La triste fine di un autore di libri scolastici

Scrivo questo post come autore di svariati testi scolastici: 4 commenti a opere classiche (Plauto, Terenzio, Cicerone, Virgilio) ed una intera storia e antologia della letteratura latina. Lo scopo di questo mio scritto è quello di convincere gli eventuali aspiranti autori di testi scolastici a desistere dal loro folle proposito. La mia esperienza in proposito è a dir poco umiliante, e spiego perché. I quattro commenti a singole opere, pur adottate da diversi Licei, non mi hanno portato alcun titolo apprezzabile per eventuali concorsi a dirigente scolastico o universitari, e sono stati retribuiti in maniera scarsissima: o compensi forfettari dell’ordine di 1000/1500 euro, o percentuali sulle vendite del 6 per cento, che in oltre dieci anni hanno reso cifre del tutto trascurabili, soprattutto se comparate alle centinaia o migliaia di ore di lavoro occorse per la compilazione di questi libri.
Ma il colpo più grosso è venuto dalla mia edizione completa di una storia della letteratura latina, pubblicata a Napoli nel 2009 dall’editore Loffredo, con il titolo di Scientia Litterarum. Un bel titolo, certo, per un’opera che ha riscosso un certo successo, poiché le adozioni, pur non elevatissime, sono state effettuate in decine di Istituti superiori, soprattutto licei Classici, ma anche Scientifici e delle scienze umane.
A questo immane lavoro ho dedicato quattro anni della mia vita (dal 2004 al 2008), rinchiudendomi in casa per mesi interi come un condannato agli arresti domiciliari; ho dovuto acquistare, ovviamente a spese mie, molti libri e articoli indispensabili per il mio lavoro, ho consultato centinaia di siti web, ho effettuato diversi viaggi a Napoli, sede della casa editrice, anch’essi a spese mie. Ho ottenuto un contratto, regolarmente sottoscritto dall’editore, che mi garantiva una percentuale dell’8% sul prezzo di copertina; una condizione non disprezzabile, se i miei diritti fossero stati regolarmente rispettati. Invece che è successo? Che dopo il pagamento di quanto dovuto per il primo anno di vendite (2009/10), l’editore non mi ha più corrisposto un solo centesimo di quanto dovutomi, pur in presenza di un contratto con valore legale, limitandosi a generiche promesse mai mantenute. Poi è accaduto di peggio: l’editore si è defilato dalle sue responsabilità e si è reso irreperibile, la Casa editrice Loffredo è passata nelle mani di un nuovo direttore, il quale si nega anch’egli al telefono, non risponde alle e-mail ed alla posta ordinaria, e non ha pagato nulla agli autori di quanto dovuto per i pregressi contratti. Questa è stata la ricompensa per i miei quattro anni di lavoro matto e disperatissimo! Per questo invito chi volesse impelagarsi in un’attività del genere a cambiare idea immediatamente e magari giocarsi i soldi al superenalotto, che certamente rende di più.
Un trattamento del genere è vergognoso e disonesto, ma ben si accorda con la generale disistima e disprezzo che l’opinione pubblica ha nei confronti della categoria degli insegnanti, i quali possono essere impunemente trattati a pesci in faccia da tutti, senza alcun ritegno. Non abbiamo alcun prestigio sociale, questa è la realtà. Ed io adesso, insieme agli altri miei colleghi truffati così dall’editrice Loffredo di Napoli, cosa dobbiamo fare? Forse un’azione legale? Ma con la rapidità della giustizia italiana, specie quella civile, cosa c’è da attendersi? Di ricevere al massimo, e tra dieci anni, un decimo di quanto ci spetta, e dopo aver sostenuto spese e fastidi di ogni genere. Mi dispiace, ma così non può continuare, non possiamo dire di abitare in un Paese civile, ma di vivere in un paese dove la disonestà e la furbizia continuano ancora a farla da padroni.

