostra, ma poi, se veramente costoro hanno colpa, non sono da accusare solo quelli degli ultimi 20 anni, ma tutti quelli che, dal 1946 in poi, hanno attuato una politica di spesa incontrollata e alimentato privilegi (vedi le pensioni baby) che adesso tutti scontiamo. L’urlo, la rivolta incontrollata, l’istigazione alla violenza, il “tutti a casa” di Grillo & C. sono vani proclami inconcludenti: quando i partiti ed i politici non esistessero più, quale democrazia potremmo avere? Quale forma di governo accettabile secondo la nostra Costituzione? Se l’è mai chiesto lei, questo? Certo, è comodo e facile trovare un capro espiatorio per gettargli addosso tutta la colpa ed il livore che deriva dai propri problemi irrisolti. Invece secondo me bisognerebbe fare altro, cioè rimboccarsi le maniche e non aspettare la manna dal cielo, ma darsi da fare ed accettare anche occupazioni inferiori al nostro titolo di studio, in attesa di tempi migliori. Piangersi addosso non serve, e non è mai servito a nulla.

  2. Ilaria

    Gentile Professore,
    Condivido pienamente i Suoi rilievi sul linguaggio dei grillini (o, come dico io dei grullini, titolo che mi pare più confacente ai soggetti) soprattutto oggi 01.01.2014 dopo aver ascoltato, per mera curiosità,il delirante discorso del loro leader o sedicente tale. Posso solo dire che il Suo sdegno per la volgarità dei toni e dei modi fa da contraltare al senso di viva ripugnanza che ho provato e provo ogni volta che sento certi soggetti adoperare parole e concetti alti ed importanti come Costituzione, divisione di poteri, distinzione dei poteri dello Stato, vincolo di mandato parlamentare (e sua assenza nel nostro ordinamento ), rappresentanza, democrazia diretta e indiretta ed anche il tanto usato ed abusato termine referendum, quasi fosse la panacea per qualsiasi male…Su certi concetti ho passato tante giornate di studio, ho avuto docenti che hanno speso corsi interi (sono laureata in giurisprudenza) nel tentativo di spiegare e rendere fruibile il significato storico ed attuale di quegli istituti…ed oggi arriva un comico, semianalfabeta, rozzo e prende quei delicatissimi meccanismi e li scaraventa rovinosamente ad una platea di inesperti, di ignoranti, nel senso letterale del termine, frantumandoli e deturpandoli e chiosa affermando che ne sa più suo figlio di Costituzione che gli stessi Giudici Costituzionali riuniti… Forse abbiamo davvero toccato il fondo, speriamo allora in una rapida risalita….

    • Cara Ilaria, tu sei stata mia alunna e conosci i principi morali ai quali io mi sono sempre richiamato nel mio insegnamento: ecco perché anche tu, giustamente, condanni la rozzezza e l’ignoranza con cui certi individui come Grillo & C. infangano le nostre istituzioni democratiche. Purtroppo siamo in una fase storica in cui la cultura, la competenza specifica nei vari ambiti della vita sociale, ma anche le semplici norme di educazione del vivere civile sono dimenticate; basta ascoltare i proclami dei politici e soprattutto quelli dei “grullini” come li chiami tu. Il fatto che il 25 per cento degli elettori li abbia votati dimostra soltanto la decadenza morale e culturale del nostro Paese, oltre che la pochezza intellettuale di tanti cittadini.

  3. Lorenzo

    Caro Prof Rossi ,
    come trova i vari video del Prof Barbero disponibili su youtube?

    Ho l’occasione di poter vedere i video che la BBC produce su argomenti di scienza e storia mi piacciono molto e mi rammarico che in Italiano ci sia tanto poco da guardare.
    Crede che nel futuro ci saranno dei suoi video?
    Mi piacerebbe e sarebbero utili a molti.
    Sinceramente ,
    Un allievo molto scarso…
    P.S.
    Cosa rappresentano le due figure greche che fanno da contorno alla pagina del suo blog?

    • A dir la verità non conoscevo i video del prof. Barbero su youtube; per chi è interessato alla storia medievale, sono certamente molto utili. Se si ha la pazienza di cercare, si possono trovare su youtube video didattici e culturali di grande interesse. Io non ho ancora fatto alcun video, ma può darsi che in futuro mi decida a farli, e tratteranno soprattutto del mondo classico e di storia della letteratura. Le due figure che coronano il mio blog sono riprese da una decorazione vascolare greca del V° secolo a.C.

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