Presidi e docenti trattati da pezzenti! (e fa anche rima)

Circa un mese fa ebbi l’idea balzana di presentare domanda per far parte delle commissioni giudicatrici del concorso ordinario a cattedre adesso in pieno svolgimento. Ovviamente chiesi l’esonero dall’insegnamento, perché è pacifico per me che non è umanamente sopportabile per un docente, specie se come il sottoscritto ha raggiunto una certa età, un impegno così gravoso: come è possibile infatti continuare a svolgere il normale nostro lavoro quotidiano (che va ben oltre le 18 ore frontali settimanali, per chi non lo sapesse!) e al tempo stesso mettersi in viaggio, al pomeriggio, per raggiungere una sede d’esame distante 100 km. da casa, dove oltretutto siamo chiamati a svolgere un compito difficile e di grande responsabilità? Per me era già un affronto, da parte del ministero e del suo titolare (verso il quale ho già espresso tutta la mia disistima), pretendere dai docenti un impegno ai limiti della sopravvivenza; perciò sono contento di non essere stato nominato, dato che ho saputo che esistono colleghi così solerti e vigorosi da accettare questo trattamento da schiavi. Contenti loro, contenti tutti!
Ma oggi, al termine di una riunione, il Dirigente della mia scuola mi ha informato sui compensi che verranno pagati ai presidenti ed ai commissari, un argomento di cui non mi ero interessato prima perché non è per il denaro che avevo fatto quella domanda, ma per contribuire un po’ alla meritocrazia di cui, a mio avviso, c’è sempre più bisogno nella nostra scuola. Orbene, sono rimasto esterrefatto e indignato quando ho saputo che ai presidenti delle commissioni, per lo più presidi in servizio o in pensione, sarebbe toccata l’astronomica cifra di 251 euro, mentre ai commissari andrà la mirabolante somma di 209 euro! E intendiamoci, non al giorno, ma per tutta la sessione d’esame! E non ho ben capito se tale faraonico compenso è al netto o al lordo, perché in quest’ultimo caso gli sventurati colleghi ci dovranno pagare anche il 38% di tasse, più contributi assistenziali e previdenziali. Ma non è tutto: il buon Profumo, assistito da Grilli e da Monti con la “legge di stabilità”, ha voluto svenarsi, e ha offerto persino altri 50 centesimi (udite, udite!) per ogni candidato affidato alla commissione. Così, facendo un conto semplice semplice, dato che la commissione nella quale avrebbe dovuto trovarsi il sottoscritto, quella cioè della classe di concorso A052 della Toscana, avrà forse 100 candidati (o anche meno), nella migliore delle ipotesi i commissari riceveranno ciascuno 209 + 50, cioè 259 euro lordi, per un lavoro che durerà alcuni mesi e che comprende non solo la correzione degli elaborati, già complessa di suo, ma anche l’effettuazione delle prove orali. Per far svolgere la prova orale a 100 candidati occorreranno almeno 20 giorni, visto che non si possono effettuare più di cinque prove al giorno. In pratica, se consideriamo un impegno pari a non meno di 40 giorni (tra correzione degli scritti, prove orali, compilazione graduatorie ecc.) il compenso di questi professionisti laureati si aggira sui 6 euro e mezzo lordi al giorno.
Siamo all’assurdo, al tragicomico per meglio dire. Un mendicante che con un po’ di stracci e un piattino si adagia lungo il corso di qualunque città, guadagna dieci volte tanto, almeno. Quello che mi meraviglia e mi annichilisce però, oltre al fatto che ci trattino peggio dei cani presi a calci per la strada, è che esistano colleghi che accettano di essere trattati in questo modo. Dov’è finita la dignità, non dico quella della nostra categoria (che non esiste più), ma quella personale di ciascuno di noi? A questo punto sono ben lieto di non essere stato chiamato in commissione, perché in tal caso avrei preso quel compenso miserevole che mi concedevano e l’avrei stracciato davanti al ministero, a Trastevere, in faccia a Profumo, che si prende uno stipendio tanto lauto quanto rapinato dalle tasche dei contribuenti italiani.
Spero che questo mio post sia letto da molti colleghi che si apprestano a fare i presidenti e commissari in queste condizioni; costoro, a mio avviso, dovrebbero avere un sussulto di dignità e rinunciare in massa all’incarico, lasciare Profumo e i suoi scagnozzi da soli a gestire il concorso e vedere un po’ come riescono a cavarsela! Se il capo di questo sciagurato governo e i suoi ministri non si sono ancora accorti che la schiavitù è stata abolita, forse è il caso di ricordarglielo!