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22 commenti

Archiviato in Attualità, Scuola e didattica

22 risposte a “La triste fine di un autore di libri scolastici

  1. Caro Massimo,

    capisco il tuo sfogo e mi dispiaccio per te. Ma so come vanno le cose con le case editrici. Ho nel “cassetto” da diversi anni un mio libro (pubblicato in gran parte nei miei blog) e altri porgetti rimasti in sospeso. Nulla di poderoso, intendiamoci. Mi piace scrivere e lo faccio prima di tutto per me stessa, senza pensare ad una possibile pubblicazione. Però il sogno rimane lì, nel cassetto. Non ho mai pensato, proprio per i motivi da te esposti, di intraprendere un lavoro così serio e dispendioso, in tutti i sensi, come la preparazione di un manuale scolastico. Preferisco dedicare il mio tempo e le mie risorse ad altro, anche se onestamente non sono una patita dei giochi come il superenalotto e il grattaevinci. 😉

    Metti da parte il pur giustificato rancore e goditi questi giorni di festa, troppo pochi e non liberi del tutto dal lavoro, immagino. Io ho tre pacchi di compiti da correggere …

    Buona Pasqua. A presto.

    • Cara Marisa, hai perfettamente ragione quando dici che preferisci dedicare ad altro le tue risorse intellettuali. D’ora in poi lo farò anch’io, perché ho avuto una delusione troppo grande da questo comportamento di un editore che credevo serio e che invece era tutto il contrario. Buona Pasqua anche a te, e buona correzione dei compiti!

  2. Lucrezia

    Bel blog, scoperto tramite il prof Perboni. Siamo colleghi, vivo in Germania e lo stato in cui versa la scuola italiana è stato un ottimo incentivo alla partenza. Attendo con ansia altri post!

    • Grazie, Lucrezia. Continua pure a seguire il mio blog, mi fa molto piacere, e non esitare a mandare commenti, anche di critica a ciò che scrivo. Sai, io sono un po’ pessimista, ma nella scuola ci vivo da 33 anni e non ho mai visto un periodo così brutto come questo. Ci sentiamo con altri post!

  3. Cx

    Caro Massimo,
    Lavoro in una casa editrice di scolastica e conosco molto bene le fatiche che stanno dietro la realizzazione di un libro di scuola: anni di ricerche, stesure, rifacimenti, progetti che cambiano per motivi diversi (programmazione per competenze, digitalizzazione…. solo per citarne alcuni). L’editore non e’ quel mostro cattivo che appare nella tua descrizione: ci lavorano persone che – come l’autore – mettono anima e corpo perche’ il libro abbia successo, cioe’ perche’ il libro sia didatticamente efficace e perche’ sia venduto almeno in un numero di copie da ‘giustificare’ gli ingenti investimenti iniziali.
    Ci lavorano persone che, come te, sono fortunate perche’ fanno un mestiere che li appassiona, a cui dedicano ore e ore (e dopo le 8 ore giornaliere non sono retribuite!) e interi we.
    Ne’ loro ne’ gli autori generalmente diventano ricchi: il 6-8 per cento di royalties che tu citi, e che confermo essere uso anche presso di noi, effettivamente non fa ricchi nessuno (tranne quei pochi che riescono a vendere centinaia di copie dei loro libri), ma perche’ hai avuto la sfortuna, e me ne dispiace molto, di imbatterti in un editore che non ti ha pagato il dovuto compenso, non puoi generalizzare e dire che sono tutti così. Nei miei 15 anni di lavoro nel settore, nessun autore, e dico nessun autore, non e’ stato retribuito con cadenze regolari per quanto pubblicato e venduto. Per cui ti invito si’, se effettivamente il tuo corso ha venduto un certo numero di copie per cui non sei stato pagato, a fare ricorso.
    La giustizia c’e’ e dobbiamo crederci, tenendoci lontano da facili generalizzazioni non accertate (anche se nate da comprensibili delusioni): siamo educatori, testimoniamo anche così il nostro ruolo nella società.

