Immigrazione e buonismo nostrano

In occasione della tragedia di Lampedusa, di cui sono rimasti vittime oltre 300 immigrati africani, ne abbiamo sentite di tutti i colori dai nostri politici, dai giornalisti e persino dal papa, sempre pronto a commentare a suo modo (e spesso a sproposito) i fatti che accadono nel mondo. In tale occasione il capo della chiesa cattolica, facendo eco a personalità delle istituzioni come la solerte presidente della Camera dei deputati, ha parlato di “vergogna” dell’Italia di fronte a quanto è accaduto.
Ora forse io sarò ignorante o disinformato, ma proprio non ho capito di cosa noi dobbiamo vergognarci. Siamo stati noi italiani forse ad ammazzare queste persone? Li abbiamo forse invitati a casa nostra e poi fatti naufragare? Non li abbiamo forse soccorsi, salvati e rifocillati, i superstiti, procedendo poi a spese nostre al recupero dei cadaveri? Cosa dovevamo fare di più, visto che gli altri Paesi europei, ai quali noi italiani spesso pensiamo come fossero paradisi terrestri, ci hanno da sempre abbandonato come se il problema dell’immigrazione fosse soltanto nostro? A me pare l’esatto contrario, cioè che l’Italia abbia fatto e faccia anche troppo per queste persone, che nessuno ha invitato a venire e che spesso, dopo aver avuto anche più di quanto si aspettassero, si permettono anche di ribellarsi ai centri di accoglienza, fare violenze e devastazioni, ritenendo un loro diritto ciò che è invece un aiuto umanitario, del quale dovrebbero semmai ringraziarci. Io ho sempre saputo che se qualcuno entra in casa mia, anzitutto deve esservi invitato; e di certo, se decido di ospitarlo, non può lamentarsi del trattamento che gli riserbo. Se quel che io faccio per lui non gli va bene, se ne resti a casa propria.
Le accuse rivolte dal papa, dai demagoghi di estrema sinistra e dai buonisti infiltrati nelle istituzioni non hanno alcuna ragion d’essere, se non la malafede di chi le formula. Sono anch’esse espressione di quella dittatura della religione laica di cui ho parlato in un altro post, una mentalità ormai dominante e diffusa attraverso i mezzi di informazione in base alla quale i “diversi” sono da preferire e da favorire in ogni modo rispetto agli altri. E così, dopo i portatori di handicap e i gay, sono adesso gli immigrati africani ad essere incensati sull’altare di questa religione laica, che bolla subito con il marchio del disprezzo e del razzismo chiunque si azzarda a non condividere questo buonismo dissennato.
Se la sono presa anche con la legge Bossi-Fini, l’unica norma giusta che tenta in qualche modo di regolare, se non di eliminare, il flusso degli arrivi, senza pensare che questa legge non c’entra assolutamente nulla con la tragedia di Lampedusa, che sarebbe avvenuta anche se la Bossi-Fini non ci fosse stata. Del resto, vogliamo chiederci perché i nuovi santoni della religione laica stile Boldrini o Rodotà, mentre attaccano la nostra legge, non dicono nulla di ciò che avviene in Spagna, dove gli arrivi dal Marocco sono regolati e spesso proibiti, o negli Stati Uniti, dove i soldati sparano addosso ai disperati che dal Messico cercano di raggiungere il loro Paese? Non viene da pensare che costoro siano un po’ in malafede e che utilizzino queste idee così libertarie e progressiste per fini di propaganda politica? Adesso vogliono abolire anche il reato di immigrazione clandestina (col beneplacito dei mentecatti del M5S), col risultato di vedere aumentato in progressione geometrica il numero degli stranieri senza lavoro e quindi anche della criminalità.
Ma la sicurezza dei cittadini italiani non interessa a nessuno? Nessuno si pone il problema del 40% di disoccupazione giovanile esistente in Italia, un dato che sconsiglierebbe qualunque persona di buon senso ad autorizzare l’arrivo in massa di stranieri che, non trovando occupazione, finiscono per ingrossare le file del crimine organizzato. E’ questo un dato di fatto che nessuno può smentire: proprio ieri, tanto per dire l’ultima, è stata sgominata a Milano una banda di dominicani che compivano furti, rapine e ogni sorta di reati, per non voler dire di più. Il problema esiste e come, e la sciagurata nuova religione laica non farà che accrescerlo, fermo restando il fatto che esistono anche tantissimi stranieri che lavorano onestamente e sono anzi un supporto insostituibile della nostra economia. Perciò dobbiamo regolare, non impedire del tutto l’accesso agli stranieri; ma essi debbono dimostrare di avere buone intenzioni, di lavorare onestamente e di rispettare le nostre leggi e la nostra cultura. Altrimenti vanno rispediti nei loro paesi di origine. Attualmente, con la crisi economica in atto, l’Italia non può affrontare da sola questa emergenza, non può permettersi di accogliere migliaia e migliaia di persone che arrivano qua senza nulla e senza prospettive. Forse sbaglierò, ma penso che ogni Paese debba provvedere prima ai propri cittadini, assicurando loro anzitutto un lavoro e una vita dignitosa; poi, se ve n’è la possibilità, possiamo aiutare anche gli altri. Ma accoglierli, mantenerli, dare loro casa e lavoro mentre ci sono italiani che dormono in macchina e vivono di stenti non mi pare degno di una nazione civile.

