La festa della donna

Come tutti sanno, l’8 marzo viene celebrata, da tempo immemorabile, , la festa della donna. Da parte mia ritengo che una simile ricorrenza sia un assurdo totale, ed un insulto proprio alle donne stesse; e questo perché la donna, che fa parte del genere umano esattamente come l’uomo,non è una “categoria” particolare che abbisogni di una festa o di una giornata a lei dedicata, come può avvenire, ad esempio, per gli alpini o i carabinieri, per i mutilati e invalidi di guerra, o altre simili categorie. Dedicare alla donna in quanto tale una specifica ricorrenza è come volerla ritenere “diversa” dall’uomo sul piano personale e sociale, e questa a mio avviso è una grande stupidaggine. La nostra Repubblica fondata sul lavoro garantisce, all’art. 3 della Costituzione, pari dignità a tutti i cittadini senza distinzione di sesso o di altro: quindi perché dedicare una festa a una parte soltanto della società e non all’altra?

Quanto a chi dice che la donna è ancora discriminata e che non ha raggiunto le stesse opportunità del maschio, a me pare che questo sia uno dei soliti luoghi comuni di un veterofemminismo sessantottino che oggi non ha più ragione di esistere.  In alcuni ambienti addirittura, come quello scolastico in cui io mi trovo, la preponderanza (e talvolta l’arroganza) femminile è largamente prevalente. Nella scuola siamo noi uomini a costituire una sparuta minoranza, e di ciò subiamo anche contraccolpi sociali non da poco, da parte di chi non ci considera lavoratori a tutti gli effetti e che svolgono un’attività seria ed importante, appunto perché il nostro è giudicato un “mestiere da donne”. Di discriminazioni contro le donne io francamente a scuola non ne vedo; caso mai, in certe occasioni, è vero il contrario.

Io non voglio negare che vi siano casi di violenza di uomini sulle donne; ma pur accettando la cosa in sé come fatto reale (e non ho alcuna difficiltà ad ammettere che il problema esiste), vorrei però timidamente ricordare che esiste anche una violenza psicologica oltre che fisica, ed in quella le donne sono ben più abili degli uomini. Con la legislazione fatta di pregiudizi che ci ritroviamo, poi, accade molto spesso che un padre separato, costretto a lasciare la sua casa alla moglie (che magari ci vive con l’amante), costretto a mantenere lei ed i figli, si riduca sul lastrico o a dormire in macchina perchè non ha più nulla. E questi sono casi frequenti, frequentissimi, visto che i tribunali, con un’ottica fondata sul pregiudizio, tendono quasi sempre a favorire la moglie ai danni del marito. Ed io credo, se fossi uno di quei mariti abbandonati e costretti a vivere in auto perché non hanno più nemmeno la casa, che preferirei ricevere qualche schiaffo fisico piuttosto che essere distrutto come uomo e privato di ogni dignità. Andiamoglielo a spiegare, a questi uomini oggetto della peggior violenza, che debbono celebrare la festa della donna. Saranno contenti.

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