    I miei piu’ sinceri auguri
    Cx

    • Caro Cx, io non intendevo affatto condannare tutti gli editori di libri scolastici, che stanno attualmente attraversando un brutto momento, anche a causa di questa follia informatica di Profumo & c. che pretende stoltamente di far studiare gli alunni solo su tablets e computers, eliminando il libro di carta che è invece ancora attualissimo e indispensabile, benché costi qualche euro in più. Io ho esternato la mia esperienza personale, perché sono veramente indignato del fatto che un editore un tempo famoso per la qualità dei suoi testi (e faccio nome e cognome: l’editore Loffredo di Napoli) mi abbia trattato in questo modo. Aggiungo che non solo non ha rispettato il contratto, ma non ha mai risposto alle mie sollecitazioni, alle mie mail, alle raccomandate ecc. Se ha problemi economici, com’è probabile in questo periodo, avrebbe almeno dovuto degnarsi di rispondere e di indicare una soluzione al problema. Invece nulla di nulla. Ci resta solo da far parlare gli avvocati e le carte bollate, ma con quale esito non è dato sapere. Quanto al credere nella giustizia, caro mio, stendiamo un velo pietoso: basta vedere quel che succede a livello nazionale, di cui ci informa anche la TV. Ed è meglio fermarsi qui, non dire altro.

  4. Sono allibita! E pensare che ero così affascinata dall’ipotesi di un simile lavoro…

    • Volevi dire che avresti anche tu intenzione di scrivere un libro per la scuola? Caso mai ti fosse venuta questa insana idea, cara Monica, ti consiglio vivamente di rinunciare e rivolgere altrove i tuoi interessi, soprattutto in questo periodo. Credi a me, non ne vale la pena.

      • Già, volevo dire questo, farò tesoro di questo tuo consiglio.
        Comunque è uno scandalo il modo in cui si agisce in questi ambiti, alla faccia della cultura!!

  5. Scusa, ma tu pensavi davvero di scrivere libri scolastici per guadagnarci? Io do per scontato in partenza che questo sia impossibile. Al massimo, se proprio si trova l’editore serio, si può sperare di rientrarci delle spese già sostenute, ma di guadagnarci proprio no.

    Secondo me, chi scrive libri scolastici, OGGI (non parlo di 30 o 50 anni fa, ma di OGGI), non è che decida a tavolino di pianificare la stesura di un libro pensando in partenza di metterlo sul mercato e tirarci su dei soldi: la maggioranza di chi scrive libri scolastici, semplicemente, inizia in maniera frammentaria, in ordine di argomenti abbastanza sparso, senza nessuna idea inziale di farne un libro completo, ma solo per produrre dispense ufficiose che gli fanno comodo per usarle coi propri studenti. Io ad esempio ne ho preparate parecchie, ma senza nessuna organizzazione di tipo editoriale: semplicemente, ogni tanto mi rendo conto che sul libro scolastico che ho in adozione, un certo argomento non c’è, oppure è trattato in maniera che non mi piace, e quindi lo integro con qualcosa di scritto per conto mio.

    Poi, col passare degli anni, di questo materiale se ne accumula tanto, e allora a qualcuno viene in mente di raccoglierlo tutto, di riempire gli argomenti che mancano, e di farne un libro sul programma completo. Ma non credo che sia una cosa pianificata fin dall’inizio…

    Lisa

    • Cara Lisa, mi fa piacere che tu legga il mio blog e ti ringrazio per il commento. Forse mi sono espresso male nel post, se ho dato l’impressione di avere scritto libri scolastici per guadagnare soldi. Non è affatto così: io li ho scritti per contribuire, per quel poco che posso, alla cultura classica ed alla formazione dei ragazzi e anche un po’ -. lo confesso senza vergogna – per ambizione, per farmi conoscere. Però trovo giusto che quando una persona ha lavorato anni in modo compulsivo, sacrificando ferie ed altro, riceva quanto gli è dovuto in base al contratto che l’editore stesso ha firmato. Per il resto mi spiace, ma non concordo con te quando dici che la composizione dei libri scolastici è spesso inconsapevole, quasi una somma di dispense composte per i propri alunni e poi dirette all’editoria. Ti posso assicurare che, almeno io, ho pianificato per anni questi progetti di pubblicazione, per le ragioni che ho detto, e vi ho raccolto anche soddisfazioni e apprezzamenti da parte di docenti e studenti. Purtroppo tutto ciò è stato rovinato dal comportamento dell’editore, ma questo è un altro discorso.