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17 commenti

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17 risposte a “Immigrazione e buonismo nostrano

  1. Condivido le tue preoccupazioni e la descrizione della malagestione della faccenda, lasciata ai buonisti e a commenti faziosi e strumentali. Come sottolinei verso la fine il problema è regolare, non proibire e credo che l’obiezione mossa alla Bossi-Fini sia proprio su questo piano: non si può generalizzare ne in positivo, ne in negativo, ma è doveroso un distinguo. E, allo stesso modo, bisognerebbe piantarla di generalizzare dicendo che lo straniero è di per sè una risorsa, l’unica risorsa che fa progredire sono le persone oneste, qualunque sia la loro razza. Dal punto di vista umano, credo sia comprensibile che si possa fuggire da un paese che non garantisce la sopravvivenza, la libertà e i diritti fondamentali, ma certo questo non è e non deve diventare un problema italiano.
    Quanto alle parole del Papa, io le interpreto non come accusa all’italia, ma come angosciosa preoccupazione il fatto che avvengano cose simili e, in ogni caso, mi sembra che il Papa non abbia intenzione di sostituirsi al governo, per cui credo sia sbagliato strumentalizzare quello che dice e farne un programma politico, perchè gli ambiti di intervento sono differenti.

    • Hai ragione, anche secondo me l’arrivo degli stranieri non va impedito del tutto ma regolamentato, perché non siamo nelle condizioni economiche e sociali per poter accogliere tutte queste persone, come vorrebbero i progressisti ipocriti e gli alfieri della carità cristiana. E al proposito ti dico, anche a costo di attirarmi disprezzo, che a me le esternazioni di questo nuovo papa ed i suoi atteggiamenti disinvolti non piacciono molto, specie in materia di diritti civili. Che anche il buon Francesco abbia capito dove tira il vento e ad esso si voglia adeguare per accrescere la propria popolarità?

      • Non saprei, io non ho avuto l’impressione che Papa Francesco sia un calcolatore, credo possa dipendere anche dal fatto che sono fermamente convinta che la Chiesa sia la Chiesa e lo Stato lo Stato, ovvero due “organizzazioni” differenti per ambito e modalità d’intervento e, personalmente, non mi sono mai piaciute le ingerenze o i condizionamenti tra i due.
        Perchè dovresti attirare disprezzo? Quando si dialoga ci si espone al “rischio” di sentire opinioni differenti, le quali dovrebbero indurre alla riflessione, non al disprezzo. Non è automatico, può essere faticoso, ma credo sia il vero sforzo da compiere: se l’educazione e l’istruzione non portano a questo mi sembrano inutili.

      • Anch’io ho sempre pensato che Stato e Chiesa debbano essere due organismi diversi e che non debbano interferire tra loro; ma purtroppo non è così, perché le indebite ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche sulla politica e la vita sociale del nostro Paese sono sempre state schiaccianti. Quanto a ciò che dici sulla diversità di opinioni, sono pienamente d’accordo, ma purtroppo ci sono persone che non rispettano le idee degli altri e che usano l’insulto e la diffamazione come normale loro metodo dialettico. Avrai un ottimo esempio di ciò che dico ascoltando le esternazioni del sig. Beppe Grillo e dei suoi ignorantissimi servitori seduti in parlamento.

