L’ignoranza, la follia e la dittatura

Non avevo intenzione di scrivere alcun post in questo periodo, ma la sciagurata proposta fatta da questo governo di “tecnici” inserita nella legge di stabilità, ossia la volontà di aumentare di un terzo (da 18 a 24 ore settimanali) l’orario dei docenti delle scuole superiori, mi costringe ad intervenire, se non altro per sfogare l’odio e la rabbia che nutro per questo governo non eletto da nessuno e per questo ministro, il sig. Profumo, per il quale ho un disprezzo e una disistima che mai ho provato per nessun altro dei suoi predecessori. Un ministro che, dopo la nomina, ha passato almeno sei mesi senza fare praticamente nulla per la scuola e che poi, quando si è deciso a mettersi in gioco, ha fatto una serie di dichiarazioni ed ha preso decisioni che rivelano senza ombra di dubbio la più totale incompetenza rispetto a quelli che sono i problemi della scuola.

L’aumento dell’orario di servizio dei docenti, a dirlo così senza conoscere la realtà, può apparire anche come una cosa giusta, visto che l’opinione pubblica (e anche alcuni politici come l’ex ministro Brunetta e gli attuali “tecnici”) ci considerano lavoratori a mezzo servizio, o per meglio dire, “part time”. Ma lor signori non sanno che 18 ore di lezione, con classi ed alunni sempre più difficili, con la necessità quotidiana di confrontarsi con delle persone e con i loro diversi caratteri, con il compito non solo di trasmettere conoscenze ma anche di interessare gli alunni, coinvolgerli, comprenderli ecc., tutto questo fa sì che le nostre 18 ore equivalgano almeno alle 30 o 36 degli impiegati pubblici, che stanno dinanzi ad un computer a scrivere e magari si rilassano chiaccherando e facendo la pausa caffé. Se non foss’altro, ciò che dimostra l’usura psicologica che il nostro lavoro determina è un dato oggettivo: gli insegnanti sono in assoluto la categoria che più soffre lo stress e che più di ogni altra deve ricorrere a cure psichiatriche. C’è poi da dire – dovrebbe essere ovvio ma c’è ancora qualcuno che non lo sa – che le 18 ore frontali sono soltanto una parte del nostro lavoro, e che almeno altrettante ore sono dedicate alla correzione degli elaborati degli alunni, alla preparazione delle lezioni, alle riunioni, all’aggiornamento e via dicendo. Io sottoscritto dichiaro, e sono pronto a dimostrarlo, di lavorare fra tutto almeno 40 ore settimanali per la scuola, se non addirittura di più.

Ciò che fa drizzare i capelli sulla testa è che queste cose non siano chiare non tanto al popolino, che per definizione è ignorante, ma ai signori del Governo, i quali sono tutti esimi professori, banchieri, economisti di livello mondiale, a partire dal sig. Monti. Costoro non sono mai andati a scuola? Non si rendono conto dell’impegno richiesto dal nostro lavoro? Possibile che siano così ignoranti e incompetenti? Sì, perché folle e sconsiderata è questa proposta, che nessun altro ministro aveva neppure pensato in precedenza.  Ma c’è di più: questi signori non sanno neppure lontanamente dove abita la democrazia. Quando si è mai vista una categoria alla quale, senza concertazione sindacale e senza alcuna consultazione, si aumenta di un terzo l’orario di servizio senza alcun aumento di stipendio? Provino a farlo con i metalmeccanici o con gli autoferrotranvieri! Sarebbe la rivoluzione, il blocco totale del Paese. Costoro sono cani da pagliaio, che tremano di fronte ai forti e infieriscono sui deboli, su una categoria che sanno essere divisa e incapace di prendere iniziative efficaci di protesta. Ma questa volta si sbagliano, perché i docenti non staranno a guardare, si ribelleranno contro una manovra degna delle peggiori dittature e che tradisce un contratto di lavoro firmato da ambo le parti. Che esiste a fare la Costituzione, da tutti invocata? Provvedimenti di questo tipo li adottavano Hitler o Stalin, e forse neppure loro, se ne sarebbero vergognati.

Mi dicano poi, questi signori del governo, come si potrebbe realizzare ciò che hanno in mente, cioè portare l’orario dei docenti da 18 a 24 ore settimanali. Innanzitutto, se tutti dovessero avere una cattedra di 24 ore, sarebbe impossibile stilare l’orario delle lezioni, perché le sovrapposizioni sarebbero inevitabili. Inoltre, con che criterio verrebbero distribuiti gli spezzoni orario? Nessuno ce l’ha detto. E ancora: se una supplenza, mettiamo per maternità, inizia nel mese di febbraio, com’è possibile affidare quelle ore a docenti che hanno già la loro cattedra e che quindi si sovrapporrebbero per molte ore alla cattedra della docente da sostituire? Dovremmo modificare l’orario tutti i mesi, anzi tutte le settimane, tanto che la didattica diventerebbe di fatto impraticabile. Hanno pensato, lor signori, all’organizzazione pratica di quanto vanno farneticando? E tutto ciò per risparmiare denaro? Ma della qualità dell’istruzione, della formazione delle generazioni future, non interessa nulla a nessuno? Possibile che persone laureate e investite di cariche importanti siano così miopi, non vedano neppure davanti al loro naso?

Se veramente c’è bisogno di risparmiare denaro pubblico – e non intendo contestare questo – si prendano altri provvedimenti, a cominciare dai costi della politica, delle amministrazioni locali (tutti hanno visto quel che accade oggi nelle regioni Lazio, Lombardia e altre), dei vari enti inutili che ancora ammorbano questo paese. Nel settore dell’istruzione ci sarebbe sì qualcosa da tagliare, ma non sulla pelle dei docenti delle scuole superiori, che già hanno dato e danno abbastanza. Se proprio vogliono aumentare l’orario di servizio di qualcuno, lo aumentino ai docenti universitari, che spesso insegnano per 3 ore alla settimana, con la scusa di dover svolgere un’attività di ricerca che spesso non svolgono affatto. e che comunque nessuno controlla. I privilegi dei baroni universitari sono sotto gli occhi di tutti; il problema è che i componenti di questo scellerato governo vengono proprio da quell’ambiente corrotto e clientelare che è l’Università italiana, e le decisioni che prendono ce lo dimostrano senza ombra di dubbio.

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2 commenti

Archiviato in Politica scolastica

2 risposte a “L’ignoranza, la follia e la dittatura

  1. Fantastic post but I was wanting to know if you could write a litte
    more on this topic? I’d be very grateful if you could elaborate a little bit further. Thanks!

  2. Non so se questo commento, giuntomi dalla Germania ed in lingua inglese, sia serio o ironico. In questo articolo ho già detto quel che penso, non intendo aggiungere altro. Che la politica del banchiere Monti e del suo clan non mi piaccia mi sembra abbastanza chiaro.

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