  6. Angiola Perricone

    Caro collega,
    siamo due docenti di scuola secondaria di primo grado del Piemonte e, capitate per caso nel suo blog, siamo rimaste sorprese di veder descritta in modo assolutamente preciso la nostra medesima situazione.
    Infatti anche noi, autrici di un testo di musica per il nostro ordine di scuola, abbiamo pubblicato con la Casa Editrice Loffredo di Napoli e ci troviamo esattamente nelle sue imbarazzanti condizioni.
    Qualora lei fosse interessato a confrontarsi con noi, ci contatti pure liberamente via mail.
    Angiola e Silvia

    • Care colleghe, purtroppo la situazione è quale io ho descritto. La Casa Editrice Loffredo di Napoli, che sta attraversando un brutto periodo dal punto di vista finanziario, ha cambiato lo staff direttivo ed i nuovi responsabili si sono chiusi nel silenzio, senza corrispondere agli Autori quanto loro dovuto. Si tratta di una vergogna senza pari, e per questo ho voluto parlarne apertamente qui sul blog, facendo il nome dell’editore proprio perché si merita di esser messo in cattiva luce e perché autori e docenti non si fidino più di lui. Io per il momento ho rinunciato a intraprendere un’azione legale, perché le spese e i fastidi sarebbero forse maggiori di quanto riusciremmo a ricavarne; però, se siamo tutti d’accordo e ci mettiamo assieme, forse qualche risultato potremo ottenerlo. Magari possiamo parlarne in forma privata. Ciao e auguri a tutte e due.

    • Umerto Pessina

      Ciao Angiola e Silvia,
      ho adottato il vostro testo nella scuola ove insegno e putroppo dallo scorso anno sono stato ostretto a cambiarlo perchè Loffredo non lo pubblica più. Mi piacerebbe mettermi in contatto con voi per scambio materiale. Mi chiedo anche come mai Loffredo non sia riuscito a vendere i diritti di pubblicazione ad altra casa editrice?
      Umberto Pessina

  7. Saverio

    Gentile prof rossi, l’editore l’ha truffata, ma la legge è dalla sua parte. Faccia valere i suoi diritti. Un autore di scolastica

    • Grazie, Saverio, per il suo messaggio. Forse lei con gli editori è stato più fortunato di me: io ho lavorato quattro anni giorno e notte per scrivere una storia della letteratura latina di cui sono orgoglioso, ma questa gioia è offuscata dal comportamento indegno tenuto dall’editore. Quanto alla legge che lei dice essere dalla mia parte, io non sarei così fiducioso nella giustizia italiana, anche perché ci sono già passato. Se legge di nuovo il post comprenderà bene come io la pensi su questo argomento.

  8. bruno palumbo

    Salve.
    Leggo e partecipo solo ora.
    Anche mia moglie ha scritto molti testi per Loffredo : Geogafia.Educazione Civica,Latino.
    Dal 2010 non sono stati più pagati i diritti d’autore,con un nocumento ad oggi assolutamente notevole,tanto da compromettere progetti e programmi familiari (casa per i figli, etc)
    La casa editrice Loffredo ha dichiarato fallimento al Tribunale di Napoli, mi sembra di ricordare nel 2013 o 2014.
    Rivoltasi ad un legale,(=spese) mia moglie è riuscita ad essere inserita nell’elenco dei creditori,sia pure per una cifra minimale.
    Siamo in attesa(al 2016) di una qualsivoglia notizia sulla procedura fallimentare e sulla eventuale chimerica ridicola liquidazione(=assoluta aleatorietà della difesa dei diritti di cittadini onesti)..
    Fonti non ufficiali,e risultanze in rete,comunque da verificare, riferiscono che la(nuova) casa editrice Loffredo possa aver continuato per anni a vendere i testi di mia moglie.
    Potrebbe essere il prototipo di una vergogna-truffa tutta italiana.
    Bruno Palumbo, Roma