  2. Fabio

    Mi scuso se mi intrometto con un commento ninja in stile mordi e fuggi ma leggendo questo post mi sono venute in mente molte cose da dire e cerco di riassumerle brevemente e di parlare in modo chiaro e rispettoso. Da una parte mi viene da dire che ha ragione quando dice che il resto d’Europa guarda e bacchetta dall’alto del suo disinteresse. E’ vero anche che l’Italia ha una politica umanitaria nell’accogliere migranti che altri paesi non hanno. Mi chiedo però dove sia questa religione laica in un paese come il nostro in cui il dogmatismo fa da padrone, dove esistono solo pecore e pastori, dove l’ideologia è morta ed esistono solo tifoserie opposte. Dove la solidarietà sociale, il senso civico e il buonsenso lasciano il posto a personalismi, egoismi e ignoranza. Se da un punto di visto può sembrare pragmatico e cinico ma indispensabile il ragionamento che vuole dare la priorità a chi è italiano rispetto a chi viene da fuori d’altra parte in un periodo come questo di difficoltà sociali, politiche ed economiche si rischia di scarificare sull’altare del benessere e della sicurezza valori portanti di ogni democrazia quali i diritti civili, la libertà, la solidarietà ed eguaglianza. Mi permetto di dissentire sulla bossi-fini che in pieno stile italico spera di risolvere un problema non combattendo le fonti del problema stesso ma tentando di sopprimere, tramite il reato di clandestinità, un fenomeno che ha profonde e radicate spinte motrici. […] Vorrei poi che si mettesse nei panni di queste persone, costrette per mesi a vivere in migliaia dentro questi centri di accoglienza che possono ospitare al massimo poche centinaia di persone. Stipati come qualche secolo fa nelle navi negriere che salpavano verso il nuovo mondo con il loro carico umano, prima nelle carrette che attraversano il canale di sicilia, e poi in queste strutture, questi lager, in condizioni igieniche inconcepibili. Ospite si… ma se l’ospite viene trattato come uno schiavo, come un animale, anzi nemmeno come tale, garantire il diritto a ribellarsi o quanto meno a lamentarsi è indispensabile in uno stato che vuole dirsi civile, anzi che vuole credersi civile.

    • Altro che commento mordi e fuggi, caro Fabio! Lei ha scritto un romanzo, e sono stato costretto a tagliarlo in alcune parti, lasciando comunque inalterato il senso globale del suo intervento. Prendo atto che lei dissente da me e non me ne cruccio, perché so che la mia posizione è condivisa da alcuni ma avversata da molti altri, tra i quali ci sono anche gli idioti che mi mandano commenti insultanti e che ovviamente non pubblico. Cerco di risponderle su tre punti: 1) la “nuova religione laica” è una definizione data da Marcello Veneziani sul “Giornale” che mi è sembrata giusta e che ho ripreso sul mio blog. Si tratta della visione buonistica e falsamente progressista che protegge e sostiene i diritti civili dei cosiddetti “diversi” (vedi i gay o gli extracomunitari) bollando col marchio infamante del razzismo chiunque si azzardi a sostenere la famiglia normale fondata sul matrimonio tra uomo e donna o la priorità degli italiani nei confronti degli immigrati. Di recente, con la legge sull’omofobia, hanno tentato persino di annullare la libertà di opinione garantita dalla Costituzione. 2) Sulla Bossi-Fini si può pensare tutto il male possibile, ma occorre comunque mettere un argine agli arrivi di stranieri, che già sono molti in Italia e che rischiano, anche loro malgrado, di aumentare la criminalità già molto presente: quante rapine, quanti omicidi, quanti furti vengono compiuti da albanesi, romeni, africani, dominicani, cinesi ecc.? Abolire il reato di immigrazione clandestina vuol dire incoraggiare migliaia e migliaia di persone ad invadere un paese che ha già tanti problemi economici e che, a mio vedere, dovrebbe prima pensare ai suoi cittadini. 3) Il paragone con le navi dei negrieri europei e americani non mi sembra calzante: quei poveri schiavi venivano rastrellati e imbarcati a forza su quelle navi, gli immigrati di oggi invece vengono di loro spontanea volontà, spesso attirati da un miraggio di benessere che si rivela poi del tutto illusorio.

