La tv esalta, senza conoscerla, la tecnologia scolastica

In questi giorni ho sentito ad un telegiornale (mi pare il TG2) una notizia presentata come uno scoop: che cioè in un liceo del ricco e progredito Nord Italia è stato adottato il registro elettronico e che gli alunni, al momento di entrare a scuola il mattino, fanno passare un apposito tesserino elettronico (detto badge) che attesta la loro presenza; i genitori poi, mediante una password, possono controllare i voti e le assenze dei figli.
La notizia mi ha fatto sorridere e ha confermato in me l’idea secondo cui i giornalisti televisivi sono scarsamente informati di ciò che avviene nel mondo della scuola, di cui parlano senza alcuna competenza: se infatti, prima di dare questa notizia così sensazionale, avessero fatto una semplice indagine, avrebbero scoperto che il registro elettronico è ormai una realtà di fatto in moltissime scuole, non solo in quel liceo che ci hanno mostrato. Nella mia scuola ad esempio, grazie all’impegno propositivo del Dirigente e di noi docenti, lo impieghiamo ormai da tre anni, e dallo stesso arco di tempo è in uso il badge (ma perché non usiamo la lingua italiana?) ed il controllo genitoriale sul profitto ed il comportamento degli alunni. Pur essendo Licei di provincia, noi a Montepulciano siamo stati pionieri delle nuove tecnologie e ne siamo fieri, benché non manchino anche in questo ambito le controindicazioni; si sa bene, in effetti, che ubi commoda, ibi et incommoda, ma è comunque un dato di fatto che il nuovo sistema non è prerogativa dei licei del nord, né di un particolare tipo di scuola rispetto ad altri.
Il servizio del tg2 proseguiva con l’immagine di una classe di quel liceo, in cui tutti gli alunni erano stati forniti del loro bravo tablet, che tenevano sul banco. Un alunno intervistato ha detto che quello strumento serve per andare su internet durante le lezioni, e magari per scambiarsi appunti e notizie tra studenti. Ecco, questo noi ancora non ce l’abbiamo, ma non ne sentiamo francamente la mancanza; io, personalmente, sono convinto che non sia il tablet o la LIM a dover sostituire gli strumenti tradizionali della didattica come i libri o i quaderni, né che tali strumenti possano far diventare bravo e studioso chi non lo è. Di questo l’ubriacatura informatica che oggi investe giornalisti, intellettuali e ministri dell’istruzione non si è ancora accorta: che cioè i tablet e altri aggeggi del genere sono soltanto strumenti, non necessariamente miracolosi né più efficaci di altri per la didattica. E poi ho l’impressione – anzi quasi la certezza – che dare dei tablet a tutti gli alunni durante le lezioni servirebbe più che altro a farli distrarre e a far sì che, nel bel mezzo della spiegazione del docente, essi si diletterebbero nei giochetti elettronici e nello scambiarsi messaggi più o meno frivoli e insulsi. Se impediamo loro di tenere acceso il cellulare durante le lezioni e poi diamo loro il tablet, ci ritroviamo, come si sul dire, punto e daccapo.

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4 commenti

Archiviato in Attualità, Politica scolastica, Scuola e didattica

4 risposte a “La tv esalta, senza conoscerla, la tecnologia scolastica

  1. Condivido: la tecnologia è un mezzo, non un fine e i suoi strumenti dovrebbero essere integrativi, non sostitutivi, oltre al fatto che dovrebbero rispondere a una richiesta di funzionalità e non puntare ad impressionare alunni e genitori.
    Quanto allo scoop, credo che la scuola non abbia bisogno di trovate sensazionali, ma di recuperare il senso dell’istruzione e della professione di insegnare.

    • Completamente d’accordo, cara Monica. Il problema è che la TV si occupa della scuola solo per ingigantire ciò che non va bene e per fare dei pretesi scoop dove in realtà non c’è niente di nuovo.

  2. fitonatura online

    I giornalisti sono deprimenti, proprio come i loro interventi in cui dimostrano solo ignoranza e parlano per luoghi comuni. A volte davvero credo che ci sia un piano segreto (che poi tanto segreto non è) per affossare la scuola, sminuire il serio lavoro dei docenti a favore di una tecnologia che supporta ma non sostituisce nè il libro (di carta, non l’ebook) nè la professionalità dell’insegnante. Liceo classico ridotto ai minimi termini, liceo scientifico che pare voglia diventare un istituto tecnico (sebbene ora si usi il termine “tecnologico”) e poca, anzi pochissima selezione. Nessuna valorizzazione delle eccellenze, che sono costrette ad emigrare… che tristezza!

  3. I servizi dei vari TG sulla scuola sono penosi, come lei giustamente dice: si muovono per luoghi comuni ed evidenziano solo ciò che non funziona, senza mai dire una parola sulle tante eccellenze che abbiamo ma che nessuno conosce. Esaltano le nuove tecnologie non rendendosi conto che il loro impiego, a volte utile, non è però determinante in alcun modo sulla didattica, né tantomeno sul successo scolastico. I docenti, poi, vengono presentati o come fannulloni o come poveri sciocchi nelle mani di alunni furbi e spregiudicati che copiano i compiti, saltano le lezioni e altre prodezze simili, per le quali vengono sottilmente lodati dai giornalisti. Io ho già scritto più volte alle redazioni dei TG per questo vergognoso trattamento che ci riservano, ma non ho mai avuto risposta.

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