    • Caro sig. Bruno, la situazione in cui si trova sua moglie è del tutto analoga alla mia: la casa editrice Loffredo ha dichiarato fallimento nel 2014, il Tribunale di Napoli ha compilato una lista di creditori in cui figura anche il mio nome, ma per adesso non abbiamo avuto nulla. Le udienze svoltesi fino ad oggi non hanno risolto il problema, perché sembra che si debba procedere alla vendita all’incanto di immobili storici (di proprietà della Loffredo) nel centro di Napoli, un’operazione molto complicata nella fase attuale di crisi economica. Così tutto è fermo da anni e siamo ancora in attesa di veder riconosciuti i nostri diritti. Intanto continua la vendita dei testi, in maniera del tutto scorretta e truffaldina. Questa purtroppo è la giustizia italiana, della quale non finirò mai di lamentarmi.

  9. Daniela

    Buongiorno, mi permetto di intervenire in quanto il di mio marito versa nelle medesime situazioni : 5 anni a scrivere una collana di testi scolastici, mai pagato, la casa editrice fallisce nel 2015, ma noi abbiamo fatto peggio : rileviamo i libri a deposito, con i diritti autore e apriamo attivita’ di ecommerce…e proviamo a fare promozione presso le scuole. Ora pero’ il problema con l’Aie che da’ i suoi servizi (archivio consultabile alle scuole per la scelta del manuale, etc…database consultabile dalla case editrici per sapere quante scuole hanno adottato e quindi per sapere quanti volumi servono per l’anno successivo) solo alle case editrici, cosa che non siamo ancora….Allora siamo o non siamo un po’ “audaci”? D’altronde l’alternativa era quella di veder sacrificati i 5 anni di lavoro per nulla….stiamo provando questa strada..se avete delle dritte (non troppo pessimiste) date pure….

    • Signora Daniela, temo che l’azione sua e di suo marito non sia regolare, perché la vendita dei libri agli alunni delle scuole deve avvenire tramite i normali canali di distribuzione (filiali delle case editrici, librai o supermercati ecc.), non si può fare in forma privata; mi meraviglio infatti di come voi abbiate potuto rilevare le copie dei libri dai depositi, che non sono autorizzati a venderli ai privati. Comunque, visto come vanno le cose in Italia in questo settore, tutto è possibile. Per quanto mi riguarda, confesso che non ho mai pensato ad una soluzione simile, anche perché i depositi dove giacevano i miei libri sono ormai vuoti e la casa editrice Loffredo, dato che è fallita, non li ristampa più.

      • Daniela

        Mi permetto di risponderle e aggiungere particolari : abbiamo aperto un’attivita’ regolare , partita iva, registro imprese; i libri sono stati acquistati e pagati con fattura al curatore fallimentare, l’attivita’ di promozione è avvenuta con regolare presentazione come distributori..per la ristampa avendo noi i diritti d’autore possiamo farne quello che vogliamo.Sperando che possa trovare una soluzione ai suoi, dispiace che dei talenti vadano sprecati, e si perdano d’animo per queste cose burocratiche che letteralmente segano le gambe…..Buona continuazione.

  10. In effetti ha ragione, signora Daniela: dopo la cocente delusione che ho patito con Loffredo, il mio desiderio di pubblicare e di contribuire con questo mezzo alla cultura e all’educazione dei giovani, si è affievolita al punto da provocarmi una forma di depressione. E pensare che ho una nuova edizione della mia letteratura latina già pronta, che potrei proporre ad altro editore, se ne avessi voglia… Comunque la ringrazio dei suoi contributi e le faccio i complimenti per il suo spirito di iniziativa.

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