      • Fabio

        Mordi e fuggi perché non avevo intenzione di ri-rispondere. Però a questo punto mi vedo costretto a sottolineare un punto del mio commento che credo non abbia avuto l’attenzione che meritava e io non l’ho spiegato bene. A mio avviso la Bossi Fini contribuisce pesantemente all’aumento della criminalità, spinge queste persone in una situazione di ghettizzazione e di sfruttamento sociale, di schiavitù, e le spinge nelle mani del crimine organizzato. Inoltre fomenta odio e disprezzo! In fine affolla inutilmente le carceri e non prevede nessun vero sistema di espulsione. Insomma aggrava solamente la situazione, e di parecchio.

      • Io ho l’impressione che tutta questa avversione per la Bossi-Fini derivi da motivazioni ideologiche, da odio preconcetto per i due politici che hanno dato il nome a questa legge. Ma io non voglio difenderla: che sia pure abrogata, se ciò è meglio. Vedremo però con cosa la sostituiranno. Una cosa è certa: che se aboliscono il reato di immigrazione clandestina, che tutti i paesi civili (pur in diverse forme) posseggono, ci vedremo invasi da migliaia e migliaia di extracomunitari che non sapremo come gestire, specie nella situazione economica in cui ci troviamo. Vedremo poi come i paladini del libertarismo di sinistra e della carità evangelica riusciranno a risolvere il problema.

  3. Matteo

    Seguo con piacere il suo blog da qualche mese: ho sempre rispettato le sue idee in ambito didattico- professionale e spesso mi sono trovato in linea col suo pensiero in materia politico- sociale. Leggendo questo suo ultimo articolo non posso tuttavia nascondere un po’ di delusione. Accantonando per un momento il discorso su religioni laiche e non, credo che lei non abbia considerato a fondo la questione sul piano umano, e ciò mi sorprende, dal momento che lei è un grande studioso del mondo antico: si ricorderà sicuramente che i Greci consideravano l’ospitalità come un valore sacro (forse gli esseri umani si stanno trasformando in Ciclopi?), così come nel mondo romano dei tempi migliori una delle virtù più elevate era proprio l’humanitas, ovvero un’etica basata sulla filantropia che prescindeva da razze, religioni e culture. Condivido il suo sdegno per la nostra disastrosa situazione politica ed economica, condivido il disprezzo per azioni politiche volte a strumentalizzare in maniera ipocrita questa tragedia e condivido l’indignazione nei confronti di un’Europa che se ne sta a guardare come se si trattasse di un film drammatico, ma non posso che disapprovare se lei scrive che non siamo nelle condizioni di poter aiutare delle persone sfuggite alla guerra o partite per sottrarre le loro mogli o i loro figli a un destino di povertà e miseria fin troppo infelice. E inoltre (perdoni la franchezza) non credo che per essere solidali con persone affamate, spaventate e provviste solo di stracci si debba prima guardare il proprio conto in banca o il proprio portafoglio: come posso vivere in pace e serenità con me stesso se, anche avendo una situazione economica agiata, non posso, anzi non voglio, porgere la mano a chi sta peggio di me? […] Riguardo alla questione sul papa, non so nulla in merito al suo orientamento religioso, ma vorrei dirle questo: l’amore e la carità sono sentimenti che provengono direttamente dall’animo umano. Gesù (di cui il papa, secondo i cristiani, è Vicario in Terra) si è fatto garante e difensore di questi sentimenti per elevare l’umanità, non per fare mera propaganda politica. […]