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9 commenti

Archiviato in Attualità, Politica scolastica

9 risposte a “Presidi e docenti trattati da pezzenti! (e fa anche rima)

  1. Non ero al corrente di questi retroscena e sono attonita!
    Mi sembra che, contrariamente a ciò che si predica, si faccia di tutto per scoraggiare non solo la meritocrazia, ma anche l’onestà! Tralasciando il mio nefasto pensiero su questi corsi e concorsi che mettono in piedi (io sono una “vittima” del TFA), sono giusto reduce da una settimana di discussioni con i dirigenti della mia scuola che considerano i docenti come pedine della loro scacchiera e se gli fai notare, normativa alla mano, che le loro imposizioni sono scorrette sono capaci di farti vivere male, molto male.
    Non vorrei davvero arrivare a pensare che il mondo sia dei furbi, ma io credevo che la scuola dovesse essere il tempio del sapere e dell’educazione e invece…

    • Tu lo credevi, cara Monica, ma non era così. Che il nostro Ministero, soprattutto da quando è retto da questo ministro “tecnico” faccia di tutto per scoraggiare la meritocrazia e l’onestà, è cosa evidente a tutti. Che i commissari del concorso a cattedre siano pagati con questa squallida elemosina ne è una dimostrazione ulteriore. Se vuoi un consiglio, però, cerca di collaborare con il Dirigente della tua scuola, e forse otterrai di più che mettendotici a contrasto; ed a proposito, leggiti il mio “Decalogo del docente”, un post di qualche mese fa che trovi qui sul blog. Io ho un ottimo rapporto con il Dirigente della mia scuola, e forse per questo ragiono così, ma credo che in ogni caso sia meglio evitare scontri e discussioni, che fanno male a tutti.

      • Il tuo è un buon consiglio, che tra l’altro ho sempre cercato di attuare perchè credo nella collaborazione. Da precaria mi capita sempre di cambiare scuola e fino ad ora non ho avuto problemi. La situazione dell’anno in corso, però, mi induce a credere che bisogna essere in due a non volere i conflitti e, cosa ancora più triste, mi capita di notare che certa gente appena ha il potere tra le mani perde il lume della ragione e in una scuola lo trovo davvero squallido.

  2. Maria Luisa Ruberto

    Sanno che quanto più ci affamano, tanto più ci accontentiamo delle loro briciole!!!!!!

  3. La schiavitù era stata abolita di diritto ma è stata reintrodotta di fatto! E quello che il collega Massimo ha illustrato è solo uno dei tanti esempi: chi lavora nei call center, a provviggione, non è forse uno schiavo (ma almeno gli schiavi ricevevano vitto e alloggio)? E che dire di chi a Catanzaro (da dove scrivo – e mi sentirei di dire in tutta la Calabria) insegna, gratuitamente, nelle scuola private solo per ottenere il “punteggio” da spendere (forse) in futuro nella scuola pubblica? E chi fa supplenza all’Università di Catanzaro percependo cifre analoghe a quelle sopra descritte per carichi di lavoro equivalenti non è praticamente uno schiavo anch’egli?
    La cosa triste è che tutto ciò avviene con il tacito consenso delle istituzioni se non sotto la loro diretta responsabilità. E se una volta gli schiavi venivano importati d altri paesi adesso vengono “pescati” tra i più bisognosi che, per la loro condizione, non possono neanche produrre uno “scatto d’orgoglio”! E la maggior parte di questi nuovi schiavi appartengono alle giovani generazioni… i nostri figli!!!

    • Caro Domenico, penso proprio che tu abbia ragione. La situazione che stiamo vivendo è grama per tutti, ma non ho difficoltà a credere che per chi abita al sud sia ancora più difficile, specie se è precario. Dover lavorare praticamente gratis in una scuola privata per acquisire un punteggio che non sappiamo quanto sarà utile è, a mio avviso, un vero e proprio sfruttamento. E quel che mi preoccupa è il futuro, non tanto quello delle persone della mia generazione, ormai sistemate in qualche modo, quanto quello dei nostri figli (anch’io ne ho due) i quali non riescono ancora a intravedere la luce oltre il tunnel. Comunque auguri a te e a tutta la Calabria, bellissima terra.

