Il teatrino degli esami di Stato

Anche quest’anno gli esami di Stato per le scuole superiori, appena iniziati, hanno provocato malumori e proteste di ogni sorta, ed hanno messo ben in evidenza la profonda incompetenza dei funzionari ministeriali e del ministro Profumo stesso, il quale ha tenuto un atteggiamento a dir poco allucinante.

Cominciamo col dire che ormai il triste fenomeno delle copiature all’esame mediante i cellulari è divenuto macroscopico, al punto che meglio si farebbe ad abolire gli esami stessi se non si è capaci di trovare una soluzione: i risultati, infatti,  sono comunque alterati perché è ben noto che le soluzioni dei problemi e dei quesiti si trovano su internet pochi minuti dopo la dettatura, e basta che gli alunni si tengano addosso un cellulare e si colleghino a internet ed il gioco è fatto. Ma la tecnologia si combatte con la tecnologia stessa: esistono infatti delle apparecchiature, chiamati rivelatori o disturbatori di frequenze, che, se messi in funzione in un locale, rivelano la presenza di cellulari accesi o addirittura impediscono il collegamento a internet. Le scuole debbono dotarsi di queste apparecchiature, altrimenti diventa inutile qualunque prova scritta che i docenti vogliano proporre agli alunni. Ebbene: il ministro Profumo, interrogato da una giornalista sull’opportunità di ricorrere a questa misura, ha risposto che lui non ha “la mentalità dei servizi segreti”, facendo intendere con ciò che non gli importa nulla del fenomeno e che vuole lasciar perdere tutto, autorizzando così implicitamente gli studenti a proseguire in un comportamento illegale e inammissibile. Ora io mi chiedo se un Ministro della Repubblica, che dovrebbe far tutelare le norme vigenti e sostenere la legalità, possa mai fare un’affermazione del genere. D’altro canto, un atteggiamento così assurdo non dovrebbe sorprenderci più di tanto, perché questo ministro, da quando è in carica, non ha fatto mai nulla di positivo per la scuola, ma solo dichiarazioni e affermazioni generali e di circostanza che non cambiano nulla nella sostanza. E’ stato messo lì per pura immagine da un governo di banchieri e imprenditori che non hanno altra preoccupazione se non quella economica, che oltretutto perseguono con metodi terroristici, rimpiendoci di tasse e colpendo così, come al solito, le fasce più deboli. Non mi risulta che i grandi capitali siano stati toccati dalla pioggia di tasse del sig. Monti, né tanto meno gli stipendi dei parlamentari e dei dirigenti. Ma tant’è; non voglio uscire dall’argomento oggetto di questo post.
Il ministro Profumo quindi, che finora è rimasto nella più totale inoperosità, è stato però solerte nel blandire gli studenti, con il peggior populismo che si possa immaginare. Tempo fa disse che si sarebbero potuti anche abolire i compiti a casa (lasciamo stare, è meglio!) e poi, alla vigilia dell’esame, ha fatto gli auguri ai maturandi dicendo loro di stare tranquilli ed esprimersi al meglio. Fin qui nulla di male; ma la profonda contraddizione in cui il ministero e il suo capo sono caduti è stata la seconda prova d’esame, specie quella del Liceo Classico con cui ho avuto a che fare perché, sfortunatamente, quest’anno sono membro interno proprio per il greco. Dopo aver rassicurato i ragazzi in ogni modo possibile, il Ministro, su proposta di un ispettore, ha autorizzato la proposizione di un brano difficilissimo di Aristotele, scritto in un linguaggio completamente sconosciuto agli alunni, con gravi problemi sia sintattici che lessicali. Era un testo filosofico di enorme difficoltà, adatto forse a grecisti specializzati ma non agli alunni del Liceo attuale che, come tutti sanno, hanno molte difficoltà nella traduzione dei testi classici, per una serie di motivi che non mette conto qui di ricordare (lo farò in un altro post). Che senso ha, mi chiedo io, tranquilliuzzare gli studenti prima dell’esame e poi proporre loro un brano di greco quasi impossibile a tradursi? I casi sono due: o il ministero ha la precisa volontà di distruggere gli studi umanistici e questo brano è stato dato per scoraggiare i nuovi aspiranti liceali ad iscriversi al Classico, oppure è frutto di incoscienza e di incompetenza, due qualità che più di una volta Lor Signori hanno dimostrato anche negli anni precedenti. Io penso che queste due componenti siano entrambe probabili, anche perché è chiara fin dall’insediamento di questo abominevole governo la volontà di privilegiare gli studi tecnici e scientifici rispetto a quelli umanistici; ciò è apparso chiaro anche dai numerosi spot pubblicitari che il ministero ha fatto trasmettere in Tv a favore degli Istituti tecnici e professionali. E’ una vergogna abissale che un governo, che dovrebbe essere super partes, faccia spot a favore di un ordine di scuole a danno di un altro; ma del resto, da un governo di banchieri che hanno come unico valore riconosciuto il benessere materiale e il denaro, cos’altro potevamo aspettarci?
Le contraddizioni e le inefficienze di questo Ministro sono talmente evidenti che non sarebbe fuori luogo una mozione parlamentare di sfiducia nei suoi confronti, perché la sua incompetenza e malafede sono tali da rendere necessaria una sua immediata sostituzione. Ai tempi della Gelmini tutti si lamentavano e ne chiedevano le dimissioni. Io ero d’accordo su questo, ma adesso mi rendo conto di quanto sia azzeccato e pertinente quel detto secondo cui al peggio non c’è mai limite.

Annunci

1 Commento

Archiviato in Scuola e didattica

Una risposta a “Il teatrino degli esami di Stato

  1. Sottoscrivo in pieno questa riflessione dell’amico M.Rossi; in particolare vorrei aggiungere che dall’ossessione di questo governo, quella di rassicurare i mercati, la scuola dovrebbe essere tenuta fuori, o almeno dovrebbe essere salvaguardata quella parte del sistema scolastico che ha una missione più propriamente culturale, che non è finalizzata ad una concretizzazione immediata, ma che, proprio per questo, ha un respiro ed una profondità più ampi e quindi alla fine risulta anche più utile e “produttiva” sul piano sociale. Ma di questa scuola, che non crea esecutori o clienti, ma menti pensanti, in certi ambienti si ha paura e forse anche così si spiega la scelta terroristica del brano di Aristotele.
    Lodovico Guerrini, Liceo Classico “Piccolomini” SI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...