    • Caro Matteo, apprezzo la franchezza ma anche la cortesia con cui ha scritto il commento, pur dissentendo da quanto ho scritto. Anche lei però ha fatto un paragone, quello con il mondo antico, che non mi pare calzante: i Greci avevano sì il senso dell’ospitalità, ma a livello di singole persone, mentre gli abitanti di una polis non avrebbero mai accettato che il loro territorio fosse invaso da migliaia di emigranti. Ad Atene potevano vivere gli stranieri (chiamati metèci), ma non avevano diritti civili e dovevano dimostrare di lavorare e mantenersi da soli. Quanto all'”humanitas” dei Romani è meglio lasciar perdere, si tratta di un concetto del tutto diverso da quello che lei ha immaginato.
      Lei parla di carità cristiana, ma intanto io distinguerei tra l’insegnamento di Gesù e quello dei vari papi (compreso quello attuale), che non sempre è stato ed è esente da convenienze e interessi di tipo politico ed economico. Forse lei idealizza il cristianesimo e lo spirito di San Francesco, che non è uguale a quello del papa che porta il suo nome. Comunque, a parte ciò che pensiamo su questo, io posso anche ammettere che i paesi occidentali più ricchi debbano dare una mano ai più poveri o a chi fugge dalla carestia e dalla guerra; ma non è pensabile che un Paese come l’Italia, gravato dalla crisi economica e dai problemi che conosciamo, possa farsi carico da sola di tutto questo flusso migratorio. Dove sono gli altri stati civili europei come la Germania, la Francia, l’Inghilterra, la Spagna e gli altri? Mentre tutti costoro chiudono le frontiere, soltanto noi dobbiamo tenerle aperte e accogliere tutti senza distinzione? E poi tenga conto del fatto che ci sono migliaia di italiani che vivono in povertà, senza lavoro o con pensioni da fame, sfruttati dalle tasse e senza poter avere servizi essenziali senza pagare cifre assurde (v. i ticket sanitari). Non è giusto forse che un Paese civile aiuti prima di tutto i SUOI cittadini prima di accogliere gli immigrati? Il papa, la Kienge e la Boldrini possono dire ciò che vogliono, ma io resto di questa opinione.

  4. Se posso permettermi, il paragone col diritto dell’ospitalità greca è del tutto improprio. L’ospite era sacro, è vero, ma il vincolo che si creava tra ospitato e ospitante era forte quanto quello familiare e prevedeva onore e rispetto da entrambi le parti. I guerrieri rinunciavano al duello in nome del diritto di ospitalità, addirittura contratto dai loro avi.
    In Italia dov’è questo grande rispetto per chi accoglie e aiuta i migranti? Non voglio generalizzare, però il delinquere a casa d’altri nella Grecia classica come sarebbe stato punito? Prima di fare paragoni, riflettiamo un pò anche sulle differenze!

  5. Daniele Maci

    Egr. Prof. Rossi, ma quanti problemi non risolti ha lei, per scrivere con tanta fobia. La paura del diverso non fa certo cultura e cittadinanza. Ne tenga conto, se può, quando erudisce i suoi allievi. Sono un sanitario ed ogni giorno vivo le necessità di coloro che ricorrono a noi per la propria salute, bene primario irrinunciabile per tutti.
    Con stima ed affetto Daniele Maci

    • I miei problemi riguardano soltanto me. Io non ho fobia del diverso, vorrei soltanto che non si arrivasse, per aiutare e sostenere il diverso con tanta carità cristiana, a penalizzare e ignorare le altre persone. Ha ragione a dire che la salute è un bene primario per tutti, ma non vedo cosa c’entri con l’immigrazione incontrollata e clandestina.

  6. Romolo

    Negli ultimi giorni si sente parlare nel web di Daniele Filippin.
    Su facebook, molte persone scrivono nella propria bacheca e di altri di questo ragazzo, che a breve farà un libro molto importante. Non solo, ma anche sui gruppi, sulle pagine, sui siti, tutti sembrano ammirare questa nuovo scrittore. Per chi non lo conoscesse, Filippin negli ultimi anni della sua vita si è interessato molto a capire l’evoluzione demografica dei paesi del nuovo mondo, di cui sopratutto dell’Argentina.

  7. Cosa avrà scritto mai di tanto importante questo tizio? Io, come ho detto altrove, ho un pregiudiziale rifiuto per i cosiddetti “scrittori” contemporanei, che non considero quasi mai tali. Confesso che questo è un mio difetto, ma non posso farci nulla, è più forte di me.

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