  4. Miriam

    Se avessero avuto “un sussulto di dignità” non avrebbero richiesto di fare i commissari in questo concorso-truffa!

  5. Caro Massimo, avevo letto di un compenso di 700 euro lordi per tutto il periodo, più o meno i conti tornano. E’ semplicemente scandaloso non solo il trattamento che viene riservato ai docenti ma anche, e soprattutto, che ci sia qualcuno che accetti di farsi schiavizzare.

    Per mia esperienza personale, poi, posso dire che nelle commissioni d’esame ci sono docenti per nulla preparati. Ricordo che quando ho sostenuto l’orale per insegnare nella scuola media (e parlo del 1985!), pur non essendo previsto l’insegnamento del Latino, ho dovuto portare 20 autori con un congruo numero di testi. All’esame un emerito cretino si è messo a discutere sul carme 101 di Catullo: era convinto che l’indigne del verso: heu miser indigne frater adempte mihi fosse un aggettivo e concordasse con frater e continuava a dire che mi sbagliavo io … fortunatamente è intervenuta una collega a darmi ragione.
    Altro aneddoto: quando ho sostenuto l’orale per la A050, essendo oggetto d’esame anche la geografia (materia su cui regna l’ignoranza più assoluta da parte degli insegnanti … me inclusa 😦 ) e avendo saputo i commissari che io ero già di ruolo alle medie, uno dei prof candidamente disse: “Signora, noi della geografia non sappiamo nulla perché non la insegniamo [ 🙄 ], ci presenti, dunque, una lezione di geografia che ha recentemente proposto nelle classi in cui insegna”.

    Non so dove ho letto che bisognerebbe esaminare i commissari da mandare nelle commissioni … purtroppo, però, sarebbe necessario anche esaminare chi ha il compito di esaminare i futuri esaminatori … bisticci verbali a parte, è la storia del cane che si morde la coda.

    Quello che trovo assurdo nella fattispecie è che paghino i corsi di recupero a 50 euro lorde l’ora (e talvolta i corsi vengono tenuti da gente che non sa nemmeno insegnare nelle ore curricolari!) e risparmiano su dei commissari che hanno la responsabilità di scegliere gli insegnanti nelle cui mani sarà la scuola per i prossimi trent’anni almeno.

    Infine, concordo pienamente con Maria Luisa Ruperto e aggiungo che, proprio perché per decenni la scuola è andata avanti grazie al volontariato degli insegnanti, ora se ne approfittano. Ma io non ci sto (come amava dire l’ex presidente Scalfaro) e ho deciso che faccio solo quello per cui mi pagano (parlo degli extra, naturalmente) perché la professionalità non va svenduta bensì riconosciuta. Finché questo concetto non sarà chiaro a tutti i docenti, la nostra condizione non muterà e resteremo sempre dei “pezzenti”.

    Scusa se mi sono dilungata.
    Un caro saluto.

    • Cara Marisa, forse i 700 euro di cui parli li percepiranno coloro che hanno 500 candidati o più… ma si tratta comunque di una miseria, perché quando vi hai calcolato le ritenute fiscali e previdenziali, la cifra risulta dimezzata; e a me pare un insulto vero e proprio per chi ha una professionalità e una laurea essere trattati in questo modo. Concordo anche con quanto dici sui corsi di recupero, IDEI o come si chiamano; anzi, io li abolirei del tutto, perché trovo assurdo che lo Stato impieghi soldi pubblici per far recuperare gli alunni asini e vagabondi. Sarebbe meglio utilizzare questi fondi per valorizzare le eccellenze, che nella nostra scuola sono da sempre mortificate.
      Mi ha divertito leggere gli aneddoti sui tuoi concorsi, soprattutto quello sul carme 101 di Catullo: se avesse avuto ragione lui, il povero fratello del poeta sarebbe divenuto “indegno”, un concetto del tutto incompatibile con lo spirito di questo componimento. O dove l’avevano trovato quel commissario, al CEPU?

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