Un piccolo traguardo

Oggi il mio blog ha superato la soglia delle 20.000 visite, in poco più di un anno e mezzo. Sono contento di questo buon risultato, anche se non può definirsi esaltante in confronto con altri blog famosi che contano migliaia di visite al giorno. Sono lusingato dal fatto che ho un numero abbastanza alto di persone che mi seguono costantemente e molte altre che, pur entrando sporadicamente nel blog, vi hanno trovato spunti di riflessione che sono stati loro utili per il loro lavoro scolastico o per altri motivi.
Una cosa che mi rammarica, invece, è il numero dei commenti, ancora troppo limitato: evidentemente molte persone si contentano di leggere senza intervenire nella discussione, forse per timore di dire inesattezze o per semplice indolenza. A me invece fanno sempre piacere i commenti, perché rivelano il pensiero altrui e danno modo di riflettere sul proprio, ed anche perché costituiscono un approfondimento culturale indubbiamente utile per me, che cerco sempre di far tesoro delle esperienze degli altri, senza però farmi influenzare nelle mie convinzioni. E forse questa mia fermezza nel sostenere le mie posizioni, le idee nelle quali credo fermamente, allontana qualcuno dal mandare commenti; ma io da sempre nella mia vita, proprio per carattere, sono abituato a dire ciò che penso, anche con il rischio di farmi dei nemici e di restare antipatico a chi non è disposto a sentirsi dire cose che non condivide o non gli fanno piacere. Anche nella vita reale la mia schiettezza, il dire in faccia a tutti quel che penso, mi ha provocato attriti e inimicizie, come quando certi colleghi non mi hanno rivolto la parola per un anno intero solo perché avevo criticato le loro idee politiche o le loro pretese assurde in materia di didattica o di orario di servizio. Comunque ripeto che sul mio blog i commenti sono sempre graditi, anche se non rispecchiano le mie convinzioni; basta che non siano stupidi e offensivi, nel qual caso non vengono né letti né pubblicati. Il bello del blog è proprio questo: che cioè il titolare può decidere se rispondere o no ad un interlocutore, cosa che invece purtroppo nella vita reale non è quasi mai possibile.

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6 commenti

Archiviato in Attualità, Scuola e didattica

6 risposte a “Un piccolo traguardo

  1. Caro professore,
    io ho scoperto da poco il suo blog, ma si tratta ormai di un appuntamento fisso per me ogni qualvolta mi connetto a internet. In lei apprezzo proprio quelle caratteristiche di schiettezza e solidità che lei stesso ha elencato, oltre ovviamente alla qualità e alla serietà degli interventi proposti.
    Complimenti per questo piccolo grande traguardo e a presto!

    • Molte grazie per le sue gentili parole. La schiettezza di cui ho parlato, come ognuno può constatare, viene apprezzata in qualche caso, ma per lo più è fonte di antipatie e risentimenti, perché le persone non amano sentirsi dire apertamente ciò che non piace a loro sentire. Forse accoglierebbero meglio osservazioni e critiche se conoscessero il pensiero di Seneca, il quale afferma che la vera amicizia non è quella di colui che ti adula e ti blandisce, ma quella di chi ti mostra con fermezza i tuoi errori e ti dà modo di emendarti.

  2. antonella vigato

    Sono la mamma di un liceale di 16 anni, ho apprezzato molto il suo articolo su …colloquio con genitori a scuola.
    Mi rendo conto che qualche volta sia necessario mettersi anche dalla parte del docente, il quale compito non e’ sempre facile ma le assicuro che non tutti i docenti ragionano come lei.
    saluti e complimenti

    • Cara signora, la ringrazio per le sue parole anche se ha… sbagliato post, nel senso che il commento andava indirizzato a quello sui colloqui scuola-famiglia e non a questo, dove parlo delle visite al mio blog. Mi fa piacere che lei, benché abbia trovato da ridire su alcuni docenti, riconosca comunque che il nostro non è un compito facile e che la miglior cosa da fare sia cercare una collaborazione tra scuola e famiglia, piuttosto che una contrapposizione che non può mai essere utile a nessuno.

  3. Non conoscevo questo blog e ho avuto piacere che nonostante l’attivismo contro il latino e il greco dei governanti si cerchi quanto meno di dibattere.
    Ottimo è questo blog. Ci sono per fortuna anche altre sedi di dibattito e forse con cauto ottimismo penso che sarà dura per coloro che sono contro il greco in particolare eliminare queste passioni per il classico che sono un valore per tutti.

    L’articolo “Un piccolo traguardo” che ho letto ben rende ragioni e anche problematiche reali s’intende. Penso che bisognorebbe andare oltre questo ottimo articolo e invito a tenere conto che in particolare per il greco e per il suo alfabeto che non è facile da imparare non è detto che debba avere attenzione solo a livello di scuola pubblica e mi riferisco al liceo.

    Purtroppo se oggi si vuole imparare un po’ di greco è impossibile Dove sono i docenti?. In pratica sono solo nelle università e nei licei classici!

    Noto però che da vari anni si rivendica il rilancio del liceo classico e non si considera che non si vuole che la cultura umanistica sia di fruizione per tutti.

    I tempi sono cambiati. Ormai lo stato non ha più obiettivi culturali da raggiungere e si voglia o no bisogna prenderne atto e dare risposte adeguate organizzando seminari proprio sulla lingua greca antica e quella latina. Se non avviene un rilancio forte sarà difficile bloccare le tendenze in atto.

    • Grazie per le sue parole. Tutti noi che teniamo al mantenimento della cultura umanistica e del suo ruolo formativo – e non parlo solo dei docenti di latino e greco, ma anche di tanti “scienziati” – non possiamo che essere in sintonia con quanto lei ha detto. Purtroppo i tempi attuali non sono rosei, visto il calo delle iscrizioni al Liceo Classico su base nazionale; ma noi non cessiamo mai di sperare in un ravvedimento di chi ha in mano le leve del potere ed in un miglioramento della situazione, se non altro per una causa di civiltà, per non perdere una tradizione culturale che ha sempre fatto onore al nostro Paese.

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