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Alunni ed ex alunni

Ho ricevuto una mail da un collega che, parlando dei suoi alunni, si rammarica del fatto che talvolta, quando lo incontrano per strada, non lo salutano e fanno finta di non vederlo; e ciò accade anche con gli ex alunni, molti dei quali non si sono fatti più vivi dai tempi della frequenza scolastica. Per consolare il collega, dico che un tale comportamento è comune e frequente, succede spesso anche a me; ma della cosa non ho mai fatto un dramma, anche perché sono convinto che l’apparente indifferenza dei ragazzi per il loro prof non significa necessariamente risentimento, disprezzo o mancanza di stima. In molti casi è il carattere timido, riservato di molte persone a farle agire così, non la maleducazione o la malevolenza: il professore, in effetti, non è l’amico del ragazzo col quale egli trova naturale fraternizzare, è sempre una persona verso cui esiste un certo riserbo, una relazione magari cordiale ma pur sempre distaccata. Ed e’ questo il motivo principale per cui molti ragazzi che abbiamo o che abbiamo avuto a scuola ci salutano a malapena, ci sfuggono, magari attraversano la strada per non salutarci. Ma non per questo dobbiamo pensare male: del resto, non è forse vero che anche noi abbiamo reticenza o malavoglia ad incontrare o salutare certe persone?
Benché io non sia uno di quei docenti che danno confidenza agli alunni, che ci scherzano o li accompagnano in pizzeria, sono pienamente soddisfatto del mio rapporto con loro. E ciò che me lo fa pensare sono le manifestazioni di riconoscenza, di stima e di affetto che loro stessi ed i loro genitori mi dimostrano in vari modi, direttamente e indirettamente. Parlando con il Dirigente della mia scuola, tanto per dirne solo una, ho saputo che nessun genitore o studente si è mai lamentato di me, del mio comportamento in classe o del mio metodo valutativo; eppure non ho alcun timore ad assegnare anche voti molto bassi, quando è necessario, perché i ragazzi debbono comprendere che nella vita nulla viene regalato e che le difficoltà aiutano a crescere. E tuttavia non voglio essere presuntuoso al punto tale da pensare che tutti siano contenti totalmente di me. C’è sicuramente anche chi ha qualcosa da recriminare, si sa, non si può essere universalmente graditi; ma quando si raccolgono attestati di stima da più parti, anche dalle e-mail che ricevo continuamente dai miei ex studenti, si può almeno presumere che la propria linea comportamentale ed il proprio metodo educativo non siano poi così sbagliati. E poi, nonostante la mia ben nota severità, mi piace confessare anche un’altra cosa: che io voglio bene ai miei alunni, tutti senza eccezione, anche se non lo dimostro platealmente come fanno altri colleghi. E sono sicuro che loro, questo, lo sanno bene, perché sono molto più intelligenti e sensibili di quanto comunemente